
(Dario Lucisano – lindipendente.online) – Mentre l’attenzione mediatica sulle proteste in Francia si concentra sugli episodi di scontri e violenza, gli studenti continuano a portare avanti le loro rivendicazioni. Il fronte delle proteste si sta allargando sempre di più: nella sola giornata di ieri, 5 ottobre, sono stati 735 gli istituti coinvolti nei disordini, mentre oggi è stata convocata una nuova e ampia azione, a cui aderiranno anche sindacati dei lavoratori e associazioni che riuniscono i genitori; sarà il «terzo atto» della mobilitazione studentesca, che vedrà il coinvolgimento di diverse frange della popolazione francese, agricoltori compresi. Le proteste degli studenti contestano classi sovraffollate, edifici con carenze strutturali, mancanza di personale e condizioni di insegnamento e apprendimento giudicate inadeguate. Tutto si colloca sul più ampio sfondo del nuovo bilancio francese, che prevede tagli generali alla spesa pubblica e, per quanto riguarda il settore dell’istruzione, nuove tasse per gli studenti che scelgono di intraprendere alcuni percorsi di studio.
Le manifestazioni degli studenti francesi sono ormai all’ordine del giorno, con cortei, blocchi e scontri quotidiani. Ieri gli episodi di disordine sono stati molteplici: a Parigi, presso il liceo Verlomme, i manifestanti hanno sparato un razzo da mortaio per fuochi d’artificio, facendo incendiare il portone; intanto, la polizia ha fatto irruzione alla Sorbona, interrompendo un’assemblea e fermando violentemente i presenti. A Lens, invece, nel nord del Paese, un ragazzo ha perso una mano durante gli scontri; le circostanze dell’incidente sono ancora poco chiare, ma è stata aperta un’indagine per comprendere cosa sia successo e se la causa sia da ricondurre ai dispositivi delle forze dell’ordine. A Tours, nel centro del Paese, un altro ragazzo ha perso un occhio; si ipotizza che la ferita sia stata causata da un proiettile di gomma esploso dalla polizia. In generale, si parla di centinaia di feriti.
Questi e diversi altri sono gli episodi che più dominano la narrazione mediatica sulle proteste degli studenti francesi. Al centro della mobilitazione, tuttavia, ci sono questioni tutt’altro che secondarie, che stanno venendo in larga parte ignorate: gli studenti reclamano maggiore uguaglianza e giustizia sociale, più risorse per il servizio pubblico dell’istruzione e una diversa visione della scuola pubblica, investita da anni di austerità e definanziamento. Le istanze degli studenti francesi sono legate alle condizioni di vita e di studio nelle scuole del Paese: ambienti di studio inadeguati, carenza di personale, classi sovraffollate, disservizi negli istituti e strutture fatiscenti. Tutti questi temi sono ripresi e rilanciati da organizzazioni della società civile e sindacati, che denunciano un governo sordo davanti alle richieste degli alunni, capace di rispondere alle rivendicazioni dei giovani usando soltanto il linguaggio della repressione.
La protesta nazionale convocata oggi si preannuncia di centrale importanza, nonché di ampia portata: gli studenti l’hanno ribattezzata simbolicamente «Atto III», richiamando le manifestazioni dei Gilet gialli che nel 2018 invasero la Francia chiedendo profondi cambiamenti nella politica del Paese. Alla mobilitazione parteciperanno anche la FCPE, associazione della società civile che riunisce i genitori degli studenti francesi, la CGT, uno dei principali sindacati del Paese, la SNES, sigla di categoria che riunisce professori, psicologi, consiglieri e assistenti all’educazione e accompagnatori di studenti con disabilità, e diversi altri sindacati e associazioni di categoria. Anche la Confédération paysanne, organizzazione che riunisce gli agricoltori francesi, ha affermato che prenderà parte alle proteste, lanciando un appello ai lavoratori del settore affinché accendano i motori dei propri trattori e blocchino le strade insieme agli studenti.
Sono vecchio… Ormai capisco quando qualcosa va storto ai sacerdoti dell unico e possibile futuro ( soldi, inquinamento banche guerre, lusso e povertà,vite buttate a lavorare e sopravvivere centri commerciali ect ect)
E questa rivolta li ha toccati… questo modello che piace ai pensionati e ad altri pochi parac@li non regge
Un giovane non può accettare un tale scempio esistenziale ed adattarsi come un cagnolino..
Quindi poche notizie e l arte della confusione: tanti numeri sui feriti, specialmente i poliziotti, cifre a casaccio sui danni provocati e immagini le più violente possibili
Solito copione.. risultato che chi legge o sente sta robaccia penserà molto male di questi studenti di m@rd che non hanno voglia di lavorare!!
Sperando sempre che parta da lì
( e da dove vuoi che parta!!) una nuova sfida all ordine costituito ( direi decisamente finito e sfinito)
Sempre che una guerra non fermi tutto ( e tutti!) Non ci avevo pensato…
"Mi piace""Mi piace"