Il sondaggio Cluster 17 per il Fatto: il campo largo può vincere, la destra sempre ostaggio dei voti di Vannacci. Sotto il 39% i partiti di governo: gli oppositori intercettano più elettori giovani e salgono al 44,2. I voti di M5S e Avs superano quelli di Schlein

Il sondaggio Cluster 17 per il Fatto: il campo largo può vincere, la destra sempre ostaggio dei voti di Vannacci

(estr. di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it) – […] Un fronte progressista nettamente in vantaggio rispetto all’attuale conformazione del centrodestra che non arriva al 40%; una Lega maciullata da Futuro nazionale che svetta oltre il 9%; un Pd in calo rispetto agli alleati M5S e AvS. Ma, ancora più interessante, nel sondaggio Cluster17 realizzato per il Fatto con interviste realizzate dal 21 al 24 settembre su 1.580 italiani maggiorenni, è il voto delle categorie sociali e delle fasce d’età. I progressisti hanno il voto giovane, la destra occupa un posto di rilievo tra operai e pensionati, ma le fasce di reddito più disagiate votano massicciamente 5 Stelle.

Entrando nei dettagli, e cominciando dalle stime sul voto complessivo, il sondaggio mostra che mettendo insieme il 25,9% di Fratelli d’Italia, il 7 di Forza Italia, il 4,5 della Lega e l’1,3 di Noi Moderati, il centrodestra si ferma al 38,7%, uno dei risultati più bassi nelle rivelazioni finora realizzate. Viceversa, il fronte opposto somma il 19,1% del Pd, il 13,6 del M5S, il 7,5 di Avs a cui si possono aggiungere il 2% di PiùEuropa e, sembra ormai di capire, anche il 2% a cui è quotata Italia Viva. Il totale fa un 44,2 che consegnerebbe ai progressisti la vittoria anche con la nuova legge elettorale. In questa proiezione il partito di Elly Schlein non avrebbe mai il doppio dei voti dei suoi alleati, anzi verrebbe superata dalla coppia M5S-Avs.

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La differenza la fa il partito di Vannacci, che la rilevazione di Cluster17 stima molto in alto, al 9,2% mentre fuori dai poli c’è ancora Azione di Carlo Calenda al 4,5. Se Vannacci fosse nel centrodestra questo vincerebbe le elezioni.

Il problema è che, guardando un altro dato offerto dal sondaggio, cioè i flussi di voto tra le ultime europee e le intenzioni di voto, Futuro Nazionale continua a svuotare la Lega. Il 48% di chi ha votato per il partito di Salvini due anni fa voterebbe Vannacci, mentre la percentuale si riduce al 14%, comunque significativa, tra gli elettori di Giorgia Meloni. Dal centrosinistra non arriva praticamente nulla tranne un 1% di ex elettori 5 Stelle. Per quanto riguarda gli altri partiti chi non subisce emorragie è solo il M5S che ha un tasso di fedeltà del 95% mentre il Pd vede solo il 69% degli elettori alle europee intenzionati a rivotarlo (per FdI sale al 73%) scontando una dispersione verso AvS (8%), M5S (6%) e anche Azione (6%). Interessante notare che AvS sconta anch’essa un flusso in uscita di voti verso il M5S pari al 23% del suo elettorato delle europee trattenendone solo il 59%. Oltre a cedere a Vannacci, la Lega “cede”passa” il 17% dei suoi votanti a FdI cosa che accade anche a Forza Italia con una percentuale del 14%.

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Se invece passiamo alle categorie, osserviamo che tra coloro che guadagnano meno di mille euro il grosso dei voti si distribuisce in misura uguale tra il M5S e FdI: 30% per entrambi. Il partito di Meloni è davvero trasversale ottenendo percentuali elevate in quasi tutte le classi di reddito e flettendo di più nei redditi più elevati (18% sopra i 5.000 euro al mese). In questa fascia il Pd ha il 19%, sale un po’ tra chi guadagna tra 3-5 mila euro e flette al 6% sotto i mille euro. Il dato si riscontra nella suddivisione per categoria socio-professionale. Gli operai votano al 33% per Meloni e solo il 18% per il Pd mentre il 14% per il M5S. Il Pd sale tra gli impiegati (35%) e le professioni intermedie (24%) mentre Vannacci svetta (42%) tra i lavoratori autonomi. Futuro nazionale va molto meglio tra gli uomini (12%) che lo votano il doppio delle donne (6%) ma ottiene percentuali comunque elevate (11%) tra chi ha una laurea. Anche FdI ottiene il 23% tra chi ha una laurea e il 27% tra i diplomati mentre il Pd primeggia tra i dottorati (24%) e il M5S è nettamente primo tra i livelli di istruzione più bassi con il 45%).

Per quanto riguarda le classi di età, invece, i progressisti sono nettamente primi con il 53% tra i più giovani (18-34 anni) doppiando il centrodestra che si ferma al 26%. Bene Vannacci con l’11%. Il voto si riequilibra, in linea con il voto complessivo, nelle altri classi di età dove si nota il primato di FdI (28%) nella classe sopra i 65 anni.

Interessante la classificazione, che rappresenta l’originalità dei sondaggi Cluster17, sulla base dell’orientamento politico-culturale del campione (suddiviso in 16 “cluster”: socialdemocratici, conservatori, euroscettici, autoritari, progressisti, nazional-popolari e così via). Il centrosinistra fa il pieno nelle definizione progressiste: i Socialdemocratici al 53% con il Pd, al 13% con il M5S e al 12% con Avs che ottiene il 45% tra i Multiculturalisti. I Solidali sono in massa con Pd e M5S il quale però fa il pieno dei Rivoltati (82%) e prende una quota consistente degli Euroscettici (29%). FdI è egemone tra i Conservatori-moderati (50%) e i Nazional-popolari (47%) ma soprattutto tra gli Identitari (59%) mentre Vannacci spicca soprattutto (34%) tra gli Autoritari. Si fa notare anche il 53% di Forza Italia tra coloro che si definiscono Liberali mentre esiste un 19% di Cristiano-democratici collocati sotto la casella “Altro” come se fossero ancora in cerca di un’appartenenza politica.