
(Di Marco Travaglio – ilfattoquotidiano.it) – A furia d’inseguire i lanci della macchina sparapalle detta “caso Garlasco”, si è perso di vista il focus della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: cioè la tesi che il colpevole sia Andrea Sempio e Alberto Stasi non c’entri. Per dimostrarla, i pm devono ottenere il rinvio a giudizio e la condanna di Sempio e la revisione di quella di Stasi. Come? Con prove così nuove e granitiche su Sempio da […]
Garlasco spara-palle
(Di Marco Travaglio) – A furia d’inseguire i lanci della macchina sparapalle detta “caso Garlasco”, si è perso di vista il focus della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi: cioè la tesi che il colpevole sia Andrea Sempio e Alberto Stasi non c’entri. Per dimostrarla, i pm devono ottenere il rinvio a giudizio e la condanna di Sempio e la revisione di quella di Stasi. Come? Con prove così nuove e granitiche su Sempio da superare il giudicato irrevocabile di Cassazione su Stasi. Le hanno trovate? Vediamo. I contatti di Sempio con Chiara sono zero e la sua “ossessione” per la ragazza fino al rifiuto che l’avrebbe indotto a ucciderla è smentita dal fatto che Sempio non ne parla mai nei soliloqui (tranne quello in cui scimmiotta un podcast) e negli scritti: Stasi ignorava chi lui fosse e Chiara non gliene parlò mai. Il Dna sotto le unghie della vittima, compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio, per la perita del Gip non è “certamente affidabile”: campione scarso, parziale, misto e incerto. La nuova ricostruzione del delitto, con la colluttazione “da 15 a 60 minuti” (sic), fatta sulle vecchie foto senza riesumare il corpo, è pura fiction. La traccia 33 sulla parete, riesaminata in foto, “non esclude” il sangue ma neppure lo dimostra e comunque non si sa di chi sia. La compatibilità fra il piede da elefante numero 44 di Sempio con l’impronta di scarpetta 42 fa ridere. E l’analisi sui resti della colazione, che doveva incastrare Sempio, ha inguaiato vieppiù Stasi: anche il Dna sulla cannuccia di Estathé è suo.
Ma tutto questo è sparito dalla scena mediatica, perché la verità non fa share. Così come il commando di killer al seguito di Sempio che uccidono Chiara in comitiva; la bufala della cugina della vittima che getta l’arma nel canale; le piste pedo-porno-sataniche nel santuario; le tangenti dei Sempio all’ex pm Venditti (tutto falso e archiviato). Molto meglio menarla sulla presunta “smentita” del Dna di Chiara sul pedale della bici degli Stasi, peraltro “processualmente accertata” persino per il gup Vitelli che assolse Stasi per insufficienza di prove. Peccato che la smentita non esista: anzi, pure i consulenti dei pm confermano in ben due relazioni “tale dato solido in termini di riproducibilità e attendibilità. Nessun consulente o perito ha mai messo in discussione la qualità e l’attribuzione di tale profilo alla vittima”. E smentiscono la bufala della difesa Stasi sullo scambio di provette tra il cucchiaino di Chiara e il pedale. Una volta acquisito quel dato granitico che inchioda Stasi, tutti gli altri test di esito diverso non potevano più smentirlo, quindi le chiacchiere sul Ris stanno a zero. E soprattutto riguardano eventualmente il Ris, non Sempio. Che, sulla scena del delitto, continua a non risultare. Forse perché non c’era.
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Fermo restando che il Trav può scrivere quello che vuole su qualsiasi argomento che gradisce. A me – ma questo è assai poco importante, della serie ecchissenefrega – il delitto Garlasco non interessa un emerito caxxo! Punto.
C’è altro di cui discutere? Sì? Qualcuno lo proponga, please!
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