
(Adnkronos) – Nella seconda parte della Base Ideologica e Programmatica di Futuro nazionale per Vannacci, online da oggi sul sito del partito dell’ex generale della Folgore, nella parte dedicata a demografia, famiglia, vita e identità, viene specificato che l’aborto “non è un diritto” e dunque si deve dare “priorità all’applicazione degli strumenti di prevenzione e sostegno previsti dalla legge 194, presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, informazione sul battito fetale, sostegno economico alle gravidanze difficili e sviluppo dell’adozione prenatale con la ‘culla vuota’ negli ospedali”.
A tal proposito, nel programma si riconosce il concepito “come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati”, si danno le “aggravanti per reati contro donne incinte che causino la perdita del nascituro e riconoscimento del bambino già durante la gravidanza ai fini di bonus e agevolazioni (borse di studio, case popolari ecc.), si vorrebbe istituire il ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità, della Giornata nazionale della Vita nascente il 25 marzo e di un Piano nazionale per la Vita nascente e la Prevenzione dell’Aborto.
Per quanto riguarda la ‘culla per la vita’ Futuro nazionale vorrebbe che in ogni ospedale con reparto maternità ci fosse l’obbligo, così come si dovrebbe dare “sostegno alle case rifugio per donne incinte vulnerabili” e vietare la somministrazione della Ru-486 in regime ambulatoriale o domiciliare”.
Vannacci svela nuove proposte, ‘stop a contenuti gender e omosessuali in tv’
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – Una fascia protetta in tv lunga quasi tutta la giornata, dalle 6 alle 23, per tenere lontani dai bambini contenuti definiti “genderisti” e “omosessualisti”. Il cambio di sesso dei minori trasformato in “reato universale”. E un muro contro le direttive europee considerate espressione dell’agenda Lgbt, anche a costo di andare allo scontro con le Corti internazionali.
È la stretta sui temi Lgbt disegnata nelle nuove proposte del programma di Futuro Nazionale. Il primo fronte del partito di Roberto Vannacci è la televisione. La proposta è vietare programmi, scene e spot con contenuti definiti “genderisti/omosessualisti” quando possano essere visti dai minori. Il risultato sarebbe una fascia protetta dalle 6 del mattino alle 23, accompagnata da un sistema di sanzioni che, nei casi previsti, potrebbe arrivare fino alla sospensione della licenza.
Ancora più dura la linea sulla transizione di genere dei minorenni. Futuro Nazionale vuole vietare interventi chirurgici di riassegnazione, ormoni cross-sex e bloccanti della pubertà anche quando ci sia il consenso dei genitori. Non solo: queste pratiche dovrebbero diventare un “reato universale”, perseguibile in Italia anche se effettuato all’estero.
Per gli adulti resterebbe invece la possibilità di ricorrere agli interventi, ma non a carico del servizio sanitario pubblico. Il terzo muro Vannacci vuole alzarlo a Bruxelles. Il programma chiede di respingere le direttive europee e internazionali considerate finalizzate alla promozione dell”ideologia woke’ e dell”agenda Lgbt’. Una linea da mantenere anche davanti alle decisioni delle Corti e degli organismi internazionali: su questi principi, è la posizione espressa nel documento, non può esserci “sudditanza”.
Vannacci, ‘via le unioni civili e deroga al Patto Ue per la natalità’
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – Via le unioni civili, il matrimonio come unico istituto di coppia e adozioni solo per famiglie con padre e madre. E, per provare a invertire la crisi delle nascite, una deroga al Patto di Stabilità europeo che permetta di spendere sulla natalità mettendola davanti al Green deal e al riarmo. È la ricetta di Roberto Vannacci, che nel nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale indica nella “crisi demografica” la “principale emergenza nazionale”.
“Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico”, afferma Vannacci. Il programma propone quindi l’abrogazione delle unioni civili e indica nella famiglia fondata sull’unione tra uomo e donna il modello da sostenere con politiche fiscali e abitative, asili nido e congedi. I diritti oggi collegati alle unioni civili, dall’assistenza in ospedale all’eredità, diventerebbero diritti individuali attribuibili alla persona scelta dal cittadino, senza, si legge, “elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti”.
Stretta anche sulle adozioni: quella ordinaria sarebbe riservata alle famiglie con padre e madre, escludendo coppie omosessuali e i single, salvo per questi ultimi casi particolari legati a un rapporto già esistente con il bambino. Il generale mette poi sul tavolo un “vero quoziente familiare”, esenzioni fiscali progressive per chi ha figli, un ‘reddito di rinascita’ per le madri e il ‘mutuo tricolore’, con interessi azzerati al terzo figlio.
Per le famiglie numerose dei dipendenti pubblici arriverebbero anche le ‘quote azzurre’, per facilitarne i trasferimenti. La sfida passa anche da Bruxelles. FnV propone di chiedere una “deroga strutturale al Patto di stabilità” per le spese destinate alla “riattivazione demografica”, indicata come prioritaria rispetto a Green deal e ReArm Eu. Sul fine vita, infine, FnV ribadisce la difesa della vita “dal concepimento alla morte naturale” e il no a eutanasia e omicidio del consenziente.
Vannacci, ‘educazione militare a scuola e soldati contro il degrado in città’
(ANSA) – ROMA, 24 AGO – L’educazione militare entra a scuola e l’Esercito viene dispiegato nelle zone più degradate delle città, con nuovi poteri per intervenire. Sono alcune delle proposte contenute nel nuovo capitolo del programma di Futuro Nazionale, il partito guidato dal generale Roberto Vannacci, che punta ad allargare il ruolo delle Forze armate sul territorio e rivendica la sovranità dell’Italia nelle scelte sulla Difesa, ribadendo il no all’obiettivo Nato del 5% del Pil e al programma europeo Safe.
Nelle scuole superiori, FnV punta a introdurre moduli di “educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale”, per far conoscere ai ragazzi il ruolo delle Forze armate e attirare verso la carriera militare “i migliori giovani con i caratteri adeguati”. Prevista anche la partecipazione volontaria a campi e attività esterne di “formazione per educazione militare con valenza civica”.
L’altro fronte sono le città: i militari potrebbero essere impiegati, insieme alle forze di polizia, nelle aree con “elevati livelli di criminalità e degrado”, oltre che a difesa di infrastrutture strategiche e luoghi sensibili. L’obiettivo è riaffermare “presenza, controllo e legalità” dello Stato. FnV “rigetta con fermezza” l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e sostiene che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano decidere quanto l’Italia deve spendere per la difesa.
Le risorse, afferma, devono rispondere alle “reali necessità strategiche italiane” senza sacrificare altre priorità. Ferma contrarietà anche a Safe, lo strumento europeo di prestiti per la difesa, considerato nuovo debito legato alle priorità di Bruxelles. Sui confini, torna in campo la Marina: il programma propone di rafforzare la sorveglianza nel Mediterraneo con “pattugliamenti e interdizioni mirate” contro l’immigrazione illegale, nel rispetto del diritto internazionale.


L’obiettivo è riaffermare “presenza, controllo e legalità” dello Stato. FnV “rigetta con fermezza” l’obiettivo di portare la spesa militare al 5% del Pil e sostiene che né la Nato né altre organizzazioni sovranazionali debbano decidere quanto l’Italia deve spendere per la difesa.
Va a finire che questo piglia minimo 5.000.000 di voti.
Un generale che si oppone all’aumento delle spese militari che invece DX e SX hanno appoggiato in ogni governo.
Da rifletterci su.
Ovviamente la Schlein capirà solo l’opposizione al gender e alle unioni civili.
Ma intanto lei e la Melona non riescono a dire no all’esplosione delle spese militari.
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