(estr. di Alessandro Orsini – ilfattoquotidiano.it) – […] Meloni, Crosetto e Tajani hanno un problema pratico: per motivi elettorali, devono nascondere agli italiani il loro sostegno a Netanyahu. Per riuscire in questa impresa, il governo Meloni sta usando una tecnica di manipolazione dell’opinione pubblica basata sulla reificazione delle relazioni internazionali. Che cosa significa? La materia è complessa e dobbiamo procedere con ordine.

[…] Netanyahu ha spiegato a Meloni che il governo italiano non dovrà mai superare due linee rosse. La prima è l’invio delle armi a Israele: qualunque cosa accada, qualunque strage o nefandezza, Meloni e Tajani dovranno sempre opporsi all’embargo delle armi a Israele. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno delle armi. Meloni, Tajani e Crosetto, hanno il compito di impedire l’interruzione delle forniture militari a Israele da parte dell’Europa. Ecco perché gli eurodeputati di Fratelli d’Italia, il 20 maggio scorso, hanno votato per bocciare un emendamento che chiedeva l’embargo sulle armi europee a Israele. La seconda linea rossa sono le sanzioni commerciali, cui Meloni e Tajani si sono sempre opposti. Per sterminare i palestinesi, Israele ha bisogno dei soldi. Meloni si è opposta molte volte alla richiesta della Spagna di sospendere l’accordo commerciale tra l’Unione europea e Israele. Netanyahu concede a Crosetto di rilasciare tutte le dichiarazioni che vuole. L’importante è che Meloni protegga Israele dall’embargo sulle armi e dalle sanzioni commerciali. A Netanyahu non interessano le dichiarazioni di Tajani da Bruno Vespa: gli interessano le armi e i soldi per condurre la pulizia etnica della Palestina.

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Siamo pronti per capire che cosa sia la reificazione nelle relazioni internazionali. La reificazione è il processo socio-psicologico attraverso cui gli individui si convincono che le strutture sociali, che essi stessi creano, abbiano una vita autonoma e indipendente. In questo modo, gli individui finiscono per convincersi che certe istituzioni sono immutabili. L’idea che il capitalismo sia radicato nella natura umana è un esempio di reificazione. La reificazione induce a desistere dalla lotta per il mutamento sociale. Liberarsi dalla morsa della reificazione – ha spiegato Lukács – consente agli uomini di immaginare un mondo diverso: un mondo in cui le democrazie occidentali non sterminano migliaia di bambini palestinesi impunemente.

[…] La reificazione è esplosa negli studi Mediaset il 21 maggio 2026, quando un giornalista del governo Meloni ha detto che gli accordi militari tra Israele e l’Italia non possono essere annullati perché non riguardano il governo italiano, bensì lo Stato italiano. Senza scomodare l’individualismo metodologico di Karl Popper, è appena il caso di notare che gli accordi tra gli Stati sono decisi dagli individui che compongono i governi. Gli Stati non stipulano accordi; soltanto i governanti. Nessuno ha mai visto uno Stato pettinarsi, vestirsi e andare a un vertice della Nato. Se gli accordi fossero firmati dagli Stati, che nessuno ha mai visto, l’Italia non avrebbe potuto ritirarsi dagli accordi con la Russia per l’acquisto del gas e del petrolio. Eppure, Mario Draghi ha posto fine a quegli accordi. Nessun giornalista di Fratelli d’Italia disse: “Draghi non può strappare gli accordi con Putin perché sono accordi tra lo Stato russo e lo Stato italiano!”. L’Italia continua a sostenere Netanyahu per una decisione di Meloni, Crosetto e Tajani. La reificazione dei rapporti tra Italia e Israele è usata per nascondere la complicità del governo Meloni nel genocidio del popolo palestinese.

P.s. In memoria di Dario Antiseri, cui devo la conoscenza di Karl Popper.