Sabato scorso il governo in carica, con 1288 giorni, è diventato il secondo più longevo della storia repubblicana

(di Giovanni Diamanti – repubblica.it) – Sabato scorso il governo Meloni, con 1288 giorni, è diventato il secondo più longevo della storia repubblicana. Al momento, inoltre, non si vedono ostacoli insormontabili per raggiungere il record di durata, detenuto da Silvio Berlusconi, il cui esecutivo governò ininterrottamente per 1412 giorni. Certo, questo dato sembra quasi paradossale considerando il contesto storico: Giorgia Meloni festeggia un grande risultato di longevità in un momento in cui le leadership sembrano consumarsi con una velocità inedita. I cicli delle leadership politiche sono storicamente stati lunghi: da Craxi a Berlusconi, molti grandi leader sono stati sulla cresta dell’onda per un periodo importante, ma negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un’opinione pubblica in rapido movimento, mutevole, capace di farsi sedurre rapidamente da leader abbandonati poco dopo. Renzi, Salvini, Di Maio: sono molti gli esponenti politici la cui grande popolarità si è consumata in un arco temporale breve. Come Icaro, si sono avvicinati troppo al sole, bruciando rapidamente il proprio consenso. Giorgia Meloni, invece, pur indebolita, rimane al timone.
Ci sono diversi motivi che spiegano questo risultato e l’avvicinamento al primato di durata berlusconiano.
Il primo è legato alle rigide gerarchie della coalizione di centrodestra: nessuno mette in discussione il ruolo di partito-timone di Fratelli d’Italia, e l’assetto della coalizione, ad eccezione dello strappo vannacciano, è rimasto solido. I partiti conservatori in questo paese sono inoltre meno “scalabili” dalla propria classe dirigente, e rientrano spesso nella fortunata definizione di Fabio Bordignon di “partito del Capo”, leaderistici e verticali.
Inoltre, storicamente, il centrodestra si è mostrato più disciplinato e coeso rispetto all’alleanza progressista: non è un caso che sabato l’esecutivo abbia superato al secondo posto il governo Berlusconi IV, e che al primo posto permanga il Berlusconi I.
Va anche sottolineato come il consenso nei confronti del governo e della coalizione meloniana sia calato in questi anni, in modo costante e netto ma meno rapido rispetto ad altre situazioni. Questo fatto, sommato a un’opposizione piuttosto divisa nei primi anni, ha generato una pressione limitata dell’opinione pubblica nei confronti del governo, aumentata solamente negli ultimi mesi, dalla campagna referendaria in poi.
Dunque, Meloni e il centrodestra possono festeggiare un traguardo di stabilità importante e puntano a stabilire un nuovo record.
Tuttavia, la longevità, di per sé, non è una vittoria: le elezioni politiche non premiano chi resiste, ma chi convince.
Dimostrazione che il popolo italiano non è matura… se B. e la ducia hanno il record di longevità governativa….la coilpa è del popolo bue.
Non sono bastati i danni di un delinquente abbiamo dovuto sopportare danni peggiori da una caciottara.
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Se i governi più longevi della repubblica sono di cdx/ dx centro un paio di domande/considerazioni bisognerebbe liberarle.
Nel paese predomina la dx?
Oppure, tra due schieramenti farlocchi, perché simili, gli elettori scelgono l’ originale (e, guarda caso, astensione da paura)?
Venendo alla stretta attualità: il principale e più strutturato partito di csx si sta attrezzando per vincere per la prima volta le elezioni solo perché la segretaria strilla al salario minimo (idea nemmeno sua e quindi mai praticata dal pd pur avendo governato)?
Campa cavallo.
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Questa è la triste situazione, e dobbiamo sobbarcarcene il carico. Il PD è il partito che è, costituito da vari sottopartiti in contraddizione tra loro. Altro non c’è, se consideriamo AVS che sta sempre a guardare e peli superflui i cosiddetti antagonisti velleitari dallo zero virgola. Il punto fondamentale è che se i 5* non avranno un degno riconoscimento elettorale il loro potere contrattuale farà portare loro a casa ben poco, al punto da chiedersi se converrà mantenere l’eventuale alleanza governativa. Per ottenerlo bisognerebbe che tutti i cespugli vi si affidassero in modo che, una volta vinte le elezioni (chissà), il vero programma di governo che si fa sempre prima di sedere formalmente in maggioranza, contenga più punti possibile. Per gli altri non accettati dalla coalizione, tipo quelli di politica estera, ci si dovrà affidare all’evoluzione della situazione internazionale. Se la sicura recessione ormai alle porte travolgerà gli attuali assetti ideologici e di potere… voglio vedere se il PD continuerà con l’attuale ambiguità che lo contraddistingue nella speranza di ottenere il consenso del mitico CENTRO che è come l’Araba Fenice (che ci sia ciascun lo dice, dove stia nessun lo sa). Tanto più che i cosiddetti partititi di centro del due virgola con cui ci si vuole alleare, faranno scappare gli elettori. Se Calenda si rifiuta, e questo un bene, ma l’artefice del Jobs Act e dell’abolizione dell’art.18 mette radici nella coalizione, l’esito è ormai certo, chiamasi SCONFITTA ELETTORALE. Poco vale il fatto che stia facendo opposizione verbale alla Melona, a cui ha dato più volte i voti in parlamento, ca nisciùno è fesso! Mai, ma proprio mai, fidarsi di costui! Se lo metta bene in mente anche Conte. Punto.
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“..se consideriamo AVS che sta sempre a guardare..”
Mi fa piacere scoprire che non sono il solo a notare certi comportamenti . La spiegazione credo sia semplice: AVS sta nel guado perché pronta a una eventuale scelta di sopravvivenza. Il che significa, in caso di precipitazione degli eventi, stare col pd.
“Per gli altri non accettati dalla coalizione, tipo quelli di politica estera, ci si dovrà affidare all’evoluzione della situazione..”
Rispetto il tuo punto di vista e la tua previsione come argomento non accettato dalla coalizione (la politica estera). E credo sia anche veritiero tutto sommato. Invece secondo il mio punto di vista è un tema essenziale per stabilire una possibile alleanza, perché dalla politica estera discendono gran parte delle problematiche di famiglie e imprese.
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Popolo bue, da un lato e, dall’altro, poteri forti criminali e venduti a potenze stranierie, dai tempi dell’unificazione, altro che liberazione dal dominio straniero!
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Quindi i governi di cd. SX campano finchè sono “costretti” a fare programmi di DX, altrimenti si trova sempre il modo di suicidarli.
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TG3 ora …quelli della Fottilia “sono in ostaggio”…cerrto” prigionieri” era brutto…infatti sono in tribunare incatenati!
Ecco perchè l’italiano Bue vota male o non vota…. e i governi canaglia vivono!
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Si sta discutendo sulla AI … se vera ,se falsa, come si fa ad essere certi della veridicità o meno dell’AI?
Ma se era già la TV un mezzo manipolabile tanto da valutare se ciò che trasmetteva era attuale o era la ricostruzione di eventi già trasmessi e per trascinare il telespettatore dove voleva il sistema, vuoi che l’AI non sia peggio?
Un consiglio ….comprate i quotidiani stampati e leggete libri cartacei… scripto manent e web volant!
PS: stanno pure facendo app che sgamino l’AI!
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