
(Tommaso Merlo) – I volenterosi muovono il sedere per sbloccare lo Stretto di Hormuz quando per Gaza non hanno mosso un dito. Toccagli tutto ma non i soldi che gli servono per tenere a bada le masse e le poltrone. Gli Iraniani sono così intimoriti dalla combriccola europea che tempo fa hanno invitato il loquace Macron a farsi una crociera dalle parti di Hormuz magari in compagnia del marito, ma poi non se n’è fatto più nulla. Del resto se non ci riesce il presunto esercito più potente del mondo a riaprire lo Stretto, figuriamoci quei geni strategici dei volenterosi europei detestati dai loro popoli e dissanguati a furia di sostenere le imprese di Zelensky e compagnia bella. L’unico che conta è Trump che per riaprire lo Stretto ha aggiunto il suo blocco navale a quello iraniano a conferma di come l’unica cosa bloccata sono i neuroni nel suo cranio oltre che il sistema gastrointestinale di chi deve sorbirselo. Un doppio blocco ma a debita distanza e senza dare fastidio alle navi cinesi e russe per evitare una terza guerra mondiale anticipata. Del resto volano droni ma anche panzane propagandistiche ovunque ed è un attimo, l’unica certezza è che i prezzi della benzina e quindi di tutto il resto schizzano alle stelle mentre le scorte di oro nero e di fertilizzanti si prosciugano al punto che di questo passo anche il mondo ricco sarà costretto a tirare la cinghia. Roba che alle elezioni di novembre Trump rischia di venire sotterrato vivo da cittadini americani mai così imbestialiti dai tempi della Guerra di Secessione mentre in Europa masse esasperate dalle classi deficienti sognano nell’ombra qualche salvifica rivoluzione. Ma se i volenterosi non contano una fava Trump pare stia trattando dietro le quinte con Teheran. A bloccare le navi nello Stretto sono le assicurazioni, non le mine. Troppo rischioso passare anche perché le supposte esplosive possono arrivare sia dai fondali che dal cielo o meglio da qualche montagna a centinaia di chilometri di distanza. Già, o a suon di bombe a Teheran torna qualche pupazzo occidentale che cala le braghe oppure bisogna scendere a patti coi Pasdaran che sono stati chiari, quelle sono le loro acque territoriali e come si paga a Suez e da altri parti, si pagherà anche ad Hormuz. Due milioni di dollari in yuan condivisi con l’Oman che serviranno a ricostruire tutto quello bombardato a tappeto e soprattutto a casaccio dai loro aggressori. Due piccioni con una fava, riprendersi da soli le riparazioni di guerra ma anche acquisire un potere internazionale inaudito fino ad un mesetto fa. Quel potere che volevano i sionisti ed invece finisce nelle mani dei loro acerrimi nemici che vogliono anche la fine delle sanzioni, dell’invadenza americana nel Golfo e di quella sionista. Che tradotto significa vittoria epocale ed infatti i sionisti non ne vogliono sapere, è da quarant’anni che corrompono la democrazia di quegli idioti degli americani per sfruttare i loro soldi e il loro esercito per colpire l’Iran e adesso che ci sono finalmente riusciti non vogliono mollare l’osso. Distruggendo tutto il possibile in modo da ridurli in ginocchio, alimentando divisioni intestine in modo da manipolarli e pretendendo la fine del programma nucleare che per gli iraniani è però una questione di sovranità e cioè vogliono esser padroni a casa loro nel rispetto delle leggi. La bega sul nucleare iraniano è un caso scuola del suprematismo bianco, siccome gli iraniani sono nostri nemici o meglio nemici dei sionisti e quindi automaticamente anche nostri, allora non possono averlo neanche ad uso civile mentre Israele può detenere decine di testate atomiche illegalmente e nessuno fiata. Pura ipocrisia, vero pilastro dell’inciviltà occidentale. Con l’Iran secondo solo ai palestinesi in quanto a campagna diffamatoria decennale al servizio dei deliri ideologici sionisti. E in attesa che la verità storica trovi la luce anche in Persia, Trump e le colonie europee vogliono riaprire lo Stretto per salvare capra e poltrone. Il problema è che i Pasdaran sanno benissimo che alla Casa Bianca comanda Israele ma con lo Stretto possono colpire l’economia americana al punto da costringere Trump a servire il suo pase invece che i suoi padroni sionisti. Un’arma più potente di qualunque ordigno. Più salgono i prezzi, più Trump sarà costretto a scegliere tra venire seppellito vivo dagli elettori e un docufilm hollywoodiano in tutte le sale del pianeta sulle sue maialate con Epstein. Un guado karmico devastante aggravato dal blocco neuronale. Trump cerca disperatamente una via di uscita e nel frattempo minaccia e manda truppe e bombe nel Golfo per fare pressione su Teheran. Alcuni temono possa accontentare i sionisti con un ultimo duro attacco nella speranza di un crollo last minute della Repubblica islamica fregandosene del rischio che gli sceicchi tornino ad allevare cammelli tra le dune. Altri credono invece che convincerà i sionisti ad accontentarsi per adesso promettendogli nuove aggressioni più avanti dato che uno schiavo come lui alla Casa Bianca non gli capita più e che per una invasione risolutiva di terra serve tempo. A quel punto a Trump basterebbe un appiglio tipo il nucleare per fingere di aver vinto e bye bye. Questo sempre che vada bene ai Pasdaran che potrebbero accontentarsi della vittoria strategica e delle nuove prospettive economiche oppure optare per sfruttare il momento favorevole e mettere una pietra sopra alla persecuzione occidentale.
“L’unico che conta è Trump che per riaprire lo Stretto ha aggiunto il suo blocco navale a quello iraniano a conferma di come l’unica cosa bloccata sono i neuroni nel suo cranio oltre che il sistema gastrointestinale di chi deve sorbirselo. “
Io ero convinto che Trump si fosse alleato con Khamenei per bloccare meglio lo stretto!!!
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“Un doppio blocco ma a debita distanza e senza dare fastidio alle navi cinesi e russe per evitare una terza guerra mondiale anticipata. “
E’ sottinteso che gli USA faranno il blocco dello stretto tenendosi a debita distanza dall’Iran… sennò gli Iraniani s’inka@@ano!
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In definitiva si vuole far aumentare il prezzo del petrolio! hahahha… e io pago agli USA!
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