
(Dott. Paolo Caruso) – Orban, dopo sedici anni di “democratura” più o meno camuffata, è costretto a lasciare. Non lo rimpiange l’Ungheria, anzi festeggia, non lo rimpiange soprattutto l’Unione Europea, che si libera di un “cavallo di Troia” al suo interno. Dall’adesione all’Unione europea aveva ricavato solo benefici in termini economici, ma aveva frequentemente opposto difficoltà strizzando l’occhio al suo compare Putin. Capo dei sovranisti in ansia per disintegrare l’Unione, con i suoi “veto”, spesso motivati dalla sua sudditanza alla Russia di Putin e alla sua vicinanza a Trump. Lo rimpiange la Meloni, da lui definita “sorella”, con tanto di baciamano vistosamente ostentato. Lo rimpiangono Putin e Trump, i “malefici dioscuri” del nostro tempo, affratellati per distruggere l’Europa. Lo rimpiangono al di qua dell’ oceano la Premier Meloni, Salvini in Padania e la Le Pen in Francia e quanti altri il cui programma resta come fare fallire l’Europa, per la compiacenza di Trump. Anche questa sconfitta la si deve al Tycoon che col suo spudorato intervento in favore di Orban, in piena campagna elettorale, lo ha fatto perdere miseramente, inviando Vance a dare una mano al pupillo “disgregatore” . Ma si sa che Trump è il re Mida al contrario, ha la capacità di fare fallire ciò che tocca. Lo sa bene la Meloni per l’ultimo referendum, tutto italiano. Un Tycoon fuori di testa che oggi attacca il Papa in prima persona accusandolo di debolezza nello scenario politico internazionale e soprattutto nei confronti dei nemici dell’ America, non riconoscente inoltre del sostegno datogli per la salita alla Cattedra di Pietro. L’Ungheria ora può svoltare pagina tentando di ricostruire una democrazia liberale che da sedici anni è stata calpestata dal Premier Orban. Non sarà semplice visto il lungo tempo di occupazione del precedente regime. Facendo parte il Movimento del nuovo Premier dei partiti Popolari europei potrà abbandonare il fronte degli “sfasciacarrozze”, sovranisti anche di casa nostra, che auspicano la fine della Europa. Una Europa che senza la spina Orban ancor di più dovrà presentarsi con la schiena dritta alle numerose e difficili sfide che l’ attendono.
Popolo magiaro godetevi questa vittoria sul non più “Victor” ma “Vintor” Orban. Sta a voi ora e al vostro leader invertire il percorso politico tracciato in questi lunghi anni da Orban. L’Unione Europea vi sta già aspettando.
Un quadro idilliaco da perfetto pdino che non capito una mazza . Democratura è un termine rubato a Giulietto Chiesa che lo coniò proprio per le cosiddette democrazie liberali che di liberale non hanno nulla ma sono un sistema controllato dalla finanza e da quei settori poco raccomandabili presenti e dominanti le amministrazioni americane .
Cosa c’è di antidemocratico in un sistema in cui il presunto dittatore perde le elezioni e fa le valige ?
Cosa c’è di democratico in un sistema come l’ EU che mette fuori gioco una persona che ha vinto il primo turno delle elezioni in Romania,oppure cerca di manomettere con sistemi inaccettabili il risultato di quelle della Georgia e fermiamoci qui per carità di patria .
l’inimicizia con Orban non si deve allenare sue idee conservatrici visto che il suo successore le condivide alla grande , ma la sua posizione rispetto al conflitto ucraino- russo .
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Di Orban, della sua sconfitta, non me ne frega una mazza. Perché Orban è stato un pessimo sostenitore di Netanyahu e del Sionismo criminale.
Non so cosa rappresenterà questo nuovo Presidente.
So però quanto facciano schifo le “democrazie liberali” che si manifestano in tutta Europa.
Al dr. Caruso chiederei quale di queste piace e perché. Quale leader apprezza e perché.
Citare Sanchez è insufficiente…
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Magyar , oltre ad esser un personaggio poco raccomandabile, è ebreo quindi riguardo Israele non credo cambierà nulla
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Dove esiste una vera democrazia dell’alternanza succede quello che é successo in Ungheria.
Purtroppo gli ex iscritti, ancora in vita, alla sezione italiana del PCUSS nonché i loro eredi non hanno nel DNA il cromosoma della democrazia, per cui proteggono i loro bracci armati e li utilizzano sperando di far cadere i governi democraticamente eletti per potersi sedere nelle comode poltrone del potere con i governi tecnici.
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Questo caruso fa il pari con la sua segretaria Schlein che, commentando la sconfitta di Orban ha dichiarato :” l’ ora delle destre è finito” . Della serie: Houston abbiamo un problema e bello grosso….
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Semplice,chiaro,scorrrevole,senza grossi grilli per la testa e colpi ad effetto per attrarre le masse. Peccato cada nella tentazione di ricercare “un paio di acuti che stecca”. Comunque molto superiore alla media
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Partiamo dai fatti: Orban è stato presidente del consiglio per 16 anni; un così lungo periodo a capo del governo non si spiega con la politichetta da 4 soldi, coi media controllati o con le riforme illiberali che hanno un effetto limitato sulla vita quotidiana delle persone.
Orban è stato uno che ha improntato le sue politiche economiche sul modello di quello descritto dagli italiani de sinistra con la s maiuscola.
Tasse su banche, aziende energetiche ( i famosi italici extraprofitti)
Ha imposto PREZZI AMMINISTRATI sull’energia domestica, roba che manco la sinistra antagonista si sogna di dire.
Ha adottato compensazioni statali quando ci sono state crisi dei prezzi.
Ha protetto le classi più deboli dal rischio di dumping salariale che l’immigrazione comporta.
Per contro si rilevano sindacati deboli, mercato del lavoro flessibile, sostegno alle imprese
Un vero e proprio programma da destra sociale.
Questo meccanismo è stato possibile perchè l’Ungheria è stato un beneficiario netto di fondi EU, ma soprattutto perchè la Germania ha investito profondamente (BMW, Mercedes, Audi, Bosh) attratta dal basso costo del lavoro e dell’energia.
NON perchè il gas russo costa meno, anzi in alcuni casi è costato di più
Unfriendly Deal: Above Market Price Paid by Hungary for Increased Amounts of Russian Gas – XpatLoop.com
https://dailynewshungary.com/hungary-pays-much-more-for-russian-gas-than-for-gas-from-elsewhere
Ma perchè i prezzi dell’energia sono amministrati
(Va detto in tutta onestà che l’ufficio di statistica ungherese ha stimato un prezzo medio del gas russo di un 10-13% inferiore a quello europeo e comunque si tratta di riduzioni risibili se paragonati alle narrative balliste che circolano sull’argomento)
Con il blocco dei fondi EU e l’economia tedesca in affanno il giocattolo si è rotto.
I prezzi amministrati non più sostenuti da investimenti esteri e fondi hanno messo sotto pressione i conti pubblici, le tasse su banche e imprese hanno messo i margini sotto pressione.
Risultato deficit persistentemente alto (5-7%), debito pubblico in aumento, inflazione alta, tassi di interesse alti, perdita di potere d’acquisto, svalutazione.
Magyar ha improntato la sua campagna elettorale sulla lotta alla corruzione, sulla normalizzazione istituzionale, sul riavvicinamento all’EU; ma i conti veri li deve fare con questi problemi.
Senza dimenticare che anche i colori della bandiera ungherese sono verde, bianco e rosso.
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il buon gattopardo diceva: tutto deve cambiare affinché nulla cambi!
è sembrato di capire che sia l’ungherese cha ha perso che quello che ha vinto sono entrambi destron2i…!?!?!
povero popolo bue… magiaro!
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