
(Andrea Zhok) – Continuare ad attendersi che Orban facesse il “lavoro sporco” (così si chiama oggi il buon senso) impedendo a Ursula e Kaja di portarci allo scontro frontale con la Russia era comprensibile, ma stolido.
Se verranno meno i veti ungheresi alle politiche suicide della Commissione Europea, forse sarà il momento in cui qualcuno comincerà a muovere il culo senza usare il paravento del “cattivo Orban”.
O forse no.
Sappiamo tutti che carriere come quelle di Ursula e Kaja si fanno non per meriti morali o intellettuali, ma in quanto burattini che danno garanzie a gruppi di potere operanti dietro le quinte.
E il meccanismo delle odierne società “liberaldemocratiche” è stato pensato per isolare il potere dalle volontà popolari.
Chi è più in basso nella catena alimentare subisce di più le conseguenze delle scelte idiote dei vertici, è più incazzato, ha meno da perdere, ma ha anche meno potere per farsi sentire al vertice.
Chi ha di più, come medie o grandi imprese, è comunque ricattabile, perché in un sistema altamente competitivo basta perdere una commessa o subire un controllo fiscale o essere oggetto di uno scandalo montato ad arte, per perdere quote di mercato.
Il sistema dunque è tale che chi non ha niente da perdere e rabbia a sufficienza, ha però potere zero e zero capacità di autoorganizzazione; al crescere del potere cresce sia la tolleranza per il sopruso che, in parte, la ricattabilità.
Il meccanismo è stato studiato bene e dunque, molto semplicemente, andremo a sbattere.
La condotta criminale di chi ha lavorato costantemente per svendere le nazioni europee a gruppi multinazionali e la politica europea ai desiderata israeloamericani non sta trovando ostacoli rilevanti.
Dunque, tolto di mezzo l’ostacolo Orban, il moto di collisione con l’iceberg accelererà, con energia razionata e a costi esorbitanti, con interi settori industriali fuori mercato, disoccupazione esplosiva, ulteriore compressione salariale, inflazione, e quel poco di margine economico impiegato in commesse militari (infatti, per fare favori a terzi ci siamo creati nemici che prima non avevamo, e ora, giustamente, dovremo difenderci.)
Vorrei dire che c’è una via d’uscita, ma gli unici eventi “salvifici” al momento possibili sono una imprevedibilmente rapida risoluzione delle crisi ucraina e medioorientale. Altrimenti, per quanto riguarda la nostra traiettoria di continente europeo legato all’istituzione UE, siamo destinati ad andare a sbattere.
C’era una vecchia battuta di Petrolini a teatro, che di fronte a un’offesa proveniente dal loggione volgeva lo sguardo in alto verso lo spettatore ostile, dicendogli con un sorriso:
“Tranquillo, io mica ce l’ho con te…
Ce l’ho con quello vicino a te, perché non ti butta di sotto.”
Ecco, io non ce l’ho con le von der Leyen, le Kallas, la Commissione Europea.
Ce l’ho con quelli – poteri pubblici e privati – che verranno anch’essi travolti – che, pur potendo farlo, non le buttano di sotto.
“…impedendo a Ursula e Kaja di portarci allo scontro frontale con la Russia era comprensibile…”
ECCHITELHADETTO che è così? L’arciprete?o è tutta farina andata a male del tuo sacco?
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Calenda, è lei?
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No ha sbagliato citofono,sono Gasparri.
Calenda è al primo piano. Nel condomino di fronte ci sono i testimoni di Geova
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Strano, ma non era un dittatore? Perchè non si è mai visto un dittatore che si fa rovesciare da libere elezioni e poi si congratula addirittura con il vincitore.
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Probabilmente la fifa di fare la fine di Ceausescu o Gheddafi ha fatto 90. Comunque per lui c’è sempre un elicottero con destinazione residence dei dittatori a Mosca.
Detto questo, è sempre un piacere assistere ai travasi di bile che si verificano quando un tumore maligno viene asportato o prevenuto con i bisturi democratici, così come già avvenuto con gli amichetti polacchi, rumeni e moldavi del Cremlino.
Attendiamo Trava.
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vabbè, aspettiamo l’asportazione della meloni che essendo un tumore italiano dovrebbe interessarci di più
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Un transatlantico ha ricevuto un urto ed ha cominciato ad imbarcare acqua. Alcuni dei viaggiatori si sono accorti della gravità della situazione e si attivano per fare sapere agli altri di come stanno le cose per metterli giustamente in allarme . Un simpaticone un po’ furbo ,un po’ imbecille irride quelli che stanno informando del pericolo ,e il comandante della nave insieme agli alti ufficiali e maestranze gli tributano una standing ovaction. Siamo finiti molto male ! Siamo in un condominio al quale hanno chiuso acqua elettricità e gas e l’ amministratore si è ubriaco e si è dato ai bagordi.
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dimenticavo , Trump è indubbiamente uno psicopatico,megalomane, americano ( e quest’ ultimo non è un complimento) ,ma non il più fuori di testa in occidente .
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DAL CONSIDDETTO MONDO LIBERO QUESTO È TUTTO
ALESSANDRO DI BATTISTA
In Inghilterra chi contesta il genocidio viene arrestato .
(Per una legge che vorrebbe anche Salvini)
In Gran Bretagna, nel cosiddetto mondo libero, basta esporre un cartello con scritto “mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action” per essere arrestati. È tutto dannatamente vero.
Lo scorso giugno il governo britannico ha messo fuori legge Palestine Action, un’associazione di cittadini che lotta affinché il genocidio sionista finisca e affinché Londra interrompa qualsiasi relazione con lo Stato genocida di Israele. La ministra degli Interni Yvette Cooper ha comunicato la decisione (oltretutto applicando la legge antiterrorismo in base alla quale è reato anche sostenere Palestine Action) dopo che alcuni attivisti avevano imbrattato di rosso alcuni aerei militari della Royal Air Force (la Royal Air Force, l’aeronautica militare del Regno Unito) all’interno di una base. L’azione di disobbedienza civile voleva giustamente mostrare il sostegno militare di Londra verso i terroristi in divisa israeliani dell’IDF. Da quel giorno il governo britannico ritiene le migliaia di attivisti di Palestine Action colpevoli di terrorismo o sostegno al terrorismo. Siamo alla follia.
Ad ogni modo il 13 febbraio scorso l’Alta Corte del Regno Unito si è pronunciata contro il provvedimento, adottato dal governo di Londra il 5 luglio 2025, di dichiarare “gruppo terrorista” e mettere al bando il movimento Palestine Action.
Quel giorno Tom Southerden, direttore del programma Legislazione e diritti umani di Amnesty International Regno Unito, ha commentato così la decisione della Corte: “Questa decisione rappresenta una fondamentale affermazione del diritto di protesta in un periodo in cui sta subendo un attacco coordinato e intenzionale. L’Alta Corte ha detto chiaramente al governo che non può usare arbitrariamente i suoi poteri antiterrorismo per ridurre al silenzio o sopprimere il dissenso. Accogliamo con soddisfazione questa sentenza, che costituisce un freno a ciò che è esagerato ed è un potente richiamo di quanto siano ancora importanti le libertà fondamentali nelle leggi del Regno Unito”.
Da quel giorno i sostenitori di Palestine Action sono tornati in piazza per condannare il genocidio sionista in corso in Palestina. Ebbene due giorni fa, a Londra, precisamente a Trafalgar Square, la polizia britannica ha arrestato 523 persone durante una manifestazione di massa contro il divieto imposto dal governo britannico al gruppo di azione diretta Palestine Action.
Nel cosiddetto libero e democratico Occidente chi protesta contro il genocidio viene arrestato, mentre i soldati israeliani responsabili dell’olocausto palestinese possono girare tranquillamente protetti dalle forze di polizia. È un mondo al contrario.
Tra i 523 arrestati c’erano moltissimi anziani, anche alcuni disabili. Middle East Eye, un giornale indipendente britannico, ha raccolto alcune testimonianze dei manifestanti. “Siamo entrambi ebrei, quindi per noi ha un doppio significato. Io sono uno studioso di genocidio, quindi per me ha un significato ancora maggiore. Non vorrei essere qui. Voglio che il governo riconosca la propria colpa e ponga fine a questa situazione. C’è davvero poco altro che possiamo fare. Abbiamo fatto di tutto: proteste, lettere e petizioni. Ma è chiaro che questo governo non si lascerà convincere a meno che non venga costretto a farlo, rendendogli la vita molto, molto difficile con la nostra presenza qui” hanno dichiarato Mark e Betty, due fratelli entrambi settantenni, arrivati dal Galles e dalla Cornovaglia per partecipare alla manifestazione.
“È pazzesco assistere a tutto questo. È folle e disgustoso allo stesso tempo. Guardate quanti poliziotti ci sono qui, solo per degli anziani con dei cartelli. È una barzelletta. Lo Stato è una barzelletta” ha detto Heba Muraisi, un altro manifestante.
“Il nostro obiettivo è mostrare, non raccontare. Possiamo dire alla gente che viviamo in uno stato autoritario. Non ci crederanno, ma possiamo dimostrarlo, ed è questo lo scopo di queste azioni.” ha dichiarato Trudi Warner, una signora anziana che combatte contro l’orrore sionista.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, gli arresti di manifestanti che hanno sfidato il divieto di manifestare a sostegno di Palestine Action rappresentano la maggior parte dei circa 1.800 arresti per terrorismo effettuati nel 2025, con un aumento del 660% rispetto al 2024. Tutto questo, lo ripeto, avviene nel cosiddetto mondo libero.
Ieri Tucker Carlson, giornalista statunitense da sempre sostenitore di Trump, che negli ultimi mesi ha preso le distanze dal Presidente USA per il suo incredibile appiattimento sulle posizioni pro-Israele, ha condannato duramente il divieto imposto dal governo britannico al gruppo di azione diretta Palestine Action, in un’intervista alla BBC.
“Non credo che Keir Starmer prenda decisioni in merito. Voglio dire, Keir Starmer non ha il controllo della Gran Bretagna. Keir Starmer è altrettanto asservito a Israele quanto Donald Trump. Criticare Israele è illegale, è un reato per il quale si può essere arrestati, qui in Gran Bretagna, in questo momento. Se dici di essere a favore di Palestine Action, puoi essere arrestato. Molte persone sono state arrestate. In altre parole, criticare un altro Paese non è legale in Gran Bretagna”. Queste le sue parole.
Onore a chi continua a manifestare contro il genocidio sionista. Onore a chi lo fa nonostante rischi l’accusa di terrorismo. Onore ai giornalisti come Tucker Carlson che prendono posizioni scomode.
La verità è che tutta questa violenza nei confronti di chi si oppone alle barbarie israeliane ci fa capire una cosa. In Europa, come negli USA, la lobby sionista è forte e combatte con violenza chi sta dalla parte dell’umanità, dei diritti umani, della pace. Il sionismo è oggi il cancro del mondo e chi si oppone rischia grosso. Per questo dobbiamo continuare a farlo, diventando sempre di più.
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Se verranno meno i veti ungheresi alle politiche suicide della Commissione Europea, forse sarà il momento in cui qualcuno comincerà a muovere il culo senza usare il paravento del “cattivo Orban”.
Ma quando venivano approvati i vari pacchetti di sanzioni, chiederei a Zhok, Orban cosa faceva? dov’era?.
Da quando è iniziato questo conflitto l’EU ha sempre sostenuto l’Ucraina; grazie a Orban, chiederei a Zhok, è cambiato qualcosa?
Orban ha negoziato, ha prodotto rallentamenti; ma non ha ostacolato totalmente.
Quindi dire, come fa Zhok, che Orban era la scusa, il paravento per consentire agli altri di poter dire: non possiamo fare di più per colpa sua; non è supportato dai fatti.
E il meccanismo delle odierne società “liberaldemocratiche” è stato pensato per isolare il potere dalle volontà popolari.
Tanto per fare un esempio di quanto Zhok sia lontano anni luce dalla realtà: in Francia si voleva fare la riforma delle pensioni in modo ritenuto sfavorevole dai lavoratori; come è andata?
Nel 2023 la riforma passa senza consenso popolare; ma nel 2025 una decisione analoga non passa perchè il contesto politico era (ed è) più fragile, c’è una forte opposizione sociale, parte della politica è contraria.
I fatti insegnano che
a) bisogna guardarli nella loro interezza, senza fare selezioni.
b) le conclusioni si traggono a vicenda finita.
c) le tensioni esistono, così come i problemi; ma vanno compresi, analizzati e possibilmente risolti; non abbaiati, specie se in modo selettivo.
Questo vale per chi guarda i fatti e, almeno, cerca di essere intellettualmente onesto.
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