
(Tommaso Merlo) – JD Vance è andato in un sacco ed è tornato in un baule. Il lecchino di Trump dalla lingua biforcuta ha tentato la furbata ma torna in quel di Washington a mani vuote. Scene da impero del male in caduta libera. Gli americani prima han detto di concordare coi dieci punti iraniani, poi in Pakistan si sono rimangiati tutto pretendendo che a cedere fosse l’Iran. Tutta colpa di un cocktail micidiale composto da malafede, arroganza e propaganda che infinocchia anche chi la sparge. Ma che qualcosa non tornasse si era visto subito, l’accordo prevedeva anche il Libano ma non appena la notizia è giunta alle orecchie di quel terrorista di Netanyahu, prima si è messo a bombardare a tappeto quartieri residenziali a Beirut, poi ha sguinzagliato i suoi scagnozzi in quel di Washington. Trump vive guardando i canali televisivi che ancora gli leccano i piedi seppur controvoglia, i mercati finanziari in cui specula col suo clan e per il resto o dorme a qualche riunione e posta scempiaggini intrise di odio sui social per tenere alla larga gli scheletri che lo perseguitano. Lo fa fino a tardi ed è proprio nel cuore della notte che una squadraccia della lobby sionista ha fatto irruzione nella sua cameretta e lo ha afferrato per la gola mettendo le cose in chiaro con quel bamboccione rincoglionito. I patti si rispettano e quelli mafiosi ancora di più. Sono decenni che la lobby punta miliardi su quel maledetto ronzino salvandolo dalle bancarotte fraudolente e procurandogli milioni di voti e adesso deve ubbidire senza fiatare. Se non fosse per la lobby sarebbe a marcire in una cella con un pigiamino arancione addosso oltro che mettersi a fare il pacifista del menga. Se non torna subito in riga ordinano ai loro soci del mainstream di mandare in onda speciali a reti unificate sulle sue performance da predatore sessuale di ragazzine insieme al suo amicone Epstein o peggio ancora il prossimo falso attentato lo fanno andare a buon fine e piazzano JD Vance come burattino alla Casa Bianca. Trump è incaprettato. Da una parte la mafia sionista assetata di sangue che vuole finire il lavoro in Iran in modo da tagliare la testa al serpente della resistenza islamica e riuscire così a trattare tutti gli arabi e i persiani come palestinesi qualsiasi. Calpestando cioè ogni legge e soggiogandoli nel terrore mentre realizzano i loro deliri biblici di onnipotenza. Dall’altra una realtà politica americana sempre più drammatica, con milioni di cittadini esasperati che manifestano per strada contro un presidente indegno e una crisi che gli morde gli stinchi. Roba che con l’impennata della benzina e il crollo delle borse, Trump rischia di finire a testa in giù appeso ad un distributore o meglio ancora davanti a Wall Street accanto a Melania circondati da comuni mortali che festeggiano la liberazione. Trump è incaprettato tra interessi sionisti e americani che cozzano come non mai e un nuovo paradigma che bussa sempre più insistentemente alle porte della storia. La delegazione iraniana era composta da leader con dottorato e decenni di militanza, quella americana dal genero faccendiere di Trump e un suo amico palazzinaro entrambi agenti sionisti ed un poltronaro dalla lingua biforcuta come JD Vance, un trio tragicomico con in agenda una misera furbata. Pretendere la resa iraniana quando in un solo mese i Pasdaran hanno raso al suolo la presenza americana nella regione, tenuto alla larga il presunto esercito più forte del mondo, colpito Israele come mai nessuno prima e impugnato la potentissima clava di Hormuz. Certo, sono stati colpiti da tonnellate di bombe ma se lo aspettavano e se demolire edifici dal cielo e ammazzare civili bastasse a vincere le guerre, i sionisti dominerebbero l’intera regione da decenni e gli americani il mondo invece di ritrovarsi entrambi sull’orlo del baratro. A far saltare le trattative in Pakistan la solita scusa del nucleare quando l’Iran non vuole la bomba atomica ma solo il sacrosanto diritto a produrre energia ad uso civile mentre Israele detiene illegalmente un intero arsenale di bombe nucleari senza che nessuno faccia o dica nulla. Scene da impero del male in caduta libera. Con Israele e Stati Uniti a collezionare crimini di guerra e spargere propaganda mentre le colonie europee assistono inermi a furia di eleggere idioti e mentre l’Iran resiste tra gli applausi dei popoli del mondo intero che sognano un nuovo paradigma. Con l’arrogante sceriffo americano che ridotto sul lastrico e con la pistola scarica se ne torna a sistemare casa sua che sta crollando a pezzi. Col fallimento storico dello stato ebraico e il sorgere di una Repubblica laica in Palestina in grado di garantire diritti civili ed umani a tutti aprendo una nuova era di pace. Col tramonto storico della disastrosa egemonia mondiale americana e l’inizio di una nuova era multipolare incentrata sul rispetto del diritto internazionale tra gli applausi dei popoli del mondo intero.