
(Giancarlo Selmi) – Ricordate la prima versione di Renzi? Quella del sindaco in bicicletta, della nuova sinistra, del nuovo che avanza? Quella del rottamatore, del moralizzatore, del riformatore? Diceva tutto e il suo contrario, spinse un sacco di gente autenticamente progressista a innamorarsi, in perfetta buona fede, dei suoi proclami. Bene era esattamente il contrario di quello che dichiarava di essere.
Nel suo tranello cascarono in tanti. Fu l’inizio del crollo della sinistra storica, la morte dell’idea che si potessero continuare ad attuare politiche redistributive. Che si potesse continuare ad avere in Italia un welfare degno di questo nome. Fu l’inizio della galoppata, anche dall’altra parte, del neoliberismo, del capitalismo rapace voluto da Berlusconi. Con Renzi sinistra e destra smisero di essere differenti. Berlusconi da una parte, Renzi dall’altra, volevano le stesse cose.
Meno tutele nel lavoro, fine dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, fine delle assunzioni a tempo indeterminato, fine dell’Art. 18, dello Statuto dei Lavoratori, fine della Sanità Pubblica così come pensata dai Padri Costituenti, fine di quella scuola pubblica che ci invidiava il mondo intero. Centinaia di contratti di lavoro, alcuni firmati da sigle sindacali farlocche, precarietà, zero tutele, contratti anche di un giorno.
Il privilegio dei pochi e il definitivo sotterramento del bene comune, presero il sopravvento su qualunque idea di progresso e di comunità. Parole d’ordine: edonismo, individualismo, capitalismo rapace, accumulazione. Renzi fu un vero e proprio cavallo di Troia della restaurazione e delle destre economiche. Il suo successo fu voluto dalla grande finanza, dai poteri forti, dall’establishment.
Il resto lo conoscono tutti. Si badi bene: nessuna riforma sociale, nessun rilancio del welfare, nessun miglioramento della qualità di vita degli italiani, può essere messo a terra senza politiche economiche redistributive. In parole povere: fare pagare di più ai ricchi, limitandone di un pochetto la capacità di accumulazione, per fare stare meglio la maggioranza dei cittadini. Tutti i cittadini.
Ma questo lo vuole solo Giuseppe Conte. Non lo vogliono quelli che detengono il vero potere in Italia. Quelli, per essere chiari, che vollero Renzi e spinsero per il golpe bianco contro Conte. Cose già viste e che si rivedranno. Attuando l’eterno gattopardismo, diventato patrimonio nazionale. Cambiare tutto per non cambiare nulla. Ha garantito Draghi, ha garantito Meloni, non garantisce a pieno la Schlein, non garantisce per niente Conte.
E allora ci risiamo: spunta dal cilindro Salis. Il nuovo Renzi. Mentre Conte è oggetto di campagne di comunicazione che definire d’odio è un eufemismo. Salis è il nuovo Renzi, né più né meno. È la continuazione, anzi il tentativo di perpetuazione di un progetto, cominciato 30 anni fa, che ha impoverito il Paese, ma ha soddisfatto la bulimica fame di risorse degli squali che comandano veramente tutto.
Per questo i sostenitori della centralità della dignità della persona e del progresso, non possono prescindere da Giuseppe Conte. Mentre possono tranquillamente prescindere dai cosiddetti riformisti senza riforme, destra infiltrata e corresponsabili del disastro. La Salis avrà tempo per dimostrare che chi ha pensato male, come me, ha sbagliato. Abbiamo già dato.
La Salis è una bella donna e forse è anche una brava sindaca, ma governare un Paese è altra cosa, soprattutto in un momento di gravi sconvolgimenti internazionali. Abbiamo bisogno di persone all’altezza e Conte ha dimostrato di esserlo.
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In teoria l’ ideologo e gli epigoni del renzismo sono tagliati fuori da progetti futuri. Sto ai fatti e alle dichiarazioni, non invento nulla 👇
http://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2024/08/31/conte-resuscitare-renzi-e-una-scelta-inaccettabile-e-harakiri_78097ef2-ff16-4081-aad3-970a87e08241.html
Anche il fulmine di guerra Cuperlo ha dato per spacciato in renzismo 👇
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Contesto questo articolo di Selmi:
Silvia Salis non è ufficialmente iscritta al partito di Matteo Renzi (Italia Viva), ma è una figura civica che gode del suo esplicito sostegno.
Ecco i punti chiave sulla sua posizione politica:
Ruolo attuale: È la Sindaca di Genova, eletta nel maggio 2025.
Affiliazione: Si è presentata come candidata indipendente/civica, alla guida di una coalizione di centrosinistra (“campo largo”) che include PD, Movimento 5 Stelle, AVS, Azione e Italia Viva.
Rapporto con Renzi: Matteo Renzi l’ha indicata come un modello politico da seguire (il cosiddetto “Modello Salis”), definendola capace di unire l’area riformista e vincere contro il centrodestra.
In sintesi, pur non essendo una militante di Italia Viva, la sua figura è considerata molto vicina all’area riformista e centrista sostenuta da Renzi. I rapporti tra Silvia Salis, sindaca di Genova eletta nel maggio 2025, e Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, sono definiti da una stretta collaborazione politica nata nell’ambito del “campo largo” di centro-sinistra.
Sintesi della relazione politica
Sostegno elettorale: Giuseppe Conte è stato uno dei principali sostenitori della candidatura di Salis (indipendente di centro-sinistra). Durante la campagna elettorale del 2025, ha visitato Genova più volte, definendola una “candidata ottima” in grado di interpretare il programma del M5S per il cambiamento della città.
Coalizione di governo: Il Movimento 5 Stelle è parte integrante della maggioranza che sostiene la giunta Salis. Conte ha più volte ribadito che Genova rappresenta il modello di come una coalizione ampia possa funzionare se basata su progetti concreti e condivisi.
Obiettivi comuni: La sintonia tra i due si esprime su temi quali la giustizia sociale, il diritto allo sport, la mobilità sostenibile e la trasparenza amministrativa, in netta discontinuità con la precedente gestione di centro-destra.
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Andrea Scanzi
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Era del tutto ovvio che Salis pensasse alla candidatura nazionale. Lo pensa lei e lo pensa il suo staff. E spero che non lo pensi anche Renzi.
Salis è un fenomeno mediatico innegabile. E come tale può avere chance di vittoria. Questo paese vive di sbornie, spesso improvvise quanto passeggere.
Salis sa parlare, sa usare i mezzi di comunicazione (che del resto per ora la riveriscono così tanto da aiutarne in partenza la resa). Contro Meloni se la giocherebbe. Se sarà lei a tenere unito il cosiddetto campo largo, ben venga. Figurarsi. Tutti sarebbero meglio di Meloni. Tutti tranne Renzi.
E appunto.
I due punti che non mi convincono di Salis sono:
1) totale inesperienza politica su scala nazionale (e non solo nazionale). Certo, considerati i “politici di professione” tipo Donzelli o Salvini, non avere grande esperienza politica può essere paradossalmente un pregio.
2) Continuo a temere che dietro Salis ci sia non tanto e non solo Renzi, quanto proprio l’idea (ove esistente) del “renzismo”. E in questo senso abbiamo già dato, vomitando in abbondanza, nel 2014. Passare da Meloni a Silvia Renzis anche no.
La mia non è una certezza, beninteso, ma una paura. Capisco che post simili siano sbagliatissimi per i social, che esigono bianco o nero, e quindi pareri netti con la carta vetrata (che con certi babbei politici vengono anche naturali). Non è il caso di Salis. Non per me almeno: non ne sono un fan esagitato (come molte firme aduse all’innamoramento facile). Ma non ne sono neanche un detrattore convinto a prescindere. Nei suoi confronti sono politicamente assai guardingo e per alcuni aspetti scettico, pur avendone apprezzato alcune uscite recenti e pur riconoscendole non poche doti. La osserverò con attenzione, sperando che mi (ci) fughi i dubbi col passare del tempo, e che attorno a lei non compaiano certi soggetti sommamente falsi e improponibili.
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Tang
Teng
Tang
Teng
Li senti questi colpi di martello?
Sono colpi al cerchio e alla botte.
Cosa cz ha detto Scanzi?
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È ovvio. Dal maestro per eccellenza di para-Q-lismo, che ti aspetti? Che prenda una posizione rischiando così di far la figura dell’uomo-con-attributi? Meglio star nel mezzo e non rischiare nulla, tirando appunto colpi sia al cerchio che alla botte. Non sa fare altro da quando è nato, lo Screnzie. Teng teng teng! ⚒
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Ha votato Sì al referendum a tutti e cinque i quesiti di una riforma orribile del governo Meloni e sarebbe lei l’anti-Meloni?
Ma per favore. Purtroppo gli italiani non imparano mai.
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Intanto vorrei sapere se la domanda sulla sua possibile disponibilità le è stata fatta dietro suo suggerimento come nel caso di Claudia Conte ex amante di Piantedosi. O addirittura se l’è fatta da sé medesima.
Poi c’è da considerare il suo pedigree politico. Agli atti risulta che, invitata da Renzi (e questo non è esattamente un merito), ha calcato il palco della Leopolda che per molti equivale, metaforicamente, a un luogo di meretricio politico, visto cotanto patrocinio renziano. In particolare: accetterebbe l’incarico anche se lo “statista” di Rignano non facesse parte (Dio non voglia) del campo largo??
Spero che i maggiorenti del csx non si siano lasciati suggestionare dal giudizio espresso da Calenda sulla Melona: “E’ molto sexy!”(sic). Detto per inciso: ma da quanto tempo il Calenda non tocca una donna??
Cmq, se l’operazione andrà in porto, spererei che la Salis lanciasse il guanto di sfida alla contendente… nell’indossare la minigonna in un (decisivo?) acceso confronto tivvù.
Ad maiora!
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Già il campo largo mi va stretto figuriamoci questa poi… È arrivato l’ arrotino ? No è arrivata un’ altra figurina sfilatrice di moda che deve arrapare gli italiani e farli cadere nell’ ennesima trappola del moderatismo guerrafondaio mattarelliano .
Perché non parliamo di programmi , di riarmo , di aumento delle spese Nato al 5% del pil , di Gaza ,di Iran ? Cosa dicono Salis, Shlein a tale proposito ! È questo che dovrebbe interessarci perché con tutte quelle spese la società italiana , quella popolare, finirà all’ era della pietra .
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Forse non l’ha capito.
Il programma è parlare che ci vuole un programma e restare tutto il resto alla disputa su chi è l’incaricato.
Come sempre
Da Prodi in poi.
Ora per enne mesi fino a che tira sarà qui una tiritera su quanti sbagli ha fatto Meloni, sull’ecomonia a pezzi, sulle pensioni diminuite and so on.
Non si aspetti nulla di concreto sul programma.
bisogna citarlo ma non proporlo anche perchè può solo somigliare a quello do 103 punti del primo governo Prodi.
Tutto per fare poco o niente.
Ovviamente confidando che la maggior parte dei possibili elettori cadano dal pero e non usino la Artificial Intelligence (quella vera non le chat) per verificare la fattibilità di qualsiasi proposta.
Che è il vero “convitato di pietra” delle elezioni.
Cosa che conoscono bene tutte le “prime donne” candidabili.
Prime donne che possono solo sperare che i più recitino ancora una volta il ruolo del non capisco ma mi adeguo.
Ma ve lo immaginate un ragioniere contabile che si bene la panzana dei 209 milioni del next generation eu, della possibilità di blocco del contributo del 5% sul riarmo, della possibilità di blocco del pareggio di bilancio?
E gli studenti universitari e liceali che la usano ormai quasi in percentuale del 97% quotidianamente si bevono le ciarle del possibile fronte largo solo perchè gli altri ne raccontano di peggiori?
La lista sarebbe lunga da occupare l’intero forum.
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… economia …
…209 miliardi…
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Occhio Giuseppi che questi te de vonno inkiappetta’ per la seconda volta🤔
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