Possibile mantenere in onda una trasmissione che da anni fa ascolti non trascendenti, ma che è diventata un esempio smaccato di parzialità in Rai?

(Domenico Valter Rizzo – ilfattoquotidiano.it) – Bruno Vespa perde le staffe e aggredisce verbalmente un parlamentare del PD, ospite in studio a Porta a Porta, ovvero su una costosissima trasmissione di Rai Uno. Il conduttore, un esterno, tra i più pagati in assoluto dalla Rai, giovedì ha attaccato frontalmente Giuseppe Provenzano, “colpevole” di aver interloquito con il senatore di Fratelli d’Italia Lucio Malan. Una normale interlocuzione, come tante che vengono nei dibattiti televisivi. Roba di campo, si direbbe se si volesse usare un linguaggio mutuato dal calcio. Ed è lì che Vespa interviene, estraendo un virtuale cartellino giallo contro Provenzano, per difendere l’esponente di maggioranza.
Provenzano ribatte senza alzare i toni e Vespa lo provoca: “Vuol venire al posto mio?”. A provocazione risponde provocazione e Provenzano replica con una battuta ironica: “Forse lei dovrebbe sedersi da quella parte”, dice, ironizzando sull’arbitraggio diciamo di favore del conduttore. Ed è lì che Vespa perde le staffe e aggredisce il parlamentare, gli punta il dito verso il viso e gli urla di stare zitto. Una scena da osteria, più che da studio televisivo.
La vicenda è diventata virale. Non necessita dunque di ulteriori dettagli. Ma fa emergere in modo plateale un problema che la Rai non può più far finta di non vedere: il problema si chiama Bruno Vespa. La Rai, purtroppo non da adesso, strapaga un personaggio che a mio avviso cozza in ogni suo accento con la mission del Servizio pubblico: dal modo morboso di affrontare i casi di cronaca, all’intervista al figlio di Riina, supervisionata dal legale della famiglia, fino ai temi politici, rispetto ai quali la conduzione è smaccatamente piegata alla propaganda di una parte politica. Se questo accadesse a Mediaset o in un’altra rete privata, sarebbe una questione di malcostume giornalistico, un po’ come i titoli di Sallusti o di Belpietro o le smargiassate di Bocchino. Ma quando questo avviene sulla Rete ammiraglia della Rai il problema diventa politico.
Per quanto tempo ancora Vespa dovrà abusare della pazienza di cittadini che pagano il canone? E’ possibile mantenere in onda una trasmissione che da anni fa ascolti non trascendenti, ma che è diventata un esempio smaccato di parzialità sui canali del Servizio Pubblico. La cosa che lascia perplessi è che nessun governo sia mai riuscito a scalfire il potere che Bruno Vespa esercita in Rai. In tanti sono stati accompagnati alla porta o è stato fatto in modo che la imboccassero, da Michele Santoro, a Bianca Berlinguer, da Fabio Fazio a Lucia Annunziata. Ma Vespa resta lì. Potente e strapagato. Immobile come il monte Athos, inattaccabile (perché mai attaccato veramente) come la fortezza Bastiani.
Ai pidini non va giù che il loro tentativo dei primi anni duemila di occupare pure RAI1 non sia riuscito. Si sono resi conto che i vari Telekabul che hanno a loro disposizione non sono in grado di demolire Giorgia. E allora cosa fare se non accusare di parzialità chi non fa da megafono alle loro cazzate?
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Ma quale telekabul?
Giorgia è stata demolita da quindicimilioni di italiani te ne sei accorto o vivi su Marte?
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Cosa dice Vespa?
“Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto dalle origini della par condicio costantemente la sua forse stupida religione (in questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito). Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale”.
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Visto che ci tieni, dovresti cambiargli il pannolone ogni tanto al tuo vespone: puzza che se l’è fatta addosso. Con la lingua dico: a furia di leccarsi ani governativi.
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il povero Bastianino costretto a difendere il bavoso Vespino, non sa il poveretto, che il bavoso ha sempre slurpato il governo di turno, fosse anche il feroce saladino, lui si adegua, ora è il turno della destraccia.
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😀
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