
(di Michele Serra – repubblica.it) – Alla terza lettera di dimissioni dalla commissione del Ministero della Cultura che assegna i finanziamenti per il cinema (dopo Mereghetti e Galimberti, anche Vocca) si immagina il dilemma, non trascurabile, che ha preceduto la decisione. È peggio rimanere in siffatta compagnia (ricordiamo che la commissione ha preferito Pingitore a Bertolucci e ha ritenuto indegno di nota il docufilm su Regeni) o è peggio lasciare il posto all’ennesimo pulitore etnico con l’incarico di cancellare dalla faccia della terra tutto ciò che è o sembra “di sinistra”? È peggio rimanere rischiando la complicità, o è peggio la fuga, lasciando campo libero al Minculpop che nelle arti distingue solo lo zelo patriottardo, meglio se maccheronico?
Se rimango, farò la figura del collaborazionista? Se me ne vado, farò la figura dell’anima bella, dell’aventiniano? Se mi trattengo in questa mischia per cercare di salvare il salvabile, non rischio forse di fare la figura della foglia di fico, così che il mio nome serva al governo per dire: “siamo pluralisti, nella commissione c’erano anche Tizio e Caia, che sono di sinistra.”?
Dilemma aggravato da un ulteriore scrupolo: saprà qualcosa di cinema, chi mi sostituisce, o è un ulteriore tappabuchi governativo scelto per la fedeltà alla causa, certo non per il curriculum? Alla luce dei fatti, che hanno visto incompetenti promossi per affidabilità politica, e competenti cacciati o silenziati perché “nemici”, abbandonare la mia sedia non sarà un dargliela vinta, a questo governo in cerca di regolamenti di conti e vendette?
Fortunato chi, in questo scorcio della nostra storia nazionale, non ha responsabilità pubbliche. E dunque non deve domandarsi qual è la giusta distanza da Roma, intesa ovviamente non come città, ma come distributrice di incarichi, prebende e ristori.
Il guaio di Serra è che non riesce a togliersi di dosso la sua partigianeria scomposta . Quello che scrive oggi è largamente condivisibile ma poteva essere scritto anche cinque o dieci anni fa’. A proposito di incarichi distribuiti a casaccio solo per ringraziare dell’ obbedienza lo zelante di parte : ma come c’è finito Di Maio nel Golfo ?
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conosco le iniziative per il mondo della cultura opera del presidente della commissione cultura della Camera Federico Mollicone e devo dire che sono iniziative valide e trasversali, che danno spazio a chi fa cose interessanti e di buon livello culturale. Anche le iniziative della Commissione a livello normativo sono utili al mondo della cultura. Che poi dette iniziative non vedano sistematicamente protagonisti appartenenti al mondo della sinistra beh mi sembra cosa giustissima perché la cultura e’ di tutti e non solo di una parte politica che da decenni la monopolizza anche per influenzare la gente e trasmettere messaggi politici.
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