
(Tommaso Merlo) – Dopo aver minacciato un genocidio via social, Trump si è rimangiato anche l’ennesimo ultimatum. Invece che fine della civiltà persiana, un cessate il fuoco di due settimane per trattare sulle condizioni iraniane col controllo dello Stretto che rimane ai Pasdaran. Una resa clamorosa spacciata ovviamente alle masse di telespettatori come una vittoria. Trucchetti da piazzista. Prima le minacce apocalittiche, poi l’ingoio seppur a chiacchiere delle condizioni iraniane, poi lo spaccio della breve tregua come cedimento del nemico invece che del proprio. Che il sangue smetta di scorrere è comunque un bella notizia, anche se la pace è ancora lontana. A Teheran si festeggia e in Occidente si tira un respiro di sollievo, ma la parola di Trump non vale nulla e la cambia pure ogni mezzora. Vi è poi il suo istinto criminale che potrebbe spingerlo ad altre prodezze come la doppia pugnalata alle spalle degli iraniani mentre negoziavano. In parte farina del suo sacco, in parte dei suoi padroni sionisti che lo tengono a guinzaglio cortissimo. Trump ha ceduto dopo che è fallita anche l’incursione alla centrale nucleare, tentativo in extremis di salvare la faccia sventolando a favore di telecamere qualche chilo di uranio arricchito. A quel punto ha prima perso la testa, poi ha calato le braghe in diretta social. Fin dal primo giorno Trump sapeva che si stava infilando in una guerra illegale oltre che immotivata e persa in partenza. Ma invece di dare retta alle sue istituzioni, ha ubbidito ai sionisti che lo tengono per le palle e pure con gli artigli. Ha ceduto solo quando gli interessi israeliani hanno cominciato a danneggiare i suoi e quelli americani oltre misura. Con un miliardo di dollari al giorno bruciato, indici di gradimento terrificanti, un esercito preso a dronate sui denti per tutto il Golfo ed i suoi generali e quindi i sionisti rimasti sia a corto di missili che di obiettivi da colpire. Nessun problema per quell’amalek di Netanyahu che sarebbe passato agli asili nido e pure pieni, ma si vede che a Trump è cominciato ad arrivare qualche no da generali e consiglieri che non vogliono ritrovarsi alla sbarra per crimini contro l’umanità accanto a quel presidente ormai fuori controllo. Anche perché mentre Trump minacciava di radere tutto al suolo, gli iraniani hanno sfilato sui loro ponti e nei pressi delle loro centrali confermando come la Casa Bianca sia stata truffata dal Mossad. Altro che giorni contati e ribellioni pilotate, il regime degli Ayatollah è più solido che mai ed ha appena annunciato 14 milioni di nuove reclute volontarie mentre gli Israeliani scappano all’estero come ladri per non finire al fronte. Poi ci sono i soldi ma non solo quelli sionisti che hanno permesso il bis a Trump. I soldi degli sceicchi degli emirati che dopo averlo corrotto per anni scoprono che la protezione militare americana era una truffa e vorrebbero perlomeno non beccarsi missili sul groppone per colpa di quel vecchio demente. Poi ci sono i miliardi degli amici oligarchi e quelli di famiglia da tutelare oltre che gli spiccioli di milioni di poveri cristi da ignorare ma evitando che l’esasperazione si trasformi in rivolta popolare. Comandano le borse mentre considerazioni morali e valutazioni politiche per il bene dell’umanità, non hanno nemmeno sfiorato l’ego tossico del presidente americano. Pura convenienza e mezzucci da piazzista per salvare la faccia e pure un deretano sempre più a rischio impeachment. E mentre Trump minacciava un genocidio via social, una televisione israeliana mostrava in studio un mega conto alla rovescia come quelli di capodanno per contare i minuti che li separavano dallo sterminio di massa dei nemici iraniani promesso da Trump . Già, oltre alla parola di Trump che non vale nulla e cambia ogni quarto d’ora, c’è pure di mezzo quell’amalek di Netanyahu ed i suoi complici che faranno di tutto per far saltare il trattato di pace che vuole l’Iran. Non pause tra una aggressione criminale e l’altra, ma assetti di lungo periodo che rispecchiano i nuovi rapporti di forza. Ma i sionisti non hanno mai voluto la pace con nessuno e non trattano, vogliono solo imporre un dominio basato sulla forza militare e al di sopra di ogni legge. Vogliono completare l’annessione della Palestina ed imporre la Grande Israele con ogni mezzo e sanno che quel vecchio rincoglionito di Trump è il loro ultimo treno. La maggioranza degli americani è dalla parte dei palestinesi per la prima volta nella storia e questo è l’ultimo Congresso al loro servizio. Gli americani non vogliono più buttar via nemmeno un dollaro per quel paesello genocida che gli succhia risorse dandogli in cambio solo grane. E la perdita di potere della lobby sionista a Washington e una vittoria strategica dell’Iran, per i sionisti significa l’inizio della fine e tenteranno di tutto prima di arrendersi. Un passo alla volta quindi, per adesso godiamoci la clamorosa resa di Trump, i festeggiamenti a Teheran e tiriamo un respiro di sollievo. La civiltà persiana sopravviverà e che il sangue smetta di scorrere è sempre un bella notizia, ma la pace è ancora lontana.
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……..E dategli sto c@zzo di nobel per la pace cosi la smette una volta per tutte.
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