
(Dott. Paolo Caruso) – Spaventa che i più attivi aeroporti in Italia saranno a breve a corto di kerosene. L’economia mondiale è terribilmente in crisi, e da noi si avverte ancora di più trascinando in alto i prezzi dei prodotti della spesa, vittime delle speculazioni e responsabili del carovita. Se la guerra non finisce, Hormuz sarà la strettoia che farà affogare il mondo e impiccherà particolarmente l’ economia italiana. Homo faber fortunae suae, dicevano i latini, “Chi semina vento, raccoglie tempesta”, il detto dei nostri nonni. È un adagio tanto vero quanto attuale. Trump ne sa qualcosa, infatti colpevole di avere scatenato l’inferno e di volere la totale distruzione dell’Iran riducendolo all’ età della pietra, si trova a doverne subire la tempesta di missili. Non si capisce dove voglia arrivare. Agisce in maniera schizofrenica e scriteriata. Nessuno si fida di quel che dice. La tragedia per il mondo sta nel fatto che il Tycoon agisce avventatamente e vuole che gli altri si accodino alle sue follie. Il “Nobel della pace” del resto può aspettare. I pareri dei suoi consiglieri bellici restano perlopiù inascoltati infatti giurano di avergli sconsigliato da subito l’attacco all’Iran. Probabilmente aveva solo obblighi verso il “compare di merende” israeliano, che quella guerra la sognava e la preparava da tempo. Il regime teocratico degli ayatollah è tra i più abominevoli e disumani che esistano sulla faccia della terra, ma non sarà di sicuro una guerra a poterlo distruggere in quanto strutturato in maniera piramidale da non consentire vuoti del potere esercitato nel modo più crudele e con l’aggravante religiosa “in nome di Allah”. Trump ora minaccia di abbandonare la NATO, che reputa non rappresentativa degli interessi americani disprezzandone l’ istituzione, non avendola neppure consultata prima dell’attacco. Ora minaccia, esplode, ringhia. I suoi ultimatum lasciano il tempo che trovano. Vuole la distruzione totale dei nemici, e anche degli Europei a lui infedeli perché non l’hanno seguito nella forsennata corsa alla guerra, che ora strozza le economie dell’intero Pianeta. La sua sedicente madre spirituale, la pastora protestante, lo paragona a Gesù Cristo ingiuriato ingiustamente. Mi chiedo quale Vangelo conosce la suddetta? Intanto cresce sempre più il prezzo del petrolio e del gas russo, e a Putin si rivolge il “suo” amico Trump con Orban e Fico. Cosa ci si aspetta da questo mondo di pazzi, discontinui e antitetici a se stessi? Intanto in Italia il caro gasolio che inspiegabilmente ha superato il prezzo della benzina mette in difficoltà i “padroncini”dei tir e dei camion trasportatori di merci, che minacciano azioni sindacali con scioperi prolungati in grado di mettere in ginocchio l’ economia dell’ intero Paese e la vita degli italiani. Da qualche giorno gli aerei per le difficoltà ad approvvigionarsi di carburante rischiano di rimanere a terra sulle piste degli aeroporti italiani (Milano Linate, Venezia, Treviso, Pescara, Brindisi e Reggio Calabria sono già in crisi). Un grazie dunque va a Trump, a Netanyahu, e a Putin che sono all’origine dell’attuale disastro dell’umanità. Intanto la ” Giorgia nazionale ” che non controlla più il caro carburante legato anche alle speculazioni, ha deciso di favorire il lavoro smart working. Si spera che, aldilà della solita propaganda di governo, la “questua carburanti” avviata dalla Meloni con il recente viaggio nei Paesi del Golfo possa dare risultati positivi. Ma…… si dice che “Dio vede e provvede”.