“Questa legge elettorale le destre dovranno farsela da sole”

Stefano Patuanelli: “Meloni  è in totale confusione. Primarie giallorosa necessarie”

(estr. di Luca De Carolis – ilfattoquotidiano.it) – […] Gli chiedi di primarie e dintorni, e il vicepresidente dei 5Stelle Stefano Patuanelli scuote la testa: “Fatico davvero a capire la dinamica di certe notizie. Per mesi dal Pd hanno detto di volerle, e ora che ne parliamo noi…”.

Secondo Romano Prodi Giuseppe Conte ha sbagliato ad aprire ai gazebo: “Non capisco la mossa, farle ora significa litigare”.

Come le dicevo prima, dopo mesi che parlavano di primarie nel Pd, abbiamo semplicemente detto che faremo un programma del Movimento costruendolo nel modo più partecipato possibile, tramite la nostra costituente, e che lo porteremo al tavolo con le altre forze progressiste per costruire un programma condiviso. Solo dopo saremo disponibili alle primarie per individuare la persona che interpreti un progetto condiviso da tutti i progressisti.

[…]

Conte ne ha parlato nel giorno del referendum. Forse non è piaciuta la tempistica, no?

Ne ha parlato perché dopo quella vittoria era il momento di dare un segnale di responsabilità, nonché di unità. Per mesi ci hanno accusato di voler mettere il bastone tra le ruote alla costruzione di un’alternativa, e abbiamo ribadito che non è così.

Nel Pd hanno paura che vinca Conte?

Non c’è ragione di averla, chiunque vinca.

Quindi, le primarie sono necessarie?

A mio parere sì. Sono la via più logica per scegliere il candidato a Palazzo Chigi.

Parte dei dem rimprovera a Conte l’incontro con l’emissario di Trump, Zampolli.

C’è una parte dei riformisti che continua a non volere il M5S, come è noto. Dopodiché si sono incontrati in un luogo pubblico, su richiesta di Zampolli. Punto.

Le primarie andrebbero fatte anche se non cambiasse la legge elettorale?

Assolutamente sì, non vedo alcuna correlazione.

Dopodiché le destre vorrebbero nuove regole per le elezioni.

Il fatto che il giorno dopo il referendum abbiano calendarizzato in commissione la legge elettorale conferma quanto Giorgia Meloni sia confusa e inadeguata in questa fase. Il Paese attraversa un momento difficilissimo tra guerre, inflazione e mancata crescita, e per loro la priorità è questa legge. Se la facessero da soli. Ormai sono sconnessi dalla realtà. Piuttosto, ci chiamino a discutere di salario minimo, Transizione 4.0, energia o di sanità, vere priorità.

[…]

Dal caso Delmastro alla vicenda Conte-Piantedosi, nel governo accade di tutto. È resa dei conti?

In Parlamento vedo facce molto tese. Finora Meloni era riuscita a coprire tutti i problemi nella maggioranza, ma ora non ci riesce più. Sta venendo fuori la realtà dei fatti, a partire dalla mediocrità dei suoi ministri, primo tra tutti il cosiddetto ministro alle Imprese Adolfo Urso. In giro per l’Italia tutti si lamentano di lui.

La premier esclude il voto anticipato. Le crede?

Arrivare a fine legislatura non sarà facile. Ma per ora le elezioni anticipate non mi sembrano probabili, anche se la situazione sul piano economico si sta facendo gravissima.

Il ministro dell’Economia Giorgetti vorrebbe una deroga alla regola che impone di non andare oltre il 3 per cento nel rapporto deficit/Pil, ma la Ue non ci sente. Se si sforasse il tetto, cosa accadrebbe?

Ricordo che questo patto di stabilità lo ha firmato proprio Giorgetti, anche se disse di averlo fatto a malincuore. Premesso questo, se dovesse essere superata la quota del 3 per cento il governo non saprebbe dove trovare i 13 miliardi per le spese militari, viste le condizioni dei conti.

Il contesto internazionale non aiuta.

Le guerre c’entrano poco o nulla. La Spagna nel 2026 crescerà di oltre il 3 per cento e noi siamo fermi, per l’incapacità di questo governo di costruire una seria politica economica. Stiamo pagando la loro miopia, dato che il limitie è stato sforato prima del conflitto, nonostante la pioggia di tasse che hanno imposto.

L’Italia e altri Paesi hanno scritto alla commissione Ue, invocando una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. Ma FI ribatte che “l’obiettivo non deve essere quello di colpire le imprese”.

Avevano promesso una tassa anche sugli extraprofitti delle banche, epoi hanno fatto marcia indietro. Non sono affidabili. E comunque è già tardi, per muoversi.