
(estr. di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – […] Osservo con piacere che di fronte alle dichiarazioni irrazionali, contraddittorie, a volte patologicamente menzognere del presidente Trump, la maggioranza dell’opinione pubblica guidata dai giornali cosiddetti progressisti e da personaggi popolari come Paolo Mieli e Michele Serra, riconosce la mediocrità e l’autoritarismo della politica occidentale. Eppure Trump sta solo portando alle estreme conseguenze, non si sa se consapevolmente o meno, la tendenza insita nelle politiche della Nato a partire dagli anni 90. L’irrazionalità e la sottocultura non sono monopolio di Trump né delle destre trumpiane europee. […]
Il manicheismo e la presunzione suprematista hanno dominato il pensiero occidentale, con i paragoni ricorrenti del nemico a Hitler (Milosevic, i Talebani, l’islam, Saddam, Gheddafi, Assad, Putin, Maduro, Khamenei) e la favola dell’Occidente depositario della verità sul diritto internazionale, in grado di stabilire, caso per caso e secondo le proprie convenienze, i fuorilegge a cui applicare sanzioni economiche in un’escalation che arriva ai bombardamenti e all’uccisione, e al sequestro dei membri delle leadership nemiche. Insieme a molti altri siamo rimasti sgomenti quando abbiamo visto la ragione messa in un angolo, proprio da coloro, storici, accademici, editorialisti, che delle facoltà intellettuali dovrebbero fare uso di routine. Trump ha tratto le conclusioni. Nel mondo della post-verità la menzogna ripetuta crea la realtà, la mancanza di logica è pane quotidiano, la soap opera della politica trionfa, le classi dirigenti elaborano strategie in base alla loro propaganda.
[…]
Cosa c’è di razionale nella posizione dei socialisti europei che affermano di difendere un Paese aggredito, l’Ucraina, dall’aggressore, la Russia, sanzionato come unico colpevole? Nulla. I cosiddetti filo-ucraini, con crudele cecità, hanno messo in ginocchio un Paese e trucidato una generazione di giovani senza spiegare perché la neutralità dell’Ucraina (vero motivo del conflitto) sarebbe stata negativa per Kiev e l’Europa. I socialisti europei si pongono come paladini del diritto e della democrazia nello stesso momento in cui sono complici del genocidio di Gaza, di uno Stato che viola il diritto internazionale da decenni, Israele, nonché delle ricorrenti aggressioni statunitensi di Paesi sovrani. Dove è la logica in posizioni siffatte? Per non parlare dell’etica, ma neanche di una razionalità basata sugli interessi dei popoli. Vediamo sfilare le manifestazioni No Kings a New York con Robert De Niro in prima fila e proviamo uno strano disagio.
La scena è surreale. No Kings? Il problema sarebbe rappresentato dalla nuova monarchia fascista statunitense, mentre gli omicidi dei fratelli Kennedy, le guerre di Bush, la morte di 500mila bambini iracheni a causa delle sanzioni Usa, il genocidio di Gaza cominciato con Biden, le esecuzioni extragiudiziali con droni di Obama, l’utilizzo del jihad islamico per fomentare la guerra in Siria, l’invasione della Libia, la plutocrazia statunitense, la politica condizionata interamente da oligarchi e lobby, insomma la deriva culturale, etica ed economica dell’Occidente va bene? Cosa significa contro il nostro interesse nazionale applicare le sanzioni contro la Russia, non emesse da un comitato indipendente e arbitro del diritto internazionale, ma da una parte in guerra contro l’altra? Non ci sono risposte razionali: il sonno della ragione genera il mostro dell’autoritarismo, della violenza, del fascismo del XXI secolo.
[…] In questo clima culturale tutto è possibile. Parteciperò a breve al festival del cinema russo e temo di dovermi difendere da nuovi linciaggi mediatici. Non posso affermare che amo la cultura russa e che credo che in una democrazia i media stranieri dovrebbero essere ammessi senza censure? Mi devo sentire colpevole per la scelta di comportarmi in base ai principi costituzionali e non alle invettive di una politica barbara e contingente? Sono stata invitata alla Camera dei deputati il 31 marzo da Stefania Ascari, deputata M5S che si è sempre distinta nel lavoro straordinario per i diritti negati dei palestinesi, a presentare con la giornalista Fiammetta Cucurnia l’ultimo libro di Angelo d’Orsi, docente universitario specialista di Gramsci, un intellettuale che incanta con la sua retorica colta e ironica. Ebbene, il senatore Calenda, rampollo di una famiglia che ha contribuito alla storia del cinema, ha organizzato una conferenza stampa per stigmatizzare l’invito a un intellettuale considerato ‘filoputiniano’. Si potrebbe sorridere: negli anni 20 del secolo scorso si stigmatizzavano i “disfattisti”. Si normalizza il clima repressivo. L’Europa oggi discrimina gli intellettuali, si riarma contro una potenza nucleare, è complice di un genocidio, vieta il cinema e i media russi. Noi, veri europeisti, siamo terrorizzati.
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“Sono stata invitata alla Camera dei deputati il 31 marzo da Stefania Ascari, deputata M5S che si è sempre distinta nel lavoro straordinario per i diritti negati dei palestinesi, a presentare con la giornalista Fiammetta Cucurnia l’ultimo libro di Angelo d’Orsi, docente universitario specialista di Gramsci, un intellettuale che incanta con la sua retorica colta e ironica”.
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