
(Flavia Perina – lastampa.it) – Il dibattito sull’esclusione della Nazionale di calcio dai Mondiali chiarisce la vera aspirazione della maggior parte dei politici italiani: fare gli allenatori della medesima, o di ripiego i capi della Figc. È il solo tema di dibattito che galvanizza, il solo argomento su cui si esprimono opinioni precise, l’unico campo dove si rinuncia alla pilatesca noncuranza che avvolge tutto il resto, compresa l’ultima intervista di Donald Trump con la conferma di un possibile addio americano alla Nato.
La felpata cautela è da tempo la cifra del nostro confronto pubblico. Si tronca, si sopisce, si allude, è tutto un “bivio” tra questo e quello, il no di Sigonella che forse è un segnale o forse un adempimento burocratico, le armi a Kiev che si spediscono ma senza dirlo (a destra), il disarmo di Kiev che un po’ è necessario e un po’ no (a sinistra), la legge elettorale che magari si fa tutti insieme e magari litigando, le cene con i Caroccia e i pranzi con Zampolli, l’agenda della ripartenza, le primarie: tutto un bisbiglio, un retroscena, un non condivido e non condanno.
Il coraggio della dichiarazione salta fuori solo davanti a un tal Alessandro Bastoni che si è fatto espellere in Bosnia, ed è uno spettacolo mirabolante vedere la politica finalmente parlare a chiare note, mobilitarsi, spendersi con franchezza. Parlano e pretendono immediate contromisure il presidente del Senato (“A tutto c’è un limite”), il capo dell’organizzazione di FdI (“serve meritocrazia!), il capogruppo della Lega alla Camera (“potere ai tifosi”), il vice-presidente forzista della Camera (“povera Italia”), vari ministri, capigruppo di Commissione (“repulisti completo”), esponenti di vaglia dell’opposizione, mentre si annuncia su richiesta dal partito di Giorgia Meloni una informativa parlamentare urgente, forse un’altra raccolta firme di Claudio Lotito (lui smentisce), un tavolo di discussione di Italia Viva (promosso da Matteo Renzi) e ognuno ha un nome per sostituire l’allenatore sconfitto, i giocatori imbelli, e ovviamente il presidente della Federazione Calcio, neanche fosse il repulisti post-referendario.
Anche le analisi sono tempestive e scintillanti. Il generale Roberto Vannacci non le manda a dire: “l’immigrazione ha distrutto il calcio italiano”. Italo Bocchino va oltre: è stata la sinistra che ha indebolito l’orgoglio nazionale cosicché oggi i calciatori sognano la Ferrari anziché la maglia dell’Italia. In tanti rivendicano per i giovani l’imprescindibile diritto di vedere gli Azzurri al Mondiale almeno una volta prima dei trent’anni, che non è in Costituzione come altri diritti ma vai a vedere: sarebbe una riforma votatissima, altro che Csm e carriere.
Tanta assertività fa piacere. Conferma che, volendo, i partiti italiani hanno il coraggio della dichiarazione netta, a petto in fuori. E se tutti questi aspiranti allenatori o capi del calcio utilizzassero lo stesso stile nelle loro effettive carriere, se spiegassero le loro scelte e visioni politiche con lo stesso ardimento, sarebbe davvero un beneficio. Riusciremmo finalmente a capire con chi stiamo in Europa e nel mondo, cosa vogliamo, perché, e lo sapremmo dai diretti interessati, con facilità senza doverci chiedere l’un l’altro tra colleghi: ma questo, secondo te, che ha detto, dove va a parare?
Gran parte della classe politica italiana è ineleggibile.
Vogliono rubare, corrompere, farsi corrompere e non pagarne le conseguenze. Lo schifo di questa destra non ha limiti.
Non potevamo fare come la Svizzera? Stare fuori dall’euro, mantenere la nostra moneta, non prostrarci di fronte alle pretese assurde di una BCE o di una Von der Leyen filoamericane e protettive degli oligarchi e non avevamo sulla nostra testa la spada di Damocle del riarmo? Nesuno ve lo dice ma se rifiutavamo la svendita che Prodi ha fatto della nostra sovranità e restavamo per conto nostro e neutrali, eravamo ancora la settima potenza industriale del mondo e non avevamo l’attuale rovina.
Dal 1° gennaio 2024, la Svizzera ha abolito i dazi doganali su tutti i prodotti industriali, inclusi macchinari, componenti ed elettronica, rendendo l’importazione di tali beni a dazio zero. Rimangono dazi per specifici prodotti agricoli e alimentari, oltre alle franchigie per importazioni private. Oltre il 99% delle merci industriali entra in Svizzera senza dazi. L’IVA del 7,7% o l’aliquota ridotta del 2,5% si applicano a seconda dei beni.
Nel 2025, sono stati applicati dazi supplementari dagli Stati Uniti, ridotti poi al 15% con effetto retroattivo a novembre 2025, impattando settori come orologeria e meccanica.
Alcolici, tabacco e altri beni sono esenti.
In quanto agli obblighi europei di riarmo, la Svizzera si rafforza ma moderatamente e senza alterare la propria economia e il proprio welfare.
Per quanto riguarda lo stato sociale, mentre noi siamo smantellando il nostro a partire dalla sanità, dalla scuola e dall’aiuto agli indigenti, la Svizzera mantiene le difese dei propri cittadini secondo un elevato standard di sicurezza sociale, basato su un sistema a tre pilastri che combina responsabilità individuale, mercato del lavoro stabile e una fitta rete di assicurazioni sociali. Il risultato è un’eccellente qualità della vita.
Il Sistema Sanitario èobbligatorio e basato su assicurazioni malattie private, con premi pagati dagli assicurati e sussidi per i meno abbienti. La Previdenza statale obbligatoria copre il fabbisogno vitale. La Previdenza professionale obbligatoria per lavoratori mantiene il tenore di vita. La Previdenza privata facoltativa ha agevolazioni fiscali.
Il tasso di disoccupazione è storicamente basso, con una forte enfasi sull’attivazione professionale dei disoccupati L’aiuto sociale (ultimo paracadute) entra in gioco quando le risorse personali non bastano, con regole specifiche per gli stranieri.
In sintesi, la Svizzera offre un welfare efficace ma costoso, che responsabilizza fortemente il singolo, cercando un equilibrio tra sostegno pubblico e partecipazione privata.
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DATI ISTAT 2026
Popolazione_ Totale: 58,94 milioni
Nascite: 355.000 (minimo storico)
Morti: 652.000
Fertilità: 1,14 figli/donna
Immigrazione netta: +296.000
Aspettativa di vita:
uomini 81,7 anni
donne 85,7 anni
Quadro: popolazione stabile solo grazie all’immigrazione.
Lavoro
Occupati: circa 24,1 milioni
Tasso occupazione: 62,5–62,7%
Disoccupazione:
media 2025: 6,1%
gennaio 2026: 5,1%
Disoccupazione giovanile: ~19–20%
Inattività: ~33%
Tendenza: occupazione in crescita lenta, disoccupazione in calo.
Economia
PIL: 2025: +0,5%
2026: +0,8% (previsione)
Crescita debole, trainata dalla domanda interna.
Criticità strutturali
Calo demografico forte (nascite minime)
Invecchiamento popolazione
Dipendenza da immigrazione
Alta inattività
Siamo ultimi in Europa.
Il debito pubblico italiano a inizio 2026 ha superato la quota record di 3.000 miliardi di euro (circa 3.095 miliardi a fine 2025), con un rapporto debito/PIL che si attesta intorno al 135-137%. Il costo per interessi supera gli 80-90 miliardi annui, rappresentando una forte spesa corrente.
Il debito ha raggiunto nuovi massimi storici, avvicinandosi o superando i 3.100 miliardi di euro.
Il rapporto rispetto al Prodotto Interno Lordo si è stabilizzato intorno al 135-137% grazie alla crescita nominale e all’inflazione.
Il costo del servizio del debito è tornato a pesare notevolmente sul bilancio statale, con previsioni di spesa per interessi vicine ai 90-100 miliardi di euro.
La maggior parte del debito è detenuta da investitori istituzionali, con una quota significativa in mano a investitori esteri e alla Banca d’Italia.
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“Mens sana in corpore sano”….. mens insana in portafoglio gonfio!
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Bocchino chi? Quello che aveva previsto la vittoria del Sì di “almeno” 10 punti? 😂😂😂
«Vince di dieci punti il Sì. Ci sarà un risultato che travolgerà le leadership di Conte e Schlein e travolgerà anche i sondaggisti e buona parte dei giornalisti». 😂😂😂 https://www.open.online/2026/03/23/referendum-giustizia-2026-italo-bocchino-profezie-si-video/
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