
(di Maurizio Delli Santi – lanotiziagiornale.it) – La dottrina internazionalista e costituzionalista in materia è chiara: le basi Nato e ad uso degli Stati Uniti presenti in Italia rientrano nella piena sovranità nazionale, per cui essendo la Nato una alleanza difensiva possono essere utilizzate in concreto solo per uno scopo difensivo condiviso dall’Italia. Il principio è bene illustrato in un dossier del Servizio studi della Camera dove emerge la relazione di Natalino Ronzitti, centrata sul tema “Trattato Nato, Carta delle Nazioni Unite e azioni militari originate da basi site in territorio italiano” (Le basi militari della Nato e di paesi esteri in Italia, Camera dei Deputati, 1990). La Nato nasce come alleanza difensiva priva di un autonomo potere di ricorso alla forza.
Il Trattato del 1949 non crea un sistema di sicurezza collettiva alternativo a quello delle Nazioni Unite. Resta quindi valido il divieto generale dell’uso della forza nelle relazioni internazionali, con due eccezioni: l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza o l’autodifesa individuale o collettiva prevista dall’Articolo 51, da esercitare in risposta a un comprovato ‘attacco imminente’ (reale) cui deve seguire il vaglio del Consiglio di Sicurezza. Sul punto è pacifico che l’intervento armato degli Stati Uniti e di Israele sia andato oltre le previsioni della Carta, trattandosi di un ‘preemptive strike’: è la ‘guerra preventiva’ che il diritto internazionale non riconosce come legittima.
La tesi è confermata dai giuristi dell’American Society of International Law: anche il fatto che siano state impiegate settimane per preparare la guerra dimostra l’assenza di giustificazioni per il mancato coinvolgimento del Congresso statunitense e la mancata richiesta all’Onu di un mandato. Ancora nella cornice del Trattato Nato, in base all’articolo 5 l’obbligo di concorrere alla difesa collettiva non può configurarsi in favore di uno Stato (oggi gli Usa) che si sia determinato autonomamente ad un attacco armato al di fuori della legittima difesa. Ciò significa che qualsiasi ruolo delle basi italiane, o anche solo il loro utilizzo logistico, comporta per l’Italia implicazioni dirette in termini di responsabilità internazionale e di possibili ritorsioni dell’Iran legittimato a reagire secondo lo ius ad bellum.
Gli accordi internazionali e bilaterali definiscono le condizioni d’uso delle basi, ma questi sono subordinati alle norme generali del diritto internazionale e alla Costituzione della Repubblica: di questa, assumono rilievo l’articolo 11 che impone il rifiuto della guerra “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”; e gli articoli 78 e 87 che richiedono deliberazioni formali del Parlamento e della Presidenza della Repubblica. In altre parole, le basi presenti sul territorio italiano non possono essere impiegate per operazioni offensive contro l’Iran senza che l’Italia si esponga a gravi conseguenze per concorso in atti di ‘aggressione’, in palese violazione del diritto internazionale, anche in riferimento allo Statuto della Corte penale internazionale. La casistica però è complessa, e in questo caso vanno considerate altre ipotesi. L’Iran potrebbe reagire con un attacco selettivo e proporzionato contro unità statunitensi dislocate in basi italiane, anche in assenza di un’azione offensiva lanciata da tali basi.
Precauzioni difensive
Sebbene non vi sia unanimità sul punto, interpretando gli studi di Roberto Ago (Annuaire de la Commission du Droit International, 1980) si può ritenere che uno Stato possa legittimamente intraprendere azioni mirate su basi straniere ovunque dislocate dello Stato aggressore se ciò fosse necessario a fermare un attacco preponderante (ad esempio coinvolgendo vittime civili, come avvenuto) che abbia violato il diritto internazionale. Si giustificano così gli allertamenti e le precauzioni difensive dell’Italia e dell’Europa, quali lo schieramento di unità navali o la predisposizione di sistemi difensivi a protezione di Cipro già colpita, dei paesi Nato o della sicurezza euro-mediterranea. Tuttavia è evidente che in questa logica è facile un incidente o una manovra interpretata come minaccia o provocazione: il rischio di escalation è inevitabile. L’Italia, insieme all’Europa, deve perciò adottare regole stringenti sull’utilizzo delle basi, ma soprattutto deve rilanciare con forza la diplomazia multilaterale. Governo e parlamento nazionali dovrebbero ora non fermarsi alla rivendicazione della ‘sovranità’: la scelta della de-escalation è avvertita come una necessità non più derogabile dalla stragrande maggioranza della cittadinanza italiana.
Citazione impropria
Un’ultima annotazione va fatta sul ‘caso Sigonella’, oggi narrazione imperante di un momento ‘glorioso’ di rivendicazione della sovranità nazionale del governo Craxi. La decisione concreta fu un rifiuto di consegnare agli Stati Uniti i terroristi palestinesi che durante il dirottamento della nave Achille Lauro avevano ucciso e gettato in mare Leon Klinghoffer, un cittadino statunitense di religione ebraica, paraplegico e costretto su una sedia a rotelle. Quattro terroristi furono arrestati e condannati in Italia a pene detentive da 15 a 30 anni, mentre Abu Abbas fu ritenuto il mediatore, mentre erano già emersi elementi per ritenerlo il principale organizzatore dell’azione, e quindi fu lasciato libero di prendere un volo per la ex Jugoslavia. Fu poi condannato in Italia in contumacia all’ergastolo, e finì per essere catturato da forze statunitensi in Iraq, dove poi morì.
Parallelismo Regeni
Quanto alla rivendicazione della sovranità giurisdizionale dell’Italia sulla base del fatto che i reati erano stati commessi a bordo di una nave italiana non è un dato assoluto: dal punto di vista del diritto penale internazionale, oltre al principio di territorialità, rileva il ‘principio di difesa’ o di protezione, che avrebbe consentito agli Usa di esercitare la propria giurisdizione perché coinvolti nell’ interesse fondamentale di tutelare i propri cittadini vittime di reati particolarmente gravi, come l’omicidio. È lo stesso principio con cui l’Italia cerca di processare i torturatori di Regeni, ucciso in territorio egiziano. La realtà è che per timore di ritorsioni del terrorismo si preferì rifiutare le richieste legittime di un alleato allora ritenuto affidabile come gli Stati Uniti. Meglio, dunque, archiviare il mito del ‘caso Sigonella’. Al di là della retorica sulla sovranità, è moralmente e politicamente più serio impegnarsi per la de-escalation.
*Membro International Law Association
Nato con la camicia
(Di Marco Travaglio) – Dice Trump che molla la Nato. Ma magari: dove si firma? C’è da sperare che non cambi idea e, soprattutto, che ci riesca davvero prima che se ne dimentichi. È dal 1989, quando il muro di Berlino crollò sull’Urss che la Nato – nata nel 1949 contro l’Urss di Stalin che aveva vinto la Seconda guerra mondiale con Usa, Uk e Cina e che solo nel 1955 avrebbe dato vita al Patto di Varsavia – non ha più alcun senso. Eppure è sopravvissuta per 37 anni. E ha fatto solo danni: non avendo più nemici, se ne inventava uno all’anno. Solo che non erano più i nemici dei membri Nato, ma solo degli Usa e dei loro servi più sciocchi. Una sfilza di “imperi del male” che avevano il solo torto di dare noia a Washington e alle sue mire imperialistiche (e spesso di detenere troppo gas e petrolio): ora la Serbia, ora l’Afghanistan, ora l’Iraq, ora l’Iran, ora la Libia, ora la Siria, sempre la Russia. Gli squilibrati neocon americani sparsi fra i democratici e i repubblicani non si accontentavano di avere sconfitto i russi senza colpo ferire nella Guerra fredda, ma volevano sbaragliarli in una guerra calda, per smembrare lo Stato più vasto del mondo in tanti innocui staterelli. E per staccarlo dall’Europa, che cooperando con Mosca univa la propria industria all’energia russa a buon mercato e s’avviava a diventare una superpotenza economica eurasiatica insidiosissima per l’Impero. La guerra russo-ucraina, provocata dagli Usa al grido della Nuland “Fuck Eu!” e culminata nella distruzione dei gasdotti NordStream e nelle auto-sanzioni Ue, ha completato l’eurosuicidio riportandoci al guinzaglio degli yankee.
L’unica speranza è che quello schizofrenico di Trump, che aveva promesso isolazionismo e mai più guerre, ora che ne fa una che ci strangola (non bastando quella ucraina), ci liberi dal servaggio, visto che le classi dirigenti europee non sanno nemmeno come si fa. Se davvero si ritirasse dalla Nato, segnandone finalmente il decesso, costringerebbe i nostri ectoplasmi a decidere in autonomia. E le strade sono solo due. La prima è prendere atto che l’Europa non ha nemici e allacciare i rapporti commerciali più convenienti: con Russia, Cina, Brics e anche Iran (che sanzioniamo dal 1979 per ordine americano senza alcun motivo né utilità); disdettare l’accordo sul 5% del Pil in armi per la Nato; sbaraccare il piano di riarmo da 800 miliardi; e progettare una vera difesa europea da tempo di pace, anziché spendere in armi il triplo della Russia per mantenere 27 eserciti costosi e inefficienti. Ma gli euro-dementi sono capacissimi di correre a precipizio sull’altra strada: cioè continuare a svenarsi (anzi a svenarci) per combattere i nemici degli americani. Magari anche dopo che Trump avrà fatto la pace con Putin e con i pasdaràn. Furbi, noi.
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Singolare e curiosa interpretazione del caso Craxi/Sigonella che con Regeni non c’entra niente. Oggi si intende giustamente processare in Italia i torturatori di Regeni perché l’Egitto è un paese autoritario dove non esiste una giustizia indipendente specie di fronte a un caso di assassinio di stato e quindi in Egitto la famiglia Regeni non avrà mai giustizia. Per questo l’Italia agisce in autotutela e in punta di diritto tentando di processare gli aguzzini del giovane ricercatore. L’Italia del 1985 al contrario non era ovviamente l’Egitto di Al Sisi ed era ed è tuttora uno stato di diritto perfettamente in grado di processare i terroristi palestinesi colpevoli del dirottamente dell’Achille Lauro e dell’assassinio di Klinghoffer, come regolarmente avvenne. Craxi non difese astrattamente la sovranità ma la pari dignità rispetto all’alleato americano. L’Italia infatti non è un Impero che tipicamente pretende di fare come vuole a dispetto di nemici e alleati e bene fece il governo Craxi a difendere la giurisdizione. Più in generale l’Italia di Moro e di Craxi (ma anche di Berlinguer che subì un attentato in Bulgaria) difendeva la propria visione di una politica estera autonoma nel Mediterraneo… e infatti entrambi la pagarono pesantemente il primo assassinato dalle BR manipolate dai circoli NATO, l’altro preso come capro espiatorio unico della degenerazione dei partiti. Si trattò dunque di una reazione doverosa di fronte agli eccessi dell’eccezionalismo americano da parte di un alleato leale come l’Italia. Ah mi raccomando, continuate a farvi dettare la linea politica da Marco Travaglio! Craxi cattivo pupù!
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🤝 👏
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Concordo con la ricostruzione dei caso Sigonella, ma che ci azzecca MT che nel suo editoriale non ha parlato né di Sigonella né di Craxi? L’ articolo dove si scrive di Sigonella è di Maurizio Delli Santi……Poi come scrivi giustamente la postura italiana nei confronti degli USA riguardava la classe politica di quel tempo, forse meno servile perché più politicamente preparata…..il caso Sigonella riguardava la giurisdizione italiana, visto che sequestro ed omicidio erano avvenuti su una nave italiana, quindi territorio italiano , di competenza giuridica dello Stato italiano! Che Craxi abbia in quel contesto agito secondo la legge, non cambia il giudizio su di lui per altre vicende……l’ influenza americana non ha riguardato solo il prezzo che quella classe politica ha dovuto pagare, ma che l’ intero paese ha dovuto pagare negli anni della strategia della tensione e del terrorismo!
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Mi chiedo se quel signore era vivo e soprattutto senziente (per età naturalmente) per ricordare la “cappa” o “palude stagnante” che incarnava la politica italiana a quei tempi.
Si ricorda del politichese, quando i politici parlavano un linguaggio impenetrabile che i “comuni mortali” non dovevano capire?
…..e forse non capivano nemmeno loro, usato solo per sottolineare la loro “superiorità” rispetto al vulgo.
Si ricorda il muro di gomma delle pubbliche amministrazioni?
Lasciamo perdere l’elenco è troppo lungo
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La linea politica non la detti ai cittadini ma ai politici che hanno il potere di eseguirla; cosa che sta succedendo per quel che riguarda la politica estera italiana che, curiosamente, coincide sempre con quella di Washington.
Craxi gestiva, privatamente, soldi del partito, derivati da tangenti e si adoperava per garantire a Berlusconi un quasi monopolio delle TV private. Era un delinquente, certo non l’unico nel panorama politico italiano. Che abbia fatto qualcosa di buono, non lo nega nemmeno Travaglio. Che fosse un delinquente è un dato di fatto: fatevene una ragione.
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Non capisco la critica a Travaglio per il contenuto dell’articolo quando è stato scritto da tale Maurizio Delli Santi – lanotiziagiornale.it. Ps. criticare Craxi per alcuni è lesa maestà come per molti criticare Berlusconi, ma il fatto è che tutti e due sono stati condannati in via definitiva e si sono autoassolti. Hanno fatto cose che per tutti gli altri sono illegali e reati mentre loro, tirando, cavillando o modificando le leggi hanno preteso impunità. Per la verita mi sono anche simpatici, perche hanno rotto il velo di ipocrisia dell’epoca del “si fa (tutti) ma non si dice” mentre le loro pretese erano alla luce del sole ma hanno dato il via allo squallore di oggi del “si fa, lo dico ma mi devi capire, tengo famiglia” e poi…fatti i ca22i tuoi che poi una mano lava l’altra
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In “punta di diritto” Craxi è un latitante morto all’estero, la cui memoria sarebbe giusto onorare con la traslazione del salmone in apposito loculo a San Vittore.
Mani pulite nacque per sbaglio interrompendo l’attuazione del piano Gelli da parte del pentapartito e si dovette rimediare con costituzione in emergenza di Forza Italia.
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Prima di sciorinare illuminate perle di geopolitica, stavolta MT ha fatto anche i conti giusti: son esattamente 37 gli anni intercorsi tra oggi (2026) e la caduta del muro del Berlino (1989). Mica come i sedicenti 35 (in luogo dei 45) citati nell’editoriale dello scorso 31 marzo (Una voce poco fa) a riguardo delle “parole dette oggi per spiegare la bocciatura della schiforma Nordio-Meloni. Invece sono di 35 anni fa: 28 luglio 1981. Le pronunciò Enrico Berlinguer nell’intervista a Eugenio Scalfari sulla “questione morale””. Si tratta di un lasso di tempo lungo, appunto, 45 anni, non 35…
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Non posso che sposare in pieno la soluzione geopolitica di Travaglio:semplice e logica.
Ecco altre linee guida tratte dal suo ultimo libro in collaborazione con Chuck Norris(prima che ci lasciasse, RIP)
innalzamento del livello dei mari e erosione delle coste:
obbligare,tramite legge parlamento ue,le massaie europee a raccogliere con le pentole acqua marina sulle spiaggie: avrebbero già l’occorrente per cuocere la pasta…ma quei dementi degli europei non ci arrivano
innalzamento estremo delle temperature estive
obbligare le flotte aeree,compresa Ryanair,a legare il pianeta terra agli aerei tramite grandi cavi di acciao e all’arrivo di Giugno spostare il pianeta,disallineandolo dal suo asse,più lontano dal sole…ma quei dementi degli europei non ci arrivano
Estinzione della tigre del Bengala
logicamente se le tigri non fanno figli vuol dire che trombano usando profilattici e pillole del giorno dopo.Abolire la produzione e vietare l’uso dei metodi contraccettivi nella comunità felina indiana con il beneplacito ultraterreno di Papa Woytila…ma quei dementi degli europei non ci arrivano
lotta alle mafie
spiegare agli imprenditori che non devono pagare il pizzo! e con quei soldi devono andare a fare la spesa comprando prodotti naturali,biologici e preferibilmente a km 0…ma quei dementi di Bruxelles non ci arrivano
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Al netto della visione condivisibile o meno di M.T. (in arte Marcolino) inutile fare previsioni ed auspici: ci penserà Trump (magari anche senza pensarci) mentre per lui ci vorrebbe uno bravo (auspicio non previsione).
P.S. Dopo la pausa caffè.
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La ringrazio signora ma non mi interessa,sono sposato.
Ma stia ferma lì,aspetti un attimino che le lancio dalla finestra un tozzo di pane e un pò di formaggio.
A Pasqua siamo tutti più buoni
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No Tesoro la bottiglietta d’acqua non c’è,se hai sete c’è la fontanella laggiù nel parco…lo vedi dove c’è quel cagnolino?ecco proprio lì.
A proposito spero che tuo marito non si arrabbi se
ti ho chiamato tesoro …come successe 3 anni,quando eri arrabbiata e ti eri messa a piangere.Cavolo era venuto a cantarmele per bene, mi ero quasi spaventato pensavo che venisse a casa mia a menarmi.
buona pasqua,tesoro
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Ma sai,che sono sempre più convinto, che sotto quella scorza dura che vuoi mostrare a tutti, tu abbia un animo delicato e sensibile: a guardare meglio, lo si evince chiaramente dalle tue vignette.
C’è una sorta di esplosione artistica che viene dal profondo ben espressa nella ricerca degli spazi,dalla campitura originale neo barocca e anche il gioco delle prospettive ricorda il periodo blu di Picasso;poi vi è anche una maestria non banale nel contrasto luce/ombra che è tipicamente riscontrabile solo in Renato Guttuso.
Conosco un amico che lavora qui
https://www.gam-milano.com/.
Se vuoi posso presentarti di modo che tu possa spedire i tuoi lavori per farteli valutare
Puoi spedire i tuoi lavori a
c.gam@comune.milano.it
alla cortese attenzione del dottor Gianfranco Maraniello.
Credimi,certi treni passano solo una volta nella vita,bisogna cogliere le opportunità al volo.
Prendi un po’ di coraggio e mandagli una ventina delle tue opere.
Chissà mai che vengano considerate interessanti e tra qualche anno messe all’asta da Sotheby’s per qualche migliaia di euro.
Forza! Non temporeggiare,ora è il momento!Parlane subito con tuo marito e agisci!
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Questa è meravigliosa. Ha il tocco di Andy Wahrol e l’espressività di Un Basquiat. Ma come fai a esprimere cosi tanto di te stessa. Deve esserci un lavoro profondo e doloroso dentro i meandri della tua psiche. Si evince il rapporto complicato madre-figlia, ma vi è anche la dolcezza delle carezze di tua nonna quando raccoglievate le margherite nei campi assieme.M_E_R_A_V_I_G_L_I_O_S_O
non ti dispiace che salvo l’opera sul pc? voglio mandarla io al Gam…dopo la pausa pranzo ivviamente
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In questa l’uso degli occhiali rivela la tua difficoltà a rapportarti con il mondo che non ti capisce e non ti apprezza:senza ombra di dubbio. Anche Van Gogh è stato ripudiato da tutti,solo il fratello lo capiva. Vi è poi quel rosa tenue tendente al bianco ocra che è una prova inconfutabile delle tue bellissime insicurezze dovute al non essere accettata dal uomo moderno espressione del tuo rifiuto al consumismo abietto. STUPENDA.
Scusami ma ora devo andare in bagno a godere “veramente” di questo dono mandato dal cielo
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Maestra (d’arte) Carriolina,
eravano in 8 colleghi seduti al tavolino del bar che ridevamo come dei pazzi,quando arriva la ragazza(napoletana) a portarci i panini e ci chiede cosa sta succedendo.Allora in due minuti le spieghiamo la situazione e le facciamo leggere il post intero. Appena finito di leggere fa (mi scuso per il mio napoletano scorretto)
“Ma vèramnt, chesta è ‘na normale? Comme sta combinata, tene ‘e pigne dint’ ‘a capa. Pare ‘nu presepe scassato, senza manco ‘nu filo ‘e vergogna.”
😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂
Grazie di esistere🙏 a stasera se ci sei o a domani,quando vuoi
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Carlgen, 🤣 🤣 😂 🤣
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😄 Santo sono solo a pagina 15,un libro avvincente.Quando ho finito se vuoi te lo presto😉
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Assolutamente, Carlgen 🤣 😂
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Oggi leggendo il pezzo di Travaglio, mi è tornata in mente questa canzone…
Eravamo quattro amici al bar
che volevano cambiare il mondo
destinati a qualche cosa in più
che a una donna ed un impiego in banca
si parlava con profondità di anarchia e di libertà
tra un bicchier di coca ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi farò.
Eravamo tre amici al bar
uno si è impiegato in una banca
si può fare molto pure in trementre gli altri se ne stanno a casa
si parlava in tutta onestà di individui e solidarietà
tra un bicchier di vino ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi però.
Eravamo due amici al bar
uno è andato con la donna al mare
i più forti però siamo noi
qui non serve mica essere in tanti
si parlava con tenacità di speranze e possibilità
tra un bicchier di whisky ed un caffè
tiravi fuori i tuoi perché e proponevi i tuoi sarà.
Son rimasto io da solo al bar
gli altri sono tutti quanti a casa
e quest’oggi verso le tre son venuti quattro ragazzini
son seduti lì vicino a me con davanti due coche e due caffè
li sentivo chiacchierare han deciso di cambiare
tutto questo mondo che non va.
Sono qui con quattro amici al bar
che hanno voglia di cambiare il mondo.
E poi ci troveremo come le star..
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La diagnosi è facile: trattasi di sindrome di Stoccolma . Si siamo innamorati del nostro aguzzino a tal punto che lui ci vuole liberare da sé stesso e noi vogliamo il contrario . Ma si può essere più cretinamente perduti ?
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Stimare Marco Travaglio come il miglior giornalista italiano ( questo il mio parere) non vuol dire “adottare la sua linea politica”(??).
Sono quasi sempre d’accordo con Travaglio ma ad esempio proprio su Bettino Craxi ( e anche su Sigonella) ho opinioni diverse, molto meno riduttive alla figura di un gaglioffo tangentomane. E, udite udite, pure su Berlusconi ho qualche distinguo significativo.
Quindi non so a chi si riferisce la new entry “linearpippus”…
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Qui siamo al livello di “ha fatto anche cose buone”.
Se sei al governo ti capita anche di far costruire una utilissima autostrada o stringere accordi particolarmente convenienti o aumentare stipendi e diminuire disoccupazione. Ma se ti intaschi denaro pubblico, devasti le casse dello stato o ti fai leggi su misura per salvarti dai processi che sicuramente ti inchioderanno, beh… non sei un santo e non difendi la patria.
Sei solo un opportunista schifoso, ladro e ti meriti l’oblio.
E ricordiamoci sempre che ogni euro pubblico rubato avrebbe potuto essere messo in sanità o pensioni o servizi per noi.
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Si scrive NATO, si legge MORTE…prima la smantellano meglio è per tutti!
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Quello che non si dice è che dopo la riunione del Consiglio superiore di difesa l’Italia è di fatto in guerra. al contrario della seconda guerra nel Golfo l’astuto PdR (l’artefice della guerra contro la Jugoslavia promossa dal governo D’Alema, di cui era ministro della difesa) ha costruito la narrativa che l’Iran ha portato la sua azione militare a colpire interessi italiani e della Nato per cui in base ai trattati con gli USA noi dobbiamo fornire assistenza logistica e training per l’azione bellica in atto. Naturalmente nessun cenno al dovere costituzionale di agire in prima persona presso tutte le istanze coinvolte e i diversi livelli di diritto per l’immediata cessazione delle ostilità e il ripristino della coesistenza pacifica dei diritti sovrani delle nazioni e degli stati coinvolti. Per questa ragione gli aviogetti statunitensi si sono sentiti naturalmente autorizzati ad usare Sigonella per l’emergenza probabilmente causata dai sistemi di difesa antiaerea iraniani che stanno decimando le flotte aeree statunitensi e compromettendo la superiorità aerea di Tel Aviv. Quando Crosetto dice che non c’è alcun divieto di uso delle basi Nato-USA dice la verità per la prima volta da quando è ministro. Quello che chiedeva l’autorità italiana era semplicemente una burocratica email da parte del DOW, giustificativa del nulla osta che il PdR tramite il comunicato del Consiglio supremo della difesa https://www.quirinale.it/it/comunicato/presidente-mattarella-ha-presieduto-consiglio-supremo-difesa aveva sancito. Per amore della verità la signora che funge da PdC ha dovuto sottostare alla volontà del PdR anche se sa bene che questo significava che l’Italia diventa un legittimo target per le forze armate iraniane nella loro difesa da un aggressione militare fuori da ogni diritto internazionale vigente. Infatti, l’Iran si sta dimostrando uno stato di diritto esemplare nella capacità di muovere dentro il perimetro del diritto alla difesa e nell’attuale legislazione internazionale che delimitata i confini di una guerra tra entità statuali. Il tema delle ribellioni italiane ai diktat USA è molto affascinante ma deve essere perimetrato correttamente: finora tutti coloro che si sono opposti alle volonta dell’inquilino di White House sono finiti morti ammazzati, accusati di connivenza con la Mafia o esiliati a vita. In questo caso la ex-babysitter di Fiorello potrebbe, suo malgrado, affiancare il suo destino a quello di De Gasperi, Moro, Craxi e Andreotti. Sicuramente ciò le permetterebbe di avere un intero paragrafo nei prossimi volumi di storia contemporanea, ma credo che la sua condizione di underdog fedele alla linea suprematista bianca riesca a tutelarla a sufficenza. Giusto come annotazione Di Pietro in diverse interviste ricorda come alcuni dossier dell’avvio di tangetopoli provenissero dai servizi segreti non italiani…
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Libro letto anni 90 periodo già ammorbato dal Berlusconi
Maggio 2009
Il baratto. Il Pci e le televisioni. Le intese e gli scambi tra il comunista Veltroni e l’affarista Berlusconi negli anni Ottanta – Presentazione del libro di Michele De Lucia (Kaos Edizioni)
https://www.radioradicale.it/scheda/278935/il-baratto-il-pci-e-le-televisioni-le-intese-e-gli-scambi-tra-il-comunista-veltroni-e
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Anche io stimo Travaglio come giornalista, ma non mi faccio dettare la linea politica da Travaglio che è un conservatore impastato di qualunquismo antisocialista (attenzione, non ho detto che sia un qualunquista, non lo è, ma che è impastato di qualunquismo). Travaglio è di destra perché spesso e volentieri adotta soluzioni semplicistiche ai problemi complessi. Come l’idea che arrivando Trump avrebbe risolto la crisi ucraina in quanto pratico uomo d’affari. Nella realtà è arrivato Trump e invece di correggere gli errori di Biden aprendo una seria trattativa con Putin, gli ha concesso il tappeto rosso e quello si è messo tranquillo senza più bisogno di mediare. Poi, venendo a Craxi, la storia del socialismo italiano non si può ridurre a Craxi e lo stesso Craxi fra gli errori che commesso merita la giusta considerazione. Al di là di Sigonella Craxi non avrebbe sciolto le imprese pubbliche come fece Amato (lui il vero traditore) e non avrebbe trasformato le USL in “aziende” sanitarie. Poi questo continuo ricordare i rapporti di Craxi con Berlusconi è la mezza verità quando i comunisti di Napolitano, Veltroni e D’Alema avevano con il Berlusca i medesimi rapporti (qualcuno ha ricordato il libro il Baratto che ne parla).
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Al di là di Sigonella Craxi non avrebbe sciolto le imprese pubbliche come fece Amato
Si tratta di assertività tanto mera quanto infondata o hai basi solide per fare un’affermazione del genere?
Le privatizzazioni furono fatte da Amato perchè il suo ex capo, che tu cerchi di assolvere, aveva portato il debito pubblico al 100% e anche oltre.
L’Italia si apprestava ad entrare nell’Unione Monetaria Europea e serviva avere i conti in ordine.
Le privatizzazioni, pur con tutte le disfunzionalità con cui furono fatte, servivano proprio a quello: trovare risorse immediate per riequilibrare i conti pubblici.
Le fece Amato perchè era lui in quel momento il presidente del consiglio; ma le avrebbe fatte chiunque, Craxi compreso, al posto suo; perchè la situazione oggettiva del momento le richiedeva.
Quanto al fatto che altri avessero rapporti (certi tipi dirapporti) con Berlusconi non assolve Craxi; semmai dovrebbero essere condannati anche gli altri.
N colpevoli, fa N colpevoli non N innocenti.
Quanto al fatto che Craxi non sia stato l’unico a commettere illeciti, pur essendo vero, non lo assolve; ancor meno per il fatto che è stato condannato per 2 volte con sentenze passate in giudicato; per questo è scappato (non esiliato) ad Hammamet.
Ancora una volta
N colpevoli, fa N colpevoli non N innocenti.
Ottima invece la breve analisi che hai fatto nel commento di prima in cui hai smontat l’articolo mettendo a confronto la diversa realtà legaòe/processuale tra Italia ed Egitto.
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“Nella realtà è arrivato Trump e invece di correggere gli errori di Biden aprendo una seria trattativa con Putin,” ha cercato di imbrogliarlo provando a convincerlo, con lusinghe e promesse commerciali forse in parte vere, a rinunce strategiche o quanto meno a perdere tempo.
Vero, Travaglio non ha predetto la pericolosa follia aggressiva, predatoria e a tratti autolesionista dell’uomo Trump e della sua politica ma l’affarista imbroglione sembrava l’unica alternativa alla lucida volontà bellicista fino all’olocausto nucleare (tattico) dei burattinai perbenisti di Biden.
Purtroppo quei burattinai sono ancora al lavoro, affiancati dai ladri della banda Trump
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Credo tu abbia sbagliato a chi replicare
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Su Craxi fai delle valutazioni sbagliate e sostanzialmente rigidamente giustizialiste. Molti indizi portano a pensare che la linea che avrebbe seguito Craxi è assai differente da quella di Amato. Craxi è stato l’unico leader politico che si è dato da fare per salvare Moro. A questa osservazione a questo punto gli antisocialisti di professione rispondono che era solo per mettersi in bella mostra. Ma non è vero. Il PSI unitario, lombardiani e nenniani, e non Craxi da solo, fece un intero congresso a Torino per cercare anche le forme giuridiche per salvare Moro senza legittimare per questo le BR. E veniamo ai rapporti col PCI. E’ vero che Bettino esagerava con l’anticomunismo. Ma nel 1989 aveva indicato al PCI la corretta linea da seguire, i comunisti non avrebbero dovuto diventare liberaldemocratici formando il PDS ma fondare insieme ai socialisti un nuovo partito di unità socialista. La strada che tragicamente Occhetto e i suoi non vollero seguire. Perché volevano approfittare della crisi dei socialisti per entrare nel salotto buono e tanti saluti (questo è più vero per i malefici Napolitano, Veltroni e D’Alema che non per l’onesto Occhetto che era solo ingenuo e impreparato al ruolo). Anni prima Craxi aveva inviato a Washington il vicesegretario del PSI Signorile per avviare colloqui utili a favorire l’ingresso del PCI nell’area di governo mettendo fine alla conventio ad excludendum verso i comunisti italiani. Di tutte queste cose è vietato parlare anche grazie al fuoco di sbarramento portato avanti dal partito “manettaro” rigidamente guidato da Marco Travaglio. Anche legittimamente essendo questo conservatorismo impastato di qualunquismo la sua idea politica. Solo che noi facciamo male a seguirlo privandoci di un pensiero autonomo (e fondamentalmente socialista).
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E’ totalmente inutile fare la storia della politica politichese senza fatti accertati in mano; non mi interessa quella di oggi (campi larghi, campi stretti, Renzi si. Calenda forse), figuriamoci quella di 35-40 anni fa.
Gli indizi che non avrebbe fatto la privatizzazione di quelle che erano le società pubbliche sono e rimangono indizi e non fatti concreti, oggettivi.
Si, io sono un giustizialista, e me ne vanto; soprattutto perchè essere giustizialista significa essere garantista delle parti lese, non delle parti che offendono.
E questo non perchè lo dice Travaglio, il quale ha alle spalle una carriera da cronista giudiziario quindi in quell’ambito si muove bene; tolto l’ambito giudiziario Travaglio rimane un direttore (oltre che fondatore e azionista) di giornale; in quanto tale cerca di difenderlo anche a costo di fare il tizio con le tre campanelle e la pallina di gommapiuma nascosta tra le dita, riuscendoci bene peraltro.
Tanto per dirti come valuto Travaglio.
Con me valgono solo dati, numeri, fatti concreti; le opinioni anche se plausibili, rimangono tali; non diventano verità.
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concordo sulla linea che craxi cerco di indicare e sulla impietosa fine di una socialdemocrazia italiana finalmente unitaria che probabilmente avrebbe fatto argine al berlusconi che nessuno vedeva all’orizzonte, invece si scelse la creazione di una “cosa” che già alla nascita aveva in se i problemi che ha ancora oggi il PD, che non fece argine, ma fu letto di fiume che fece scorrere liberamente tutto il peggio a venire
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Delli Santi ha pubblicato il suo articolo su Analisi e difesa di Gaiani e quindi sembrerebbe titolato per scrivere con competenza sull’argomento trattato ma i suoi argomenti e le sue conclusioni sono totalmente appiattite sugli interessi dell’ “alleato affidabile”, l’amico amerikano, e, senza ammetterlo, prono a qualunque rinuncia di sovranità anche giurisdizionale (Sigonella) nel nome dell’amicizia con l’occupante, che peraltro non ricambia (caso Cermis).
Stranamente per un sedicente esperto di diritto internazionale, finge di ignorare che nel diritto penale internazionale non esiste una giurisdizione univoca (anzi, di regola è molteplice), né esiste uno strumento condiviso di soluzione dei conflitti di giurisdizione positivi.
Inopinatamente fa pure confusione tra preventive e preemptive war sostenendo che sia “legittima l’ autodifesa individuale o collettiva prevista dall’Articolo 51, da esercitare in risposta a un comprovato ‘attacco imminente’ (reale) … <mentre> … è pacifico che l’intervento armato degli Stati Uniti e di Israele sia andato oltre le previsioni della Carta, trattandosi di un ‘preemptive strike’: è la ‘guerra preventiva’ che il diritto internazionale non riconosce come legittima”.
Che confusione! E’ ovvio, almeno per chiunque non sia americano o sionista, che l’attacco all’Iran è un attacco non provocato, quindi illegittimo, e in “militar american english” dovrebbe essere definito come preventive war, salvo essere presentato come preemptive war, da chi ne voglia sostenere la legittimità.
Infatti, secondo la fantasiosa “”semantica”” ‘mmerikana, qui ben spiegata,
https://www.einaudiblog.it/guerra-preventiva-o-guerra-precauzionale-ecco-la-differenza/
“Una preemptive war è un attacco militare giustificato dalla certezza (al di là di ogni ragionevole dubbio) che l’obiettivo colpito è sul punto di iniziare a sua volta un attacco… una vera e propria guerra preventiva <in italiano corrente; a volere seguire l’etimo misterioso, bisognerebbe tradurre con un improbabile ‘prelazionale’>.
La logica della guerra preventiva (preemptive) è, dunque: “Io colpisco te, perché sono sicuro che tu stai per colpire me.”
Veniamo adesso alla preventive war. Si tratta di un attacco militare che viene iniziato nella convinzione che un attacco da parte dell’obiettivo, pur non essendo imminente, è però inevitabile, e che il temporeggiare comporterà, nel lungo periodo, un danno maggiore.
La logica, qui, è: “Io colpisco te adesso perché so che, se non lo faccio, tu colpirai me tra qualche anno.” Proprio perché manca del carattere dell’imminenza, sarebbe forse meglio tradurre l’espressione preventive war con “guerra precauzionale”, piuttosto che con “guerra preventiva”.
Se questi sono i termini corretti e le relative definizioni, che caz…pita voleva significare con il suo pezzotto il buon Delli Santi? Forse che con il trattato NATO siamo in una botte di ferro, l’Itaglia agisce (sarebbe meglio dire subisce) nel rispetto della Costituzione e del diritto internazionale?
A me sembra che, a dispetto dell’argomento sbilenco del pezzotto e della sceneggiata di Crosetto col finto diniego di atterraggio, le basi americane in Italia siano pienamente coinvolte nella guerra di aggressione all’Iran e quindi possano costituire legittimo bersaglio della risposta iraniana, e con esse anche lo sventurato Paese che le ospita, se fosse vero ha ancora una sovranità su di esse.
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Ma in tutto ciò… Di QUESTO non si parla da nessuna parte?
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Il post odierno e i commenti somigliano ad una trasmissione TV della domenica pomeriggio di qualche decennio fa.
C’è di tutto: dalla story tra duellanti vignetto-teorici, alle conoscenze profonde dei percorsi politici di esponenti “andati”, alle indiscusse “verità” su fatti, eventi, posizioni militari e chi più ne ha più ne metta.
Di certo è ammirevole il non essere capace di dire: è più grande di me per cui taccio.
Qualcuno avvisi l’estensore dell’articolo iniziale che la NATO ha cambiato mission ufficialmente proprio appena dopo la tregua della guerra contro la Serbia e allora Montenegro.
Da allora è dichiaratamente “offensiva” e non solo per “dispetto”.
Il cambio ufficiale avvenne con tutti i partecipanti e cambiò alcuni articoli dello Statuto.
La conseguenza per l’Italia fu notevole ma richiederebbe molto spazio e tempo e non si addice a fare da ammazzacaffè.
De facto modificò le condizioni necessarie alla parte seconda dell’art.11 della nostra Costituzione in cui i “limitati in opera” erano riusciti a ritardare la parte “negativa”.
Per questo motivo la parte prima dell’art.11 è da considerarsi inesistente in quanto impossibile da praticare.
Con molte organizzazioni fra cui anche la CGIL, consigli di fabbrica provammo a “fare causa” verso il principale responsabile, l’allora PdC on D’Alema.
E perdemmo grazie a quella Magistratura “indipendente” che al referendum ha voluto protestare per una presunta e possibile “prevaricazione” dell’esecutivo sul giudiziario.
In quel caso fu evidente che la nostra Magistratura, come tutte le altre di altre nazioni, non ha bisogno di essere messa “sotto il tacco”.
Lo fa da sè, autonomamente, ricoprendo egregiamente il ruolo di garanzia del mantenimento dello status quo.
La sentenza è un’opera esemplare di come ipocrisia, vigliaccheria, sottomissione a chi è militarmente più forte può essere “addolcita” e “mascherata” con abili narrative.
Se non ci fosse stata, l’attuale PdR, avrebbe potuto essere oggetto della procedura eccezionale equivalente in piccolo all’impeachment presente in altri ordinamenti.
Per dichiarazioni false al Parlamento.
Ma non per colpa cosciente, non se ne sarà neppure reso conto.
Grazie ad un abile “barbatrucco” giocando sul tempo tra la richiesta formulata da Rifondazione Comunista e il momento ufficiale che la UK comunicò la missione dei bombardieri lanciati verso l’inizio dei bombardamenti.
Per comica, fu addirittura Vespa a contribuire a rivelare il furbo inganno nascosto.
Ma immediatamente fu messo tutto a tacere perchè pochi si sarebbero salvati e probabilmente non per effettiva cognizione di causa.
E la corte calò la pietra sopra nella replica delle tante ambiguità in cui Italiani eccelliamo.
Non era colpa completa del governo D’Alema perchè era la prosecuzione di una scelta precedente del governo Prodi che però era caduto non potendo concludere l’assenso richiesto dagli USA per la piena utilizzazione dell’Italia come portaerei terrestre.
Ma al tempo stesso neanche del governo Prodi che lo avrebbe potuto fare solo dopo un assenso del Parlamento che non poteva venire appunto perchè mancava un governo che lo chiedesse.
E anche il PdR ultimo a dover dire OK non poteva farlo da solo senza Parlamento e già in procinto di essere cambiato per cui con aggiunto limitato potere.
Il gioco delle tre carte che va sempre bene quando tutti abbisognano di non restare con il cerino in mano.
Tanto poi bastava addossare a Rifondazione Comunista le responsabilità di altro per nasconderlo e alle centinaia di migliaia di protestanti nelle piazze, assemblee, interventi il ruolo di “estremisti pacifisti”.
Da allora la NATO può assurgere ad essere considerata equivalente alle organizzazioni “a scopo umanitario” che possono giustificare un intervento armato.
E il ridicolo è che ora lo stesso D’Alema, non più onorevole, rilascia interviste e fa interventi dichiarando genocida Israele e complice gli USA.
E’ difficile, e molti commenti qui lo comprovano: abituarsi a far convivere “ragione” e “torto” nella stessa presa di posizione.
Un ringraziamento a “carriolina” per l’elenco riportato della presenza militare USA in Italia in altro post, anche a Lyonheart70 e ad altri che si sono espressi in prima persona nella difficoltà oggettiva di sapere una parte e dover “supplire” al resto.
In ricordo di Fausto e Iaio e Francesco compagni “persi” troppo immediatamente dimenticati.
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