(Dott. Paolo Caruso) – Doveva durare due giorni. Poi si corresse, una settimana. È già trascorso il primo mese di guerra e ci si chiede se i consiglieri di Trump/Netanyahu fossero davvero informati? La loro scellerata impresa, a parte le Borse di mezzo Mondo, ha affossato la vita di tanti innocenti. Al suo esordio il bombardamento su Teheran uccise oltre 180 bambine della scuola vicina al covo di Khamenei. Non era in conto neppure lo Stretto di Hormuz, strategico per i carghi petroliferi, che oggi sta facendo impazzire le Borse in un altalenante su e giù con ulteriore arricchimento del Tycoon e dei suoi amici. L’economia dei Paesi dipendenti da quella energia (gas e petrolio), come l’Italia, si trova stamane ulteriormente squalificata da Moody ‘s. La scellerata improntitudine dell’ instabile Presidente americano, alleato succube del criminale Netanyahu, ha infiammato con la guerra all’ Iran i Paesi del Golfo Persico gettando il mondo nel terrore. La sua apparente nobile giustificazione, “quella di liberare il popolo iraniano dal regime teocratico degli Ayatollah”. Ma non sfugge, come nel caso del Venezuela, l’interesse al petrolio, il suo vero business. Ayatollah e Pasdaran ormai radicati in Iran da oltre cinquant’anni, con governi teocratici che hanno soffocato nel sangue qualsiasi protesta da parte degli oppositori, ben armati resistono fino ad oggi alla strategia farlocca di Trump, che millanta vittoria e cambiamento di regime in Iran. Il danno prodotto dalla guerra iniziata in maniera insensata e senza consultare preventivamente né l’ONU né la NATO, non può che avere conseguenze negative. Il danno è immane, in termini di vite umane e di economia, soprattutto se associato all’altro conflitto quadriennale di Russia-Ucraina, che soffoca speranze di pace planetaria a breve termine. E mentre il Mondo subisce uno dei momenti più bui, il Tycoon si diverte a presentare con soddisfazione cinica e irridente il nuovo salone delle feste, costato alle casse americane circa 400 miliardi di dollari. Ci conferma che “servirà alle grandi feste con i suoi amici, e gli sfarzosi festini da fare invidia a quelli settecenteschi del Re Sole a Versailles”. Così mentre il Titanic affonda, in coperta si balla! L’ opera intanto è stata bloccata dal giudice federale, Richard Leon, su richiesta del National Trust, ma il megalomane Tycoon, mentre il Mondo sta con il fiato sospeso per gli eventi bellici, non si arrende e cerca di manipolare il voto della commissione. L’ altra metà del pianeta prova a riorganizzarsi, la Cina strabuzza gli occhi verso Taiwan e Putin continua la sua affermazione nella guerra contro l’ Ucraina. L’ Europa o meglio il suo fantasma parla meno di quello di Macbeth. E l’ Italia senza schiena dritta risulta ondivaga in cerca di orientamento. La Premier Meloni con il ” non condivido né condanno ” mostra ambiguità colpevole di cui piange gli effetti in danni economici e politici. Trump infatti dalla sua ” Servetta italiana ” pretende tutto senza concedere nulla. Il berrettino rosso MAGA in mano al Ministro degli Esteri Tajani al ” Board of Peace ” è tra le stimmate più vergognose del nostro governo.