
(Tommaso Merlo) – Trump sta negoziando con l’arteriosclerosi non con l’Iran e sta pure soccombendo. Mette e toglie ultimatum da solo vantandosi della grandiosa vittoria mentre barcolla come un bullo da bar qualsiasi e il mondo tiene il fiato sospeso per lo sbarco. Davvero importante amare i propri figli in modo che non facciano del male a se stessi e al mondo. Vale per Trump come per tutti coloro che lo hanno votato e la mafia lobbistica che lo manipola. Davvero fragile la democrazia in tempi di pandemia egoistica devastante. In attesa dello sbarco imperversano manovre diversive come prima di quello in Normandia anche se oggi tutto puzza più di invasione della Polonia. A furia di servire il dio danaro, l’Occidente ha svenduto pure l’anima e da paladini del mondo libero siamo diventati aggressori sanguinari di chiunque osi infastidire la nostra egemonia. Davvero importante l’educazione, invece che insegnare odio e paura dobbiamo insegnare ai nostri figli come abbattere ogni muro mentale perché è la pace il bene supremo sia personale che collettivo. Ma nel frattempo il mondo tiene il fiato sospeso per lo sbarco e si chiede chi e cosa possa stoppare Trump. Se avesse una coscienza sana si potrebbe appellare a quella, ma oggi per fare politica non serve e Trump la sua l’ha barattata con Epstein in cambio di ragazzine. Neanche il cervello di Trump ci può aiutare, da narcisista patologico non cagava nessuno già prima, figurarsi oggi in pieno marasma senile. Snobba perfino i suoi generali mentre si pavoneggia circondato da imbarazzanti signorsì che nemmeno Kim Jong Hun. Potrebbero essere le bare di soldati americani a stoppare Trump. Dopo decenni di sanzioni la soglia di dolore dei persiani e infatti a livelli palestinesi, gli americani vanno invece nel panico guardando i telegiornali e facendo la spesa. La crisi intestina è poi tale che se Trump fa crepare soldati americani per gli assurdi deliri sionisti o per qualche sconcio scheletro personale, è la volta che finisce a testa in giù. Al momento ha inviato qualche migliaio di incursori, ma per invadere un paese vasto come l’est europeo di oltre novanta milioni di persone ci vuole ben altro. Iraq docet e Afghanistan pure. Gli americani potrebbero avere in mente una azione terroristica o una operazione simbolica per salvare il faccione arancione del presidente e good bye. Del resto gli americani abbandonano le guerre con la stessa facilità con cui le scatenano e sanno anche loro che se entri in una guerra di logoramento preparato per una guerra lampo, sei fottuto. Ma a stoppare Trump potrebbero anche essere i titoli di stato americani o meglio la bancarotta, a quel punto perfino la mafia lobbistica sarebbe costretta a rinculare insieme agli oligarchi. Se va a fuoco la giungla di mercato, si salvi chi può. Perfino la mega lobby sionista sarebbe costretta a togliere il cappio al suo burattino presidenziale perché se crollano economicamente gli Stati Uniti rimangono soli e nudi circondati da decine di milioni di arabi, persiani e turchi col coltello tra i denti e pure affilatissimo dopo il genocidio del secolo. Già, l’arma economica iraniana è peggiore dei missili ipersonici, non solo la chiusura ermetica dello Stretto ma anche quella del Mar Rosso con gli Houthi dello Yemen più arzilli che mai. Roba che torniamo alla circumnavigazione dell’Africa come ai tempi di Vasco da Gama col rischio di non poterci più permettere tutta la spazzatura che produciamo. Americani e sionisti hanno sganciato l’inferno sull’Iran ma che a stoppare Trump sia una resa persiana appare improbabile per adesso, la Repubblica islamica è determinata a vendere cara la pelle e ogni crimine di guerra la rafforza. Un conto è demolire edifici dal cielo, un conto vincere le guerre. I sionisti hanno bombardato un buco come Gaza a tappeto per due anni senza ottenere nulla, figuriamoci con un paese immenso come l’Iran e con un esercito vero. Anche la resistenza libanese doveva essere piegata ed invece sta battendo ogni record di carrarmati sionisti frantumati. Pezzi grossi israeliani criticano apertamente Netanyahu che li ha trascinati in una guerra totale senza vincerne mezza e confessano che il loro esercito è sull’orlo del collasso. Stremato, traumatizzato ma anche senza mezzi e motivazioni e col paradosso che potrebbe essere la lobby sionista a Washington a supplicare di nuovo Trump di placare la furia dei Pasdaran prima di fare la fine dei profughi palestinesi. Non resta che attendere col fiato sospeso uno sbarco americano che puzza più di Polonia che profumare di Normandia, tante incognite e poche certezze come la fragilità della democrazia in tempi di pandemia egoistica devastante. Come l’importanza di amare i propri figli ed insegnarli ad abbattere ogni muro mentale essendo la pace il bene supremo sia personale che collettivo.
“Non potranno mentire in eterno.
Dovranno pur rispondere,
prima o poi,
alla ragione con la ragione,
alle idee con le idee,
al sentimento col sentimento.
E allora taceranno:
il loro castello di ricatti,
di violenze,
di menzogne
crollerà”.
(Pier Paolo Pasolini)
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Gli USA sembrano ricalcare l’impero romano, prima con gli imperatori folli tipo Tiberio con le sue stravaganze sessuali, poi con Caligola, quello appena mandato via, che non ha fatto in tempo a nominare senatore un cavallo, quindi Nerone megalomane e incendiario.
Adesso hanno pure dichiarato guerra ai Parti.
Perseverare autem diabolicum
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