In certi accampamenti ci sono bambini educati a rubare per conto della comunità famigliare. Nelle scuole si fa molto, si fa quel che si può, che non è sempre molto. Dovevano proprio prendersela con una piccola comunità forse piena di illusioni, ma condotta da princìpi solidamente regressivi nella civiltà del progresso?

(di Giuliano Ferrara – ilfoglio.it) – Da mesi processiamo una famiglia angloaustraliana che voleva tenere tre figli in un boschetto, al riparo dalla civiltà relazionale di Trescore Balneario, risparmiando sapone, magari, cercando pulizia nel contatto con animali e natura e acqua del pozzo, sfiduciata nello sviluppo scolastico, fiduciosa sopra tutto nell’apprendimento casalingo e nei suoi ritmi dissonanti con l’obbligo, estranea al mondo digitale e alle sue relazioni pericolose, a rischio al massimo di una intossicazione da funghi porcini, innamorata dell’Italia e dei suoi valori, addirittura. E non ci rendiamo conto, nel paese che da cinquant’anni fa di Pier Paolo Pasolini un Santo laico del finto pensiero cattolico, dell’enormità di quello che è successo nel mondo dell’igiene assoluta e dell’obbligo praticato, nel mondo stregato e fatato della civiltà educativa spinta, non solo le coltellate, lo smartphone al collo, la scacciacani nello zaino, il manifesto dal titolo neocontemporaneista, “La soluzione finale”, tradotto con l’AI, l’isolamento, il disprezzo per l’umanità, la fobia omicida verso i genitori e gli insegnanti, la competizione per il buon voto in forma di bullismo estremo contro la profia, la sensazione di impunità del tredicenne non processabile.
Ora il Cretino Collettivo che ha dannato e perseguitato i coniugi Trevallion, con il cestino da picnic e tutto il resto, si sente edificato e assolto da una bella lettera di perdono, di comprensione, di empatia verso il piccolo carnefice potenziale, di solidale riconoscimento della comunità in cui vive, di amore eterno per la scuola, scritta dall’ospedale dalla professoressa mezza ammazzata e dettata al suo avvocato. Cosa fatta capo ha. Invece questa storia di Trescore Balneario, di un bambino che non conosce il bosco, il vento, la penuria, la fatica e l’allegria della famiglia, ma vive nella foresta dei simboli e delle immagini TikTok, nella pazzia di Telegram, nel divorzio suburbano di una famiglia disfunzionale, avrebbe molto da insegnare a una società distratta dai peggiori pregiudizi di stato, sicura del fatto suo solo se certificato dai servizi sociali e dai magistrati minorili del partito del No, pronta a separare di forza ciò che l’amore e i cani e gli asinelli e le galline avevano unito in un trabiccolo di casa così lontano dalla villetta dei suburbia. Un caso isolato, raro, non replicabile, libero. Intanto bisognerebbe apprendere un semplice: non giudicate se non volete essere giudicati; e magari schiaffeggiati da un genitore preoccupato della discriminazione del voto e da una autorità diversa dalla sua nella competizione scolastica oppure pugnalati nella finzione triste della Soluzione finale, l’igiene del sangue, la psicologia dell’agguato, la pulsione a essere nel non essere degli altri. Eppure in casa di Repubblikas ce l’avevano uno psicoterapeuta intelligente, il primo che ho incontrato sui giornali, il professor Giuseppe Lavenia che insegna anche a Chieti, a due passi dal bosco e dai suoi bambini, e che spiega con tecnica e vera empatia quel telefonino appeso al collo che risolve l’azione nel suo contenuto, l’esperienza nella sua rappresentazione, tutta bonanza per un ragazzino che si sente invisibile, frustrato, unico, e che trova nella violenza lo sbocco di una peculiare forma di civiltà.
Da qualche parte in Sicilia ci sono bambini tenuti nella merda dalla comunità di un guru. In certi accampamenti ci sono bambini educati a rubare per conto della comunità famigliare. Nelle scuole si fa molto, si fa quel che si può, che non è sempre molto, si fa più di molto, ci si ama e si comunica l’eros eterno dell’insegnamento, e che Dio preservi lo spirito repubblicano e laico della scuola, che si estenda la comprensione laica anche all’educazione cattolica, per carità. Esempi di familismo amorale e immorale, anche nella scuola anarchica che abbiamo costruito in mezzo secolo di cazzate, anche nella famiglia destrutturata che abbiamo amato e promosso in nome della libertà, sono molti e parlanti. Dovevano proprio prendersela, quelli del servizio sociale di procura, con una piccola comunità forse sbalestrata, piena di illusioni e magari di pessime idee, ma condotta da princìpi solidamente regressivi nella civiltà del progresso?
Ci sono altri bambini che non sono nel bosco ma sotto terra a Gaza . Sono 20.000 e a Ferrara non interessano minimamente ma in compenso continua ad affliggerci con questa storiella da libro cuore fino allo sfinimento.
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Il sig. Ferrara (informatore della Cia, per sua stessa ammissione, tra il 1985 e il 1986) finge di ignorare che…
GLI INTERVENTI DEI SERVIZI SOCIALI E DEI GIUDICI RIGUARDANO SOPRATTUTTO LE COMUNITÀ ROM E SINTI…
Qualche esempio:
-MILANO. OTTOBRE 2025 DIECI BAMBINI CHE VIVEVANO NEL CAMPO ROM DI VIA SELVANESCO A MILANO SONO STATI TRASFERITI IN COMUNITÀ PROTETTE;
-TORINO. IN QUESTI MESI, OLTRE 20 BAMBINI ROM SONO STATI TRASFERITI IN COMUNITÀ PROTETTE O DATI IN AFFIDAMENTO.
La Polizia locale e i Servizi Sociali avevano accertato che, in assenza di acqua corrente ed elettricità, non erano garantite le condizioni igieniche minime previste dalla legge.
Si veda: https://torinocronaca.it/news/torino/581443/bimbi-rom-segnalazioni-in-aumento-quasi-uno-su-5-allontanato-dalla-famiglia.html
Inoltre:
-UNO STUDIO dell’Università di Verona HA REGISTRATO OLTRE 200 MINORI ROM E SINTI DICHIARATI ADOTTABILI DAI TRIBUNALI.
-UN ALTRO RAPPORTO, condotto dall’Associazione 21 luglio, HA STIMATO CHE NEL LAZIO, TRA IL 2006 E IL 2012, SONO STATI DICHIARATI ADOTTABILI 117 BAMBINI ROM, CIRCA UN DECIMO DEL TOTALE.
L’informazione… questa sconosciuta.
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e quelli che arrivano”non accompagnati” che fine fanno?
Mi fanno pure schifo quelli che ti dicono ….”aiuta i Bambini di Gaza”… quali quelli rimasti se ne sono rimasti… pezzi di m….a!
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L’Elefantino non sa leggere oppure non sa fare il suo mestiere, ma è solo un mestatore
“Al netto dei MSNA, i dati segnalano 330.884 minorenni in carico a fine anno e 355.844 nel corso del 2024.
Per quanto riguarda l’affidamento familiare, al 31 dicembre 2024 risultano 15.870 minorenni inseriti in una qualche forma di affidamento, dato comprensivo dei MSNA; nel corso dell’anno il valore sale a 17.315. Al netto dei MSNA, i dati segnalano 15.075 minorenni in affidamento familiare al 31 dicembre e 16.246 beneficiari nel corso dell’anno.”
fonte: https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/dati-sui-bambini-e-gli-adolescenti-in-carico-ai-servizi-sociali-e-fuori-dalla-famiglia-di-origine
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Caro Ferrara ,
quei bambini oltre che in pessime condizioni igieniche ed in semianalfabetismo si trovavano in pessimo stato di salute e la madre si è rifiutata di curarli o farli curare.
Ma di cosa stai parlando??!!! Devi forse arruffianarti La Russa?
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