I giovani comprendono, valutano, giudicano e quando possono scelgono. Anche contro le aspettative di chi li ha troppo a lungo sottovalutati

(di Alessandra De Guilmi – ilfattoquotidiano.it) – L’idea che i giovani siano privi di coscienza sociale ed etica, disinteressati a ciò che accade intorno a loro e incapaci di leggere il presente – politico e lavorativo – è, oggi più che mai, un errore grossolano. E diventa ancora più grave quando a commetterlo è chi, per mandato elettivo, dovrebbe occuparsi proprio del loro presente e del loro futuro.
È probabile che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ritenuto sufficiente aggiornare il linguaggio e adattare i canali comunicativi per intercettare consenso tra le nuove generazioni. Da qui, forse, la scelta di partecipare a format come Pulp Podcast, alla vigilia di un passaggio delicato come quello referendario. Una mossa che tradisce una convinzione di fondo: che basti parlare “come i giovani” per convincerli.
Ma i giovani non sono un pubblico da intrattenere: sono una generazione che vive quotidianamente una realtà fatta di precarietà, limiti e opportunità negate. Una generazione che si confronta con un contesto in cui il dissenso viene spesso stigmatizzato, quando non apertamente ostacolato. Dalla scuola ai luoghi di aggregazione, fino al mondo del lavoro e alle grandi questioni internazionali, come il dramma ancora in corso a Gaza, i giovani dimostrano tutt’altro che disinteresse o inconsapevolezza.
Colpisce, piuttosto, la distanza tra la retorica e i risultati. A fronte di promesse ambiziose – incentivi all’occupazione giovanile, sostegno alle startup, un più efficace collegamento tra formazione e lavoro, accesso al credito, misure per l’autonomia abitativa e familiare – il bilancio appare deludente. Molti di quegli impegni sono rimasti tali, senza tradursi in interventi strutturali capaci di incidere realmente sulle condizioni di vita delle nuove generazioni.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un numero crescente di giovani sceglie di lasciare l’Italia, non per spirito di avventura, ma per necessità. Cercano altrove ciò che qui non trovano: stabilità, prospettive, possibilità concrete di costruire un futuro. Emblematica, in questo senso, è la vicenda del voto fuorisede. Annunciato come un passo avanti verso una maggiore inclusione democratica, si è trasformato nell’ennesima promessa disattesa. Un segnale che alimenta la percezione di una distanza profonda tra parole e fatti.
Forse è proprio questo il nodo centrale: i giovani non sono ingenui né manipolabili. Comprendono, valutano, giudicano. E, quando possono, scelgono. Anche contro le aspettative di chi li ha troppo a lungo sottovalutati. E forse è proprio questo che si è temuto in questo referendum: che, dando loro piena voce, l’ago della bilancia avrebbe finito per orientarsi verso un esito scomodo.
“È probabile che la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia ritenuto sufficiente aggiornare il linguaggio e adattare i canali comunicativi per intercettare consenso tra le nuove generazioni.”
Una ragazza, ieri a piazzapulita, ha detto che “loro” conoscono quei canali di comunicazione… e sgamano subito gli inghippi, i raggiri, la propaganda di chi non ne mastica il linguaggio. ..
L’hanno beccata subito, la Pinocchia!
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Come a scuola: ” colpita e affondata “.
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La diversamente alta, sinuosa e giovane della coppia Melagnez, si deve essere fermata al titolo Psicologia delle masse e analisi dell’Io di Sigmund Freud.
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Ragazzi, dobbiamo continuare a bearci di avere sgamato l’infido linguaggio della Pesciarola di cui parla la facciulla di piazza Pulita (ci voleva poco per riuscirci)?? NO GRAZIE! ALTRE INCOMBENZE PREMONO! Tanto più che la stessa borgatara pare voglia ricorrere a elezioni anticipate per cercare (dolce illusione) di raccogliere gli ultimi frammenti di popolarità dei mitici (falsi) sondaggi regolarmente disattesi.
Mi riferisco all’opera di attrezzarci per vincere le non so quanto prossime elezioni. Il sotto testo delle dichiarazioni della stessa fanciulla ci dice che i giovani sono perfettamente in grado di sgamare ANCHE le supercaxxole che hanno altre origini. QUALI?? Quelle del PD, vivaddio! Che ancora deve capire che questo voto non si tramuta automaticamente in gloria per i partiti. Anzi, è probabile che gli stessi giovani ritornino ad eclissarsi se l’offerta politica dei pidioti (soprattutto) sarà ambigua, come sempre del resto. Detto per inciso, le statistiche affermano che il gradimento popolare per i partiti è del 18% mentre quello per i magistrati è (stato) del 51%. Vorra dire qualcosa, no?
Onde per cui bisogna dare una spinta al lavori per costruire un’opposizione valida. Per cominciare occorre far capire ai tetragoni che l’alleanza con Renzi&Calenda (è il mio chiodo fisso, e ne ho ben donde, caxxo!) sarebbe come appendere una corona di aglio al collo di Dracula (leggasi elettorato). Vadano avanti a stringere accordi col cdx, il loro habitat naturale! Il resto (programma, primarie ecc.) verrà da sé! Augh, ho detto!
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Ci vorrebbe uno così:
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