TRUMP AI NEGOZIATORI IRANIANI, ‘FACCIANO I SERI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI’

(ANSA) – “I negoziatori iraniani farebbero bene a comportarsi seriamente, presto, prima che sia troppo tardi”: è il monito del presidente americano Donald Trump lanciato sul social Truth.

“I negoziatori iraniani sono molto strani. Ci stanno implorando per fare un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati obliterati militarmente con zero chance di riprendersi, ma – scrive il presidente americano – pubblicamente affermano che stanno solo visionando la nostra proposta. SBAGLIATO!!! Farebbero meglio a fare i seri presto, prima che sia troppo tardi”, perché in questo caso “NON SI TORNA PIU’ INDIETRO”.

TRUMP RIBADISCE, ‘L’IRAN ERA A DUE SETTIMANE DALL’ATOMICA’

(ANSA) – Donald Trump ha ribadito la sua convinzione che l’Iran “era a due settimana dal produrre l’arma nucleare quando ho attaccato”. Parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso ha poi insistito che gli Stati Uniti hanno “vinto la guerra” contro l’Iran “nei primi due giorni” dell’operazione ‘Epic Fury’.

TRUMP AMMETTE, ‘COSTI BENZINA SALITI MA DOVEVO ELIMINARE IL CANCRO IRAN’

(ANSA) – Donald Trump ha ammesso che i costi della benzina e della vita in generale sono saliti da quando ha lanciato la guerra contro l’Iran. “Ma dovevo eliminare il cancro che è Teheran”, ha detto surante un evento a Washington. “Ora ricostruiremo l’economia più forte del mondo”, ha aggiunto accusando poi i democratici dell’inflazione.

TRUMP, ‘NEGOZIATORI IRANIANI TEMONO DI ESSERE UCCISI DA TEHERAN’++

(ANSA) –  “I negoziatori iraniani temono di essere uccisi da Teheran”. Lo ha detto Donald Trump parlando alla cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso a Union Station, la stazione di Washington.

PENTAGONO E CENTCOM STANNO LAVORANDO AL COLPO DI GRAZIA PER L’IRAN’

(ANSA) – “Il Pentagono e il Comando Centrale dell’esercito degli Stati Uniti stanno lavorando a piani militari per un ‘colpo finale’ contro l’Iran, che potrebbero includere l’impiego di forze di terra e una serie di bombardamenti massicci”, secondo due alti funzionari americani e due fonti a conoscenza della questione che hanno parlato con Channel 12.   

Un’escalation militare è vista come probabile se non si registreranno progressi nei colloqui diplomatici. Tra le opzioni del ‘colpo di grazia’, oltre all’invasione dell’isola di Kharg, principale centro di esportazione del petrolio iraniano, anche l’invasione dell’isola di Larak, da dove Teheran esercita il controllo sullo Stretto di Hormuz. La postazione strategica include bunker, mezzi offensivi in grado di far esplodere navi e petroliere e radar che monitorano i movimenti nello Stretto.

Secondo Channel 12, le ipotesi d’attacco americane comprendono anche “la presa dell’isola strategica di Abu Musa e di altre due piccole isole, situate vicino all’ingresso occidentale dello Stretto, controllate dall’Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti. E il blocco o il sequestro di navi che esportano petrolio iraniano sul lato orientale dello Stretto di Hormuz”.

Alcuni funzionari negli Stati Uniti ritengono che “una dimostrazione di forza schiacciante che ponga fine ai combattimenti creerebbe una leva maggiore per i negoziati di pace, oppure semplicemente darebbe al presidente Trump qualcosa da indicare per dichiarare una vittoria”. L’esercito americano – riferiscono le fonti dell’emittente israeliana – “ha anche preparato piani per operazioni di terra in profondità nel territorio iraniano, con l’obiettivo di prendere il controllo dell’uranio arricchito nascosto nei siti nucleari”. In alternativa a un’operazione così complessa e rischiosa, gli Stati Uniti potrebbero scegliere di effettuare attacchi aerei su larga scala contro gli impianti nel tentativo di impedire all’Iran l’accesso al materiale