(Stefano Rossi) – Si stava ancora festeggiando la vittoria del NO al Referendum che già si parlava di elezioni, di governare, di campo largo.

Siamo pronti a governare” si sbilanciava Schlein, quella che non riesce a governare nemmeno dentro il Pd.

Otto e Mezzo, di nuovo a chiedere chi mai possa essere il leader di questa coalizione.

Come se il problema fosse questo.

Tutti abbiamo capito che serve prima il programma che, evidentemente, non è possibile stilarlo per un motivo molto semplice.

Primo. Lo avrebbero già fatto se ci fossero le condizioni.

Secondo. Il problema di questo campo largo si chiama Pd; che nasce bifido: quelli di sinistra e quelli di centro, sono spesso tra loro divisi. Poi, quelli di sinistra, divisi ancor di più tra loro, con i renziani visti come dei marziani.  

Sulla politica estera, sul Referendum, sul sociale, sull’economia, sulle guerre, sono sempre e costantemente divisi e in lotta tra loro.

E spesso si trovano bene con quelli al governo; vedi Fassino alla Knesset con i colleghi della Lega e Forza Italia. O quando si vota per buttare miliardi in favore dell’Ucraina.

E non si intravedono spiragli.

Elly Schlein non comanda nulla dentro il Pd. Se fosse vero il contrario, uno come Fassino sarebbe stato messo alla porta con un calcio nel sedere.

I partiti politici sono “enti di tendenza”, cioè, organizzazioni dove prevale lo statuto funzionale all’ideologia, al pensiero che unisce tutti i suoi partecipanti.

Chi si mette fuori da questa “tendenza”, è lecito che venga escluso.

Così, da decenni, tutte le sentenze della giurisprudenza, di merito e di legittimità.

Quindi, per concludere, il problema non sono gli altri partiti della coalizione, il problema è il Pd e la sua segretaria che, al momento, non può fare nulla per cambiare le regole.

Una sola cosa si potrebbe sperare in questo manicomio.

Eleggere un leader con il potere di cacciare un tesserato di qualsiasi partito faccia parte della coalizione. Una specie di super segretario che non ha poteri all’interno dei singoli partiti, però con il potere di cacciare chi si mette contro il programma stilato e contro gli statuti di tutti i partiti della coalizione.

Mi rendo conto che è più facile sentire Fassino dispiaciuto per il genocidio del popolo palestinese.

Ma non vedo alternative.