Le indicazioni del filosofo per battere Meloni

(ilfattoquotidiano.it) – “La vittoria del No è un segnale. La Meloni farebbe bene a capire il significato di questo voto, che va ben al di là del referendum. E speriamo che lo capisca anche la cosiddetta opposizione“. Con queste parole, pronunciate a Otto e mezzo, su La7, il filosofo Massimo Cacciari commenta il risultato del referendum sulla giustizia, dove il No ha prevalso con una percentuale intorno al 54% e un’affluenza significativa. Un monito severo, rivolto non solo alla maggioranza di centrodestra ma soprattutto al centrosinistra, che secondo Cacciari rischia di sprecare un’occasione preziosa se non sa leggere con intelligenza strategica il messaggio arrivato dalle urne.
Il filosofo riconosce che a destra esiste una leadership consolidata, a differenza del centrosinistra. Alla domanda di Lilli Gruber sulle primarie come possibile soluzione, Cacciari smonta l’idea con realismo tagliente. L’unica volta in cui le primarie hanno funzionato davvero come mobilitazione reale, ricorda, è stata con Romano Prodi: “Si sapeva perfettamente il vincitore, e quindi fu un fatto di mobilitazione collettiva”. Oggi, invece, “se fanno le primarie si scannano e si fanno male”.
E allora come si costruisce un’alternativa credibile? “Si devono mettere d’accordo”, risponde secco Cacciari. Prima di inseguire nomi o facce, l’opposizione deve affrontare i punti di debolezza che il referendum ha messo in luce nella proposta della maggioranza di Giorgia Meloni.
Il primo è la questione meridionale e le disuguaglianze crescenti: “Non è possibile andare avanti moltiplicando le disuguaglianze – avverte il filosofo – non è possibile continuare ad andare avanti con i tabù, che sono anche delle opposizioni, sul fatto che i ricchi non si tassano o che la patrimoniale non si può fare. Devono dire qualcosa di preciso in base alle politiche sociali e fiscali”.
Il secondo punto dirimente riguarda la guerra e la politica estera: “Tre quarti dei giovani sono andati a votare perché non ne possono più di queste politiche di guerra, dove non si esprime nessuna strategia per arrivare a una prospettiva di accordo, né per l’Ucraina, né per l’Iran. Ma neanche per la Palestina e Israele hanno detto una parola che si sia capita“.
E aggiunge: “Cosa me ne frega delle primarie! Ma che organizzino un programma serio politico su queste questioni. Solo allora i giovani andranno a votare e forse si potrà vincere la Meloni“.
Il filosofo invita a una lettura strategica dei dati del referendum, che indicano con chiarezza il terreno su cui l’opposizione dovrebbe costruire il proprio progetto: “Le forze politiche devono formare questo programma e poi potranno presentare qualcuno come candidato alla presidenza del Consiglio”. Senza perdere tempo in discussioni premature su leader o primarie.
Alla domanda se abbia in mente un nome preciso, Cacciari risponde con onestà: “No, ma penso che, dopo il referendum, il partito di maggioranza dell’opposizione è il Pd e quindi il candidato alla presidenza del Consiglio potrebbe essere Elly Schlein. Mi sembra logico, sic stantibus rebus“.
Precisa però che nei prossimi mesi le cose potrebbero evolversi, e che la vera priorità resta un accordo preventivo su un programma condiviso piuttosto che “la faccia” del candidato premier.
Infine, Cacciari lancia un altro avvertimento al centrosinistra: “È importante che il centrosinistra si presenti con una squadra di governo. In questi anni non hanno capito che per fare l’opposizione occorre fare il governo ombra. Agli elettori interessa anche questo”.
“Il secondo punto dirimente riguarda la guerra e la politica estera..”
No bello mio, proprio no: questo è il primo punto, il primo vero nodo da sciogliere. Parli di disuguaglianze da colmare con il pacco di miliardi destinati alle armi?? Ma la tinta a capelli ti ha bruciato i neuroni?
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va be, a prescindere dal punto primo o secondo il succo del discorso è che devono mettersi d’accordo, quindi non andranno mai al governo
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come si costruisce un’alternativa credibile? “Si devono mettere d’accordo”
Ma come mai non ci abbiamo pensato prima? Risolto, dài!
A parte gli scherzi, il problema è il Rosatellum. È una cosa fuori dal mondo che si facciano le alleanze prima del voto. Le alleanze si fanno dopo alla luce dei risultati e dei conseguenti rapporti di forza. A quel punto si discute pure su chi debba essere il presidente del consiglio.
Eh, niente, dove mette le mani il pd fa danni…
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Ma infatti.
Al campo largo col PD (e giannizzeri tipo cip e ciop) è come credere agli gnomi. Magari poi lo faranno pure prima delle elezioni in qualche modo raffazzonato ma a vita corta.
Molto corta.
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Mah, vediamo cosa succede con la legge elettorale… dipende anche da quando si voterà, comunque qualcosa si dovrà tentare, un nuovo partito in un anno non si fa, bisogna imbastire la cena con quello che c’è in frigo…
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Scambierei il primo con il secondo punto ma non è questi il problema. Ma sul piano pratico bisogna affrontare la questione dirimente cioè: cosa è la materia principale che costituisce il sistema PD. Dove la sua rappresentanza in EU sostiene il presidente della commissione EU insieme ai fascisti di FI con il riarmo Europa e il 5 % del pil di spesa per la Nato oltre che a combattere fino all’ ultimo ucraino per sottomettere e derubate le risorse della Russia, sostenere i nazisti di Tell Avviv nei genocidi e nella guerra contro i persiani oltre che restare agganciati e sottomesso agli Usa pur odiantone a chiacchiere il legittimo capo , come si fa a mettersi d’accordo con Shlein ?
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Un altro paio di cose:
I santoni della sx, esumati dalle teche, dettano tutti l’ agenda: il filosofo elenca le priorità dei punti del programma, Prodi invita a rimandare i gazebo, Bettini invita alla calma, a placare la eccitazione, Veltroni ha detto anche lui cose ma prevedendo di trovarmi le OO a strascico, con conseguente grave intralcio alla deambulazione, ho cambiato canale su Pippi Calzelunghe, molto più interessante.
La intestazione fittizia di vittoria ha fatto rialzare la cresta a tutti, in sincrono. Tac!
Seconda: quando Cacciari parla di “si mettano d’accordo” esclude che possa avvenire, e credo sia pensiero comune.
Gramellini, in altre parole, direbbe che serve un federatore. Anzi, una federatrice.🤔
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Questa idea delle primarie è prematura, si dà per scontato che chi vince le primarie guidi la coalizione…..ma 1) e’ veramente utile e necessaria una coalizione? Magari cambia la legge elettorale e le coalizioni spariscono…..2) Quale sarebbe il programma su cui coalizzarsi? Perché partendo dai nomi, si rischia il solito errore…..occorre un progetto con preventive linee rosse da parte del M5S : guerra, riarmo, Unione Europea, rapporti con USA ed Israele, diritto internazionale, ruolo degli Stati nei confronti della politica economica finanziaria di poteri e potentati sovranazionali che poi sono la causa principale delle disuguaglianze e pure dei conflitti……diciamo che su queste tematiche fondamentali con l’ attuale PD il M5S non ha proprio nulla da dirsi per totale, impossibile, spazio di comunicazione e confronto…..Non si arriva nemmeno a scannarsi! 3) Conte invece di preoccuparsi delle primarie che sarebbero percepite come una tegola ( in testa ad una parte degli elettori 5 stelle….) del tetto di una casa senza fondamenta, che non può stare in piedi e frana ( e a questo ci arriva anche un muratore, meglio di un filosofo….) prenda appunti su quei milioni di giovani che hanno votato No e che non votano alle politiche, e non voterebbero alle primarie, attrattive come una serata di Porta a Porta o la maratona tv di Mentana…….Allora non hai capito il messaggio ( per non dire non c’ hai capito un caz…….) !! E questo mi spinge a dire che se non hai capito, forse non ci siamo spiegati bene…..la spiegazione potrebbe arrivare tutta insieme come per Gioggia! Perché rischiare questo boomerang in fronte con questa st@onzata delle primarie, premature, inconsistenti ed incomprensibili? In questa periodo prima delle prossime elezioni politiche, invece di pensare alla coalizione con il PD, va adottato il metodo della fenice…..
” ho il potere di deporre la mia anima e il potere di riprenderla” Giovanni (10,18)
che significa riprendere l’ anima del M5S con la sua diversità rispetto ai temi suddetti, per coinvolgere quei giovani…..E solo dopo l’ accordo politico con chi sarà in grado di affrontare certe sfide! E dubito che possa essere questo PD, in vent’anni non è stato in grado di gestirne mezza, infinitamente meno impegnativa…..
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