
(Ugo Boghetta – lafionda.org) – Ho fatto convintamente la campagna per il No. E l’ho fatta ben sapendo che, in caso di vittoria, avrei dovuto sopportare le trombette vittoriose del PD e del cosiddetto campo largo. Ma le cose non sono andate come costoro vanno cantando. Infatti, i numeri reali dicono cose che le percentuali nascondono.
Prendiamo a riferimento i risultati elettorali del 2022. Il centrosinistra, più il M5S, ha totalizzato 11,6 milioni di voti. Al referendum attuale i No hanno ottenuto 14,5 milioni di voti. Il che significa che 2,9 milioni di elettori che hanno votato No non avevano votato PD/AVS/M5S.
Costoro sono quelli che non votano più perché il campo largo è invotabile. In questo dato e orientamento va compreso anche il voto dei giovani, che presumibilmente sono quelli che hanno riempito le piazze contro il genocidio israeliano/americano a Gaza.
Ipotizzando un pareggio in entrata e in uscita tra la cosiddetta sinistra per il Sì e i No provenienti dal centrodestra, l’apporto alla vittoria del voto esterno al campo largo è significativo. Dati alla mano, senza costoro il referendum sarebbe stato perso. Queste considerazioni sono suffragate anche dal voto nelle città, che non è stato caratterizzato, come alle politiche, dalla sovrapposizione tra voto ZTL e voto per il No.
Pertanto, qualsiasi proiezione in chiave di elezioni future è del tutto fuori luogo.
Per converso, il Sì ha totalizzato 12,3 milioni di voti, più o meno quelli che il centrodestra ha ottenuto alle scorse elezioni. Anche in questo caso possiamo considerare un pareggio tra entrate e uscite: vedi Azione, Italia Viva, +Europa e frattaglie varie. Quindi il centrodestra ha perso voti. Giorgia ha perso: ci ha messo la faccia e l’ha sbattuta.
Qualcuno afferma che il dato referendario accentua il bipolarismo. Ma i referendum sono bipolari per natura. Certo, ora c’è un gran can-can, si ragiona sulle primarie, ma è tutta minestra riscaldata.
L’ultima considerazione riguarda l’attaccamento alla Costituzione come motore principale del voto. Sicuramente questo è vero, ed è una fortuna. Tuttavia, la Costituzione di cui si parla è ormai un mito. Il referendum è stato un atto di resistenza, in difesa di quella parte della magistratura che ancora intende applicarla.
In realtà siamo in una post-democrazia e in una post-Costituzione, a causa dell’oppressione dei mercati, della finanza, della NATO, dell’Unione Europea e, ora, della guerra.
Questi sono i veri temi del presente e del futuro.
Così parlò Zarathustra.
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In un certo senso (sulla vittoria del popolo) ha ragione ma avverto un certo livore…. :-)))
Fatto sta che in qualsiasi disputa, elettorale politica, amministrativa e referendaria, chi si è speso, ci ha messo la faccia, chi ha spiegato e fatto propaganda in tutti i modi per un voto che poi ottiene il maggior consenso, mette opportunamente il cappello su quella vittoria.
E se avesse vinto il si?
Non sarebbe stata anche in quel caso una vittoria del popolo?
Queste argomentazioni post voto lasciano il tempo che trovano ma alla fine per quanto riguarda le opposizioni, al netto di festeggiamenti per scampato pericolo, sanno benissimo quel’è il loro peso sull’elettorato e cosa serve che succeda per conquistare la fiducia degli elettori che non votano più.
Staremo a vedere.
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“Costoro sono quelli che non votano più perché il campo largo è invotabile”
Esatto.
“..va compreso anche il voto dei giovani..”
È il vero miracolo prodotto da questo voto. Snobbati da tutti (sono totalmente privi di apporti clientelari, perciò considerati inutili), adesso si fa a gara per beatificarli. E a magnificarne le doti sono entrati in campo i fossili della sinistra, quasi tutti con tessera o rapporti pd, il partito che tiene talmente in considerazione i giovani al punto da votare sempre con le destre e su temi che coi giovani c’entrano un bel nulla, salvo il loro utilizzo in trincea, sotto le bombe: guerra e armi.
Francamente? Hanno rotto i cgln! Le loro ipocrisie hanno proprio rotto i cgln!
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Piazze e urne piene di giovani: “I partiti sono lontani da noi”
https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/03/25/piazze-e-urne-piene-di-giovani-i-partiti-sono-lontani-da-noi/8335530/
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I partiti che vogliono appropriarsi dei veri vincitori di questo voto, cioè i giovani, possono fare solo una cosa: vergognarsi per la loro ipocrisia.
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Non ce n’è bisogno. La maggior parte dei voti al M5S arriva dalle fasce d’età più giovani. E’ così dal 2013. https://www.youtrend.it/2018/03/13/il-ritorno-del-voto-generazionale/
Durante la campagna referendaria Conte ha incontrato gli studenti universitari in varie città. Le aule erano tutte piene.
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Ottimo e realistico quadro che ho modestamente anche io sottolineato a più riprese . Il delta è stato costituito da disaffezionati al voto critico nei confronti della politica e simpatizzante per la costituzione,la magistratura e intollerante verso la cosca di Bruxelles.
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“Costoro sono quelli che non votano più perché il campo largo è invotabile”
Oppure sono, almeno in parte, coloro che si sono resi conto che astenendosi hanno consegnato alla volpe le chiavi del pollaio e hanno messo una toppa al danno che, ormai, avevano fatto.
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Astenersi è (anche) un messaggio politico molto chiaro. E intervenire in caso di estremo pericolo pure.
D’altra parte non sono proprio i giovani che vengono chiamati “angeli del fango” quando ci si immergono per porre aiuto e rimedio ai disastri che avvengono (anche) perché i più anziani se ne fottono di cercare di prevenirli?
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Facciamo una ricerca su quanti giovani sono costretti a frequentare strutture di vario genere completamente fuori norma in ambito idrogeologico?
E sono pronto a scommettere che nessun figlio di politico sia nelle stesse condizioni, perché il mercato offre soluzioni a chi ha risorse.
Ma i miliardi per guerra e armi si trovano sempre, dobbiamo onorare i trattati.
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i giovani vincono se votano. Se protestano e non votano possono solo avere altri motivi per protestare, ma non cambiano un bel nulla. Cambiare significa scegliere, rischiando di sbagliarsi, il programna più in linea con le proprie aspirazioni, e le persone che lo propongono.
scelte settarie, spendibili sui social ma ininfluenti, sono ininfluenti, come il ruolo dei giovani che le fanno. Peggiovsevle fanno i vecchi
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dubito che i giovani votano PD, sarebbe deprimente, comunque la coperta è sempre corta, o si immagina un M5S degli esordi che marginalizza il PD, quindi ipotesi più che lunare, oppure realisticamente, in un possibile futuro eventuale governo, a prescindere dalle percentuali di voti presi e da chi “comanda” bisogna sottoscrivere con il sangue un programma su pochi punti importanti e decisivi per il futuro del paese, su cui non si scende a compromessi, se no è inutile anche iniziare il percorso governativo
tutto questo a condizione che il pianeta non esploda prima
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In conclusione lascio la parola a un signore che in fatto di previsioni ha avuto vista molto lunga. Da allora non è cambiato un emerito cz , come è ben visibile, perché parecchi santoni sono ancora lì a voler dare soluzioni, mentre il problema sono loro.
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chissà dov’era il nostro ugo boghiboghi quando i vari o(c)chetto, dalema, veltroni, prodi, e molti altri “miglioristi” sfasciavano la sinistra, la nazione, la sanità, la scuola, i trasporti pubblici, smontavano i diritti dei lavoratori, pensionati e loro mogli e figli a tutto vantaggio di ricchi e potenti, corruttori e corrotti e a importare usi e costumi degli ammerekani… naziliberisti…!!!
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