
(Stefano Rossi) – La riforma costituzionale, voluto fortemente da questo governo, non ha superato il voto referendario.
Noi italiani, per quanto spaccati come sempre, abbiamo difeso la Costituzione.
Le intenzioni del governo non erano quelle di migliorare l’efficienza della giustizia, non era quella di umiliare la magistratura, sempre secondo chi sta al governo, quindi, in molti si sono chiesti, a che diavolo serve? O, meglio, a chi serve?
Quando poi, il ministro Tajani, che quando parla, aumentano i voti dell’opposizione, senza vergognarsene, aveva detto che si dovrà aprire il discorso se bisognerà ancora tenere la polizia giudiziaria sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, in molti abbiamo temuto la vittoria dei sì.
Sulle dichiarazioni di Nordio, meglio lasciar perdere. In questo momento sono sobrio.
Il governo ha saldamente la maggioranza, FdI, maggior partito di governo, viaggia ancora al 30%, eppure, hanno perso il Referendum.
In questo Paese abbiamo poche certezze, una di queste è la Costituzione.
Questa riforma è stata scritta con i piedi di chi ha studiato poco il diritto Pubblico.
Tra le tante nefandezze, merita ricordarne una.
Se avessero vinto i sì, si sarebbe istituita l’Alta Corte disciplinare per emanare provvedimenti disciplinari contro i magistrati.
Bene, si sono dimenticati, questi ignoranti, di leggere l’art. 105, che prevede che solo il CSM, può provvedere ad infliggere i provvedimenti disciplinari.
Quindi, se avessero vinto questi Unni, l’Alta Corte si sarebbe riunita solo per chiacchierare del più e del meno come quando lo facciamo noi al bar sorseggiando un caffè.
Pietro Calamandrei, giurista e politico, Padre costituente ebbe a dire un giorno: “Quando si scrive la Costituzione i banchi del Governo devono restare vuoti”.
Quanti hanno inteso questo saggio consiglio?
Non si può cambiare la Costituzione a colpi di maggioranze semplici.
Non si può cambiarla per meri interessi di partito.
È il Parlamento che deve prendere una decisione simile.
Abbiamo visto che, in Parlamento, il dibattito è stato sterile e meramente formale.
Durante il dibattito sulla redazione dell’art. 104 della Costituzione, al cui primo comma, recita: “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, alcuni si preoccuparono di lasciar troppa autonomia e indipendenza, se non altro, per quello che successe durante i regimi totalitari.
L’on. Ruini, per la Commissione, controbatté: “dicendo che un dato ordine, l’ordine della magistratura, deve essere indipendente, e cioè non deve dipendere da un altro potere dello Stato, e che deve essere autonomo, ossia disporre di sé per ciò che riguarda il suo stato, come personale dei magistrati, non diciamo cosa che non sia costituzionale e democratica. Che la magistratura sia sottratta alla dipendenza e alla influenza del Governo è un’esigenza e una conquista della democrazia”.
Non tutti hanno percepito questa conquista da difendere.
E’ meschino far vedere la cartina geografica con i Paesi in cui, i magistrati inquirenti, sono soggetti al potere politico. Solo l’Italia e la Grecia sarebbero fuori da questa realtà diceva la Meloni.
Ma come si può ragionare in questo modo?
L’Italia, ancora oggi, nonostante tutti i massacri della politica, ha un Servizio Nazionale Sanitario che è un’eccellenza che ci invidia tutto il mondo.
Siamo in pochi a poter vantare di andare in ospedale e non pagare nulla.
Quindi?
Siccome siamo gli unici, o poco di più, dobbiamo sopprimere il SSN e allinearci alla follia degli USA?
La cosa peggiore è non rendersi conto delle cose buone che abbiamo nel nostro Paese e andare a invidiare le cose sbagliate fuori dai nostri confini.
Si chiama stupidità!
Ha vinto l’Italia, la VERA ITALIA.
La mafia viene bastionata nelle urne e la malapolitica viene ricacciata nelle ….
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rip. bastonata.
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Un bel calcio in bocca agli slavaukraini italiani è arrivato.
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