(Orso Grigio) – Qui si narra l’epopea di messer Antonio Di Pietro, eroe di mani pulite e paladino integerrimo della battaglia alla corruzione.

Dopo le inebrianti imprese e un’avventura politica di un certo rilievo, il nostro eroe decise di ritirarsi in campagna, come Toto Cutugno.

Non mancò di deliziarci con la notizia di questa sua scelta e di farsi ritrarre alla guida di un trattore o mostrando orgogliosamente i frutti della terra.

Così sparì dalla vita politica e anche da quella pubblica: una scelta di vita. Concluso un tempo se ne apriva un altro nel quale sembrava sentirsi ancora più a suo agio, per la felicità di tutti.

Bene. Bello. Bellissimo

“Ogni cosa a suo ha il suo tempo” come poetizzava Pessoa.

E allora cosa è successo?

Sì perché deve averci ripensato visto che la sua presenza è ormai così ossessiva che le tv si accendono da sole acciocché non perdiamo nemmeno una sillaba del suo forbito proferire.

Perché questa scelta improvvisa e inaspettata?

Per comunicare a lo mondo intiero che lui voterà sì al referendum e per spiegarci amabilmente le dotte motivazioni della sua scelta, intruppandosi convintamente con gli esponenti di fdi e accettando l’inevitabile strumentalizzazione di meloni.

Va bene anche questo, è giusto che ognuno si batta per le sue idee.

Ora però non avendo io nessuno straccio di fiducia nel genere umano e quindi non stupendomi mai di niente, sono diventato io stesso una brutta persona e tendo a credere poco nella buona fede. A complicare le cose ci si mette anche il mio amore per la matematica e per la logica che regola la sequenzialità degli eventi, tipo quella cosa che “se una farfalla batte le ali a Pechino può verificarsi un uragano a New York” (è una metafora ma rende l’idea).

Quindi, visto che niente avviene per caso, mi chiedo sempre il perché delle cose e faccio due più due.

Poi aspetto il risultato, convinto sempre di più che la matematica sia una scienza esatta.