Alla maratona “La Costituzione è nostra” per il No al referendum sulla giustizia, Travaglio spiega perché la riforma Nordio è un disastro irreversibile

(ilfattoquotidiano.it) – Al Teatro Italia di Roma, nell’ambito della maratona “La Costituzione è nostra”, organizzata per mobilitare il No al referendum sulla giustizia, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio interviene con un discorso argomentato contro la riforma costituzionale Nordio-Meloni.
L’evento, che riunisce artisti, intellettuali e giornalisti, rappresenta uno degli ultimi appuntamenti pubblici prima del voto del 22 e 23 marzo sul referendum confermativo della legge che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, il doppio Csm e l’Alta Corte disciplinare.
Travaglio, dal palco, elenca in modo sistematico i 15 motivi per bocciare la riforma, definendola un’operazione che indebolisce l’indipendenza della magistratura a vantaggio della politica.
Ecco la trascrizione integrale:
“Per sempre No.
Votiamo No alla riforma Nordio-Meloni, perché, dividendo le carriere dei magistrati, i pubblici ministeri diventeranno, come dice Nordio, avvocati dell’accusa, verranno educati separatamente dai giudici ad accusare e incastrare più gente possibile, trascurando gli elementi a favore dell’indagato che oggi sono obbligati a cercare, perdendo l’imparzialità e l’attenzione alla verità processuale che li accomuna ai giudici.
Così saranno più giustizialisti, più autoreferenziali, avranno addirittura un Csm tutto per sé e si promuoveranno in autonomia assoluta, commetteranno più errori, indurranno anche i giudici a sbagliare di più.
Infatti i migliori magistrati negli ultimi 50 anni sono stati sia pm sia giudici: Falcone, Borsellino, Livatino, Caselli, Borrelli, D’Ambrosio, Davigo, Colombo, Turone, Maddalena, Galli, Occorsio, Sansa, Almerighi, Gratteri e tanti altri.
Due: votiamo No perché la riforma, come ammette lo stesso Nordio, non c’entra niente con l’efficienza e la rapidità della giustizia. In compenso, affida il lavoro che oggi svolge un Csm a ben tre organi costituzionali: Csm dei giudici, Csm dei pm e Alta corte disciplinare, moltiplicando i posti da 33 a 78 e i costi della casta da circa 50 milioni a circa 150 milioni di euro l’anno, senza risolvere nessuno dei gravi problemi che affliggono la giustizia.
Tre: No perché la riforma, lo confessa Nordio, riequilibra i poteri fra politica e magistratura a favore della politica e a discapito della magistratura, per restituire alla politica il suo primato costituzionale che però nella Costituzione non esiste. Nella Costituzione all’articolo 3 c’è il primato della legge che è uguale per tutti, politici in primis.
Quattro: No perché nei paesi con le carriere separate, escluso il Portogallo, i pm dipendono dal governo.
Cinque: No, perché Nordio, Tajani, Bartolozzi hanno già dichiarato che, dopo aver incassato da noi cittadini ignari l’assegno in bianco del Sì, completeranno l’opera con leggi ordinarie e impediranno che un ministro sia indagato. Nordio cita il caso di Mastella nel governo Prodi 2, spiegando alla Schlein che la svolta converrà anche al centrosinistra quando tornerà al governo. Toglieranno ai pm (lo promette Tajani) la direzione della polizia giudiziaria, che così rientrerà sotto il governo, Viminale, Difesa, Ministero dell’Economia e addio indagini sul potere. E poi faranno decidere alla maggioranza parlamentare, cioè al governo, i criteri di priorità sui reati da perseguire e da tralasciare (vedi legge Cartabia, proposta di Bartolozzi), così sottoporranno le procure al governo senza neppure il fastidio di cambiare un’altra volta la Costituzione.
Sei: No, perché nei due Csm e nell’Alta Corte disciplinare i membri togati verranno scelti a caso col sorteggio secco fra i magistrati in servizio, mentre quelli laici continueranno a essere nominati dai partiti tra i loro fedelissimi, estratti da una lista (non sappiamo quanto lunga, ce lo diranno dopo), approvata dalla maggioranza, cioè dal governo.
Sette: No, perché l’Alta Corte, 15 membri, 9 togati e 6 laici, avrà una percentuale di membri scelti dai politici superiore rispetto a quella prevista attualmente dalla Costituzione. Nel Csm attuale sono un politico su tre, con la riforma saranno due politici su cinque: i politici passano dal 33 al 40%.
Otto: No, perché l’Alta Corte disciplinare è scritta coi piedi. Del resto, basta vedere chi l’ha scritta. Resta l’articolo 107 della Costituzione, che lascia al Csm il potere esclusivo di radiare, trasferire o sospendere i magistrati per gravi infrazioni disciplinari, ma l’articolo 4 affida il potere disciplinare all’Alta Corte, che così, paradossalmente, non solo non sarà più severa, ma non potrà più infliggere ai magistrati che sbagliano nessuna delle tre sanzioni più pesanti: solo buffetti, come dice Nordio.
Nove: No, perché oggi i magistrati condannati dal Csm possono ricorrere, come ogni cittadino, in Cassazione, ma la riforma lo vieta. Contro le sanzioni dell’Alta Corte i magistrati potranno ricorrere solo davanti alla stessa Alta Corte che li ha appena puniti. Gli chiederanno se per caso vuole cambiare idea: bella terzietà di giudizio.
Dieci: No, perché l’Alta Corte non serve a nulla se non a intimidire i magistrati. Oggi il Csm in Italia è il più severo fra quelli dei paesi europei, paragonabili al nostro. Sanziona in media lo 0,5% dei magistrati ogni anno contro lo 0,2% della Spagna, lo 0,1% della Francia e lo 0,002% della Germania. Se Nordio lo volesse ancora più severo, gli basterebbe impugnare più assoluzioni di quelli che impugna e promuovere più azioni disciplinari di quelle che promuove. Invece attiva la metà delle azioni disciplinari di quelle che attiva il procuratore generale della Cassazione: Nordio il 33% e il pg della Cassazione il 67%. Fa un decimo delle impugnazioni che fa il pm,: su 184 sentenze del Csm, Nordio in questi tre anni ne ha appellate sei e il pg 54. Invece di blaterare di giustizia domestica, facesse il suo mestiere.
Undici: No, perché non sono i magistrati che non pagano. I magistrati in Italia non hanno alcuna immunità, vengono indagati, arrestati, intercettati, perquisiti e condannati come ogni altro cittadino. Sono i politici che non pagano mai. In tre anni e mezzo con questo governo le destre, spesso unite ad Azione e Italia Viva, hanno negato 54 autorizzazioni a procedere su 59 per parlamentari indagati anche per gravissimi reati.
Dodici: No, perché i casi di cronaca citati da quelli del Sì, cioè Garlasco, migranti in Albania, Sea Watch, i bambini nel bosco, sarebbero stati identici anche se fosse stata in vigore la riforma Nordio, che non tocca né le norme penali, né quelle civili, né quelle minorili, né quelle processuali, che hanno originato quelle decisioni.
Tredici: No, perché gli errori giudiziari non sono le fisiologiche valutazioni differenti dei magistrati nei vari gradi di giudizio, che fra l’altro smentiscono la leggenda dell’appiattimento dei giudici sui pm per via della loro colleganza attuale. Oltre il 50% delle decisioni dei giudici contraddicono le richieste dei pubblici ministeri. Sono rari i casi di errore giudiziario, perché gli errori giudiziari sono gli scambi di persona, solo quando si prende per vera una prova falsa, quando si capisce male un’intercettazione, quando si prende per vero un testimone falso. E non si risolvono questi errori cambiando la Costituzione, ma con gli innumerevoli gradi di giudizio che abbiamo e dopo la condanna definitiva si risolvono con il processo di revisione, che è rarissimo anch’esso.
Sette condanne annullate all’anno, lo 0,12% ogni milione di abitanti. In Inghilterra sono lo 0,3%, quindi il triplo, negli Stati Uniti lo 0,44%, cioè il quadruplo, e sono paesi con le carriere separate.
Idem per le ingiuste detenzioni, cioè per le custodie cautelari subite da indagati che poi anni dopo vengono assolti. Ogni anno ne vengono accertate l’1,15% dei casi di arresto contro il 4% della Francia, che ha le carriere separate. Quindi la riforma non c’entra niente neppure con questo: il problema si risolve ovviamente con lo Stato che risarcisce e poi si rivale sul magistrato se ha sbagliato per dolo o colpa grave.
Quattordici: No, perché il voto è unico domenica e lunedì, in blocco: basta avere un dubbio su uno solo dei punti che fin qui abbiamo toccato per bocciare la riscrittura praticamente irreversibile di ben sette articoli della Costituzione, per giunta per mano di questi padri ricostituenti semi-analfabeti.
Quindici,: No alle bugie sparate dal governo e dai suoi complici per convincerci a votare Sì, trattandoci da idioti. La vera domanda a cui dobbiamo rispondere domenica e lunedì nel segreto dell’urna è molto semplice: vi piace farvi prendere per il culo? La risposta mi pare ovvia..
Più Pil per tutti
(Di Marco Travaglio) – Non dite che non l’avevamo detto: bastava aspettare e poi ci avrebbero raccontato che votando Sì avremo più soldi in tasca. Lo sgoverno Meloni che ha derubato i poveri facendo cassa sul Reddito di cittadinanza, i pensionati peggiorando la Fornero, i lavoratori negando il salario minimo, i contribuenti onesti aumentando la pressione fiscale per premiare gli evasori con 20 condoni, tutti i cittadini e le imprese sposando le auto-sanzioni su gas russo, il Patto di stabilità, il riarmo europeo, il 5% di Pil alla Nato, gli acquisti di armi Usa per regalarle al regime corrotto di Kiev, viene a raccontarci – restando serio – che la schiforma della magistratura farà volare il Pil. Lo dice Nordio dopo l’ennesimo spritz a Mario Sechi in una strepitosa intervista su Libero che andrebbe affissa in tutte le piazze d’Italia per far divertire la gente: “Nordio: ‘Il Sì conviene anche ai conti. La giustizia che non funziona ci costa il 2% del Pil’”. Che la giustizia non funzioni e perché lo sanno tutti: chi dovrebbe farla funzionare, cioè Nordio, anziché sbaraccare quella sciagura del Codice di procedura Vassalli, colmare le voragini d’organico di magistrati, forze dell’ordine, cancellieri, segretari e assumere i 9mila giovani manager arruolati coi fondi del Pnrr, bombarda 7 articoli della Costituzione che non incidono di una virgola sull’efficienza e che tutto il mondo civile ci invidia. Siccome Carletto Mezzolitro non sa fare il suo mestiere, farfuglia di “uno studio fatto con Ambrosetti” su “queste criticità che ci costano il 2% di Pil” e sui “miei omologhi negli altri Paesi” che gli spiegano “la riluttanza a investire in Italia proprio per questo”.
Pare di sentirli, i grandi imprenditori del resto del mondo che s’informano con lui: “Avete già separato le carriere di giudici e pm? Avete già triplicato il Csm, con relativi costi e posti di casta? I membri togati già li sorteggiate a differenza dei laici scelti dai politici? Ancora niente? E allora da voi non investiamo, tiè!”. Ora sono tutti lì che aspettano con ansia il responso delle urne per inondare l’Italia di miliardi da lunedì, ma solo se vince il Sì. Noi purtroppo non disponiamo del fantomatico “studio” Nordio-Ambrosetti, ma ci sorge il sospetto che sia un caso di riciclaggio: nel 2016 l’Ufficio Studi Confindustria, per spingere la schiforma Renzi, certificò che col No la produzione industriale sarebbe crollata in tre anni del 4%, il Pil dell’1,7 e gli occupati di 258 mila unità, mentre i poveri sarebbero stati 430 mila in più e il rapporto debito/Pil sarebbe balzato al 144%. Tutto con precisione millesimale, allo zero virgola. Poi vinse il No e ovviamente non accadde nulla. Ma molti avevano intuito prima qual era il vero quesito: “Vi piace farvi prendere per il culo?”. E avevano risposto.
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Vero! Nel 2016 secondo Confindustria l’Italia sarebbe ripiombata in recessione con la vittoria del No. Poi archiviò il catastrofismo e rivide al rialzo le stime su Pil e occupati. Ma la schiera dei catastrofisti era abbastanza affollata. 😀
https://www.repubblica.it/economia/2016/06/24/news/confindustria_italia_ripiomba_in_recessione_con_il_no_al_referendum_di_ottobre_-142721564/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/12/14/confindustria-dopo-la-vittoria-del-no-il-centro-studi-archivia-il-catastrofismo-e-rivede-al-rialzo-le-stime-su-pil-e-occupati/3258740/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/13/referendum-gli-apocalittici-che-mettono-in-guardia-contro-il-no-da-confindustria-a-goldman-sachs-da-fitch-a-marchionne/3031013/
Vedo diverse analogie tra quel Referendum e quello di oggi:
Spot sui carburanti: la paura del voto fa tagliare le accise al governo https://infosannio.com/2026/03/19/spot-sui-carburanti-la-paura-del-voto-fa-tagliare-le-accise-al-governo/
Valditara, alla firma del terzo contratto 416 euro in più in media al mese. Per il personale scolastico https://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/mim/2026/03/18/valditara-alla-firma-del-terzo-contratto-416-euro-in-piu-in-media_7dbf5022-06d4-4896-aaee-79bb79f0d54a.html
A quattro giorni dal Referendum del 2016 Renzi diede una mancia ai lavoratori del pubblico impiego ma, diversamente da quanto accadde alle Europee del 2014 (bonus 80 euro), la ‘marchetta elettorale’ non gli portò fortuna. Renzi straperse il Referendum e si dimise. https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/30/pubblica-amministrazione-firmato-accordo-quadro-sul-contratto-aumenti-non-inferiori-a-85-euro-medi-al-mese/3228421/
Altre analogie:
1 Sondaggi con il Sì avanti, poi rimonta del No; https://it.wikipedia.org/wiki/Sondaggi_sul_referendum_costituzionale_in_Italia_del_2016
https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/18/referendum-lultimo-sondaggio-prima-del-silenzio-no-davanti-di-5-punti-ma-il-25-per-cento-e-ancora-indeciso/3203664/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/05/referendum-nordio-sondaggio-ipsos-affluenza-notizie/8314622/
2 ‘Marchette elettorali’ per far vincere il Sì;
3 Metodi clientelari; https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2016/11/18/della-costituzione-me-ne-fotto-qua-arrivera-un-fiume-di-soldi/3201562/
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/15/sistema-clientelare-fratelli-italia-referendum-notizie/8325235/
4 Presenza abnorme del governo in tv; https://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/19/referendum-esposto-del-comitato-del-no-nei-tg-rai-presenza-abnorme-del-governo/3204594/
https://www.repubblica.it/politica/2026/02/23/news/pd_m5s_avs_referendum_giustizia_2026_governo_meloni-425177387/
5 Giudizio sul governo.
Ora manca solo la vittoria del No al 60%. 😀 http://www.corriere.it/referendum-costituzionale-2016/notizie/referendum-costituzionale-2016-risultati-860b84aa-ba6a-11e6-99a2-8ca865283c9e.shtml
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Maria Antonietta Mastrota e il suo circo di pagliacci sono davvero alla canna del gas. Con i materassi in regalo ci metteranno in omaggio pure una batteria di pentole e il poster di Silvio B. & Licio. Perché l’Italia è il Paese che amano.
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Però anche se a tempo determinato ha ridotto le accise …Comincio a credere che essere presi per il c per molti non fa più così tanto malaccio .
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Con quella mossa semmai la Meloni ci mette il carico.
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Fare una previsione di voto è un puro azzardo. Certamente la statistica è in favore del NO: due volte su tre, nei casi di difesa della Carta, gli italiani hanno dimostrato attaccamento ai suoi valori come nel caso del referendum renziano in cui i sondaggi lo davano per netto vincente. Per fortuna non si vota per i partiti (tutti) verso cui l’elettorato è tendenzialmente diffidente (“tutti uguali sono quando si tratta de magna’“ dicono in troppi). Ma stavolta non si vota per posti in parlamento. Quindi, teoricamente è agevolato il voto diciamo ideale o razionale sul merito della riforma. Ma come era inevitabile c’è anche il “duello” tra la (ex?) underdog – che ha stregato l’elettorato attivo – e il resto del mondo civile italiano. Insomma, è finita oppure no la cosiddetta “luna di miele” tra la premier e il popolo plebeo?? Bella domanda? Paradossalmente un favore ce lo sta dando Trump facendo sgretolare la ferrea e fraterna alleanza con la sua maggior tifosa italianesca che ha collezionato un’altra gran figurona de mierda nell’assecondarlo. Sarà sufficiente per farle perdere il referendum?? Chissà.
PS. Se si perde, dovremo rassegnarci ad appendere la Costituzione “al chiodo”?? GIAMMAI, CAXXO!!!
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Il problema è che rispetto al referendum renziano, gli italiani arrivano a questo appuntamento delusi, stremati e terrorizzati da quanto sta accadendo ed è accaduto negli ultimi 10 anni! Non è un caso che questo governo in un contesto mondiale di guerra, crisi economica, sociale e politica, intesa come democrazia, diritto internazionale ed umanitario, criticità enormi in grado di cambiare totalmente la condizione di milioni di persone, si sia dedicato esclusivamente a fare i conti con la magistratura attaccando la Costituzione, come fosse l’ ultimo baluardo del suddetto contesto dove deve dominare la “ legge “ del più forte, militarmente, economicamente, finanziariamente e con questa schifezza anche giudiziariamente! Se Netanyahu fa il lavoro sporco per la sua parte nello sterminio dei palestinesi, senza ostacoli, la borgatara lo fa nel suo ridotto contando sul mancato ostacolo da parte degli italiani educati in questi anni a subire di tutto…..e questa è la variabile su cui il governo ha puntato rispetto al 2016, ed è quello che mi preoccupa perché la difesa della Costituzione potrebbe non arrivare…..Aprendo ad un dopo dove la politica fallimentare sulle criticità, sarebbe in grado di gestire con lo stesso fallimento anche la giustizia, con ulteriore danno al danno già in corso! Quanti hanno capito che questi politicanti nazionali ed europei, a servizio, non hanno né la competenza né la statura politica/morale per cambiare neanche lo statuto di un condominio e si permettono di stracciare la Costituzione? Ecco il No dovrebbe essere un basta a questo fallimento ed il segnale inequivocabile che i cialtroni devono andare a casa, proprio per la gravità delle condizioni nazionali, europee ed internazionali! Se la tempistica della schiforma è politica, perché esistono problemi ben più importanti ed impellenti, di cui la maggioranza ed il governo non si mostrano all’ altezza, allora anche la risposta dovrebbe essere politica , oltre il merito del referendum che non migliora l’ efficienza della giustizia, ma favorisce la legge del più forte, di élite politica, economica o finanziaria come non bastasse quella già in atto! La giustizia per i comuni cittadini che vale fino ad un certo punto, come il diritto internazionale……
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Sono gli effetti della pratica della “rana bollita” a cui è stata sottoposta la popolazione italiana. Occorrerebbe un reattivo e consapevole colpo di reni per rimettere le cose a posto, votando in massa NO.
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