
(Tommaso Merlo) – Gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra con l’Iran anche politicamente. Il mondo è dalla parte di Teheran mentre a casa stanno implodendo per colpa di un presidente ormai fuori controllo. Trump è diventato un pericolo nazionale e a Washington rumoreggiano per sbarrarsene il prima possibile. Non facile, Trump è l’apice di un sistema, quello della mafia lobbistica. La guerra in Iran è scoppiata perché Trump è il pupazzo più prestigioso della lobby sionista, quello col potere di firmare assegni miliardari in bianco per Israele e mandare bombe anche a genocidio in corso e quello col potere di sguinzagliare l’esercito americano contro l’Iran per accontentare deliri ideologici altrui. Nessun complottismo, è il motivo per cui si è appena dimesso il capo dell’antiterrorismo americano nominato da Trump pescandolo dalla sua base. Uno da cappellino rosso ma che vuole gli Stati Uniti d’America e non di Israele. Uno dei tanti che si sta ribellando alla mafia lobbistica che sta distruggendo il suo paese. Un sistema che imperversa da decenni, con grandi lobby come quella sionista o delle armi o farmaceutica o delle nuove tecnologie che corrompono entrambi i rami del parlamento per essere sicure di vincere a prescindere dalle urne. Con politicanti corrotti non appena mettono il nasino fuori di casa e che finanziano per tutta la carriera in modo da essere sicuri rimangono al guinzaglio. E se qualcuno si mette in testa di diventare presidente, allora gli bussano alla porta, si piazzano sul suo divano e allungano le gambe sul tavolo. Il merito di Trump è essere un personaggio talmente maligno, inetto e compromesso d’aver aver fatto emergere in tutta la sua drammaticità democratica tale marciume. Non è affatto un caso se Trump ha promesso pace e poi ha scatenato guerre, se ha promesso di occuparsi degli interessi dei poveri cristi ed invece si è occupato di quelli degli oligarchi, se ha promesso di mettere prima gli americani ed invece ha messo prima gli israeliani e nemmeno se ha levato ogni vincolo ambientale, se ha tagliato lo stato sociale e sfanculato le istituzioni internazionali e via distruggendo. Ha eseguito il suo vero programma, mentre quello elettorale era solo marketing, balle per infinocchiare le masse e conquistare il potere. Trump come del resto gran parte dei politicanti di oggi, si occupano delle priorità di coloro che li finanziano, non di coloro che li votano a meno che proprio non ne possono fare a meno. In attesa che aboliscano le elezioni del tutto, funziona così. I politicanti si fanno dire dai sondaggisti quello che i poveri cristi vogliono sentirsi dire, si preparano a quel punto frasi ad effetto e slogan e poi salgono su qualche palco a sparare promesse e minchiate a raffica nella speranza che qualcuno abbocchi. E una volta incassati voti e poltrone, si occupano delle cose serie e cioè delle loro carriere, di preservare il sistema che li ha accolti e di servire i veri potenti che oggi sono coloro che detengono il danaro. Sono le lobby e gli oligarchi, alcuni con meri obiettivi di profitto e potere ed altri con agende ideologiche. Lobby ed oligarchi che invece di accettare il gioco democratico, operano nell’ombra comprandosi coi loro miliardi perfino il potere politico e quindi la democrazia. Un tradimento epocale di ogni costituzione e il trionfo dell’egoismo vera anima del capitalismo che sta trascinando il pianeta all’autodistruzione. Il merito di Trump è essere un personaggio talmente maligno, inetto e compromesso d’aver aver fatto emergere in tutta la sua drammaticità tale pericoloso marciume. In passato Trump ha collezionato bancarotte che miliardari della lobby sionista hanno sistemato, gli stessi che alle ultime elezioni gli hanno versato centinaia di milioni di dollari e gli stessi che conservano i suoi lerci segreti. Trump è citato migliaia di volte negli Epstein file e ancora insabbia i documenti più scabrosi che lo riguardano direttamente. Ed Epstein operava per conto dei sionisti e se il sistema fosse sano, quella cricca di pedofili e satanisti sarebbe tutta in galera. Ed invece se rubi le caramelle finisci dietro alle sbarre, mentre se appartieni all’élite del male, finisci alla Casa Bianca. I suoi gravi difetti caratteriali e i problemi di salute mentale, hanno solo aggravato una deriva che è di sistema. Non è una questione personale e nemmeno ideologica perché il marciume è bipartisan, Trump incarna plasticamente una deriva prima culturale e poi politica che ha infestato gli Stati Uniti. Una mafia lobbistica che è riuscita addirittura a sguinzagliare l’esercito più potente del mondo contro l’Iran e farlo illegalmente e senza motivo e perfino per conto di un paese terzo col rischio di scatenare una terza guerra mondiale nucleare e una crisi economica senza precedenti. Davvero troppo ed è per questo che a Washington rumoreggiano, Trump è fuori controllo, sta mettendo a rischio la sicurezza nazionale e devono sbarrarsene il prima possibile. Già, urge una nuova rivoluzione americana e di riflesso nelle colonie europee, una rivoluzione per ristabilire democrazie in cui il potere torni ad appartenere esclusivamente ai popoli che lo esercitano nelle forme e nei limiti delle costituzioni.
Apprezzo la costanza di Merlo
Poi speriamo bene
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Non capisco il senso di produrre ogni giorno lo stesso articolo con l’unico scopo di parlar male di Trump (che per amor del cielo, se lo merita tutto).
Non è sufficiente farlo una volta a settimana? Chi lo legge?
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“Trump è il pupazzo più prestigioso della lobby sionista, quello col potere di firmare assegni miliardari..”
Esatto. Ecco una parte consistente del perché 👇
https://informazionefacile.it/cose-aipac-potente-lobby-filo-israele-americana/
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