
(estr. di Patrizia De Rubertis – ilfattoquotidiano.it) – […] “Alzeremo le tasse alle aziende che speculano sulla crisi energetica provocata dalla guerra in Iran”. Lo va ripetendo da giorni la premier Giorgia Meloni. Ma, anche se i rincari di bollette e carburanti si stanno già ripercuotendo sui prezzi di alimentari, biglietti aerei o nell’edilizia, è certo che il governo non taglierà le accise. Sullo sfondo resta una domanda a cui gli svariati tavoli che si sono svolti fin qui presso il ministero delle Imprese, insieme a Mr. Prezzi, non hanno dato una risposta: perché se le riserve tengono, sono già avvenuti i rincari? Anche se per il ministro Urso l’aumento dei prezzi dei carburanti in Italia è ancora inferiore rispetto a quanto avviene negli altri principali Paesi europei, il colpo per famiglie e imprese c’è già. Gli automobilisti in 15 giorni hanno infatti già pagato 15,3 centesimi in più al litro per la benzina e 32,2 per il diesel. Sul fronte bollette, invece, Nomisma Energia stima che 27,7 milioni di famiglie potrebbero sborsare 350 euro in più l’anno. La “speculazione” però – che altro non è che il meccanismo con cui si lucra sulle quotazioni del mercato – sta colpendo anche altre materie prime (alluminio, rame, terre rare etc.) da quando lo Stretto di Hormuz è chiuso. Il ministro Urso ha chiesto di discuterne in Commissione Allerta Rapida per capirne le ripercussioni, ma gli effetti portano ad altri aumenti. È il caso del possibile rincaro dell’elio, indispensabile per la produzione di chip, o il cemento e l’alluminio per le costruzioni, fino ai fertilizzanti per l’agricoltura. Dal Golfo Persico arrivano, infatti, anche ammoniaca, urea, fosfati e zolfo: tutti ingredienti fondamentali per far le colture di grano, mais, riso. Intanto sempre nel settore agroalimentare, Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura e alla Guardia di Finanza sulle possibili “manovre speculative” sul gasolio agricolo passato in una settimana da 0,85 euro al litro a 1,25. Un rincaro che ha effetti anche sul carrello della spesa. Secondo la rilevazione del Centro agroalimentare Roma, i prezzi dei pomodori a grappolo sono balzati da 1,4 euro al kg a 2,3, mentre i ciliegini hanno toccato i 2,4 euro al chilo. Le zucchine scure sono salite a 1,30 euro al kg e i peperoni a 3 euro. Senza contare che gli effetti saranno a catena su tutti i prodotti con un aumento del tasso di inflazione generale dello 0,7% (dall’1,8% previsto inizialmente per il 2026 a un + 2,5%). Altrettanto forte l’impatto su ristorazione e turismo. Il rincaro di luce e gas per ristoranti e alberghi (stimato da Confesercenti in circa 2mila e 1.300 euro) significa che i clienti pagheranno conti più salati. Scontato l’aumento su menu e tariffe già da Pasqua. Ma, secondo Confcommercio, lo scenario è ancora più pesante: l’aumento potrebbe superare il 13% per la luce e fino al 43% per il gas. Intanto l’impennata del carburante ha già spinto le compagnie aeree ad alzare i prezzi. Qantas ha aumentato il costo dei ticket del 5%, mentre Thai Airways sta valutando rincari tra il 10 e il 15%. Sas, AirAsi e Norse Atlantic hanno annunciato adeguamenti tariffari.
Infine, l’allarme dell’Ance: prezzi più alti anche per i costruttori, e per chi commissiona i lavori a causa dei rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio (oltre all’aumento dei costi di trasporto).
Ma come? come si fa ad essere così ignoranti, non avete letto le previsioni del Micetto da tastiera?
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