(Tommaso Merlo) – I sionisti avevano promesso a Trump una guerra lampo ed invece lo hanno trascinato nella loro eterna scia di sangue da cui non sa come uscirne. Di questo passo il cambio di regime avverrà a Washington invece che a Teheran mentre il regime di Tel Avi finirà sotto le macerie tra il giubilo dei popoli del mondo che hanno capito chi è la vera minaccia del pianeta. Non qualche infedele col turbante o qualche perseguitato palestinese, ma i deliri ideologici suprematisti da secolo scorso che animano i sionisti israeliani e americani che si sono comprati la Casa Bianca al metro quadro. Trump è incaprettato. Tradito dai fantasmi del suo passato, tradito dai neuroni del suo cervello e tradito anche dal suo ego tossico che lo ha spinto verso la presidenza quando non sarebbe in grado di governare nemmeno i cessi pubblici. Aveva ragione sua madre quando disse che era un idiota privo di ogni buonsenso e doveva stare alla larga dalla politica. Ma milioni di cittadini americani hanno preferito dare retta alle loro budella e agli spot elettorali permettendogli di fare addirittura il bis. Ed eccoci qui, in un delirio planetario. Tra stermini di civili ed un caos sempre più inquietante. Trump stava riuscendo a svignarsela dalla complicità nel genocidio del secolo, ma con l’Iran potrebbe averla fatta fuori dal vaso o meglio dal pannolone segnando la sua ignominiosa fine. Dovevano salvare gli iraniani e adesso li massacrano radendo al suolo ospedali, scuole, condomini e perfino la sede della croce rossa senza nemmeno la panzana che negli scantinati si nasconda chissà chi. Un po’ deficienza artificiale, un po’ che è tutto sottoterra e non sanno cosa colpire. Dovevano fermare l’atomica e hanno ammazzato il leader che non la voleva con tanto di nipotina di pochi mesi. Dovevano fermare i missili ed invece ci sono finite sotto perfino le loro basi militari che sembrano isolati di Gaza. Davvero un delirio. Trump doveva portare la pace nel mondo e pretendeva pure il Nobel ed invece Attila gli fa una pippa. E non ci sono dubbi, Trump incarna plasticamente tutti i mali che affliggono l’occidente, quell’egoismo vera fonte di ogni male. Davvero una grande opportunità di crescita per tutti. I cittadini americani intanto sono esasperati poveracci, vi sono addirittura leader di destra che invitano a votare in massa dall’altra parte per fermare il supplizio alle elezioni di medio termine. Il piano è che non lo votino nemmeno i piccioni più gnucchi e che gli ultimi due anni li passi chiuso nella sua cameretta a scrollare a raffica sommerso dai sensi di colpa fino a che il Padreterno si deciderà che il castigo può bastare. Dalla parte di Trump erano rimasti gli oligarchi impasticcati e gli sciacalli di Wall Street, ma con la disastrosa chiusura dello Stretto di Hormuz, se lo incontrano a qualche galà lo prendono a pedate. L’Occidente rischia una crisi tale da consegnare la supremazia alla Cina su un piatto d’argento in largo anticipo. Serve una svolta ma i falchi sionisti vogliono che Trump sganci fino all’ultimo missile mentre perfino la deficienza artificiale non sa cosa colpire e prova ribrezzo ad ammazzare civili. Il problema è poi che i persiani non hanno solo un cervellone ma pure gli attributi e non hanno nessuna intenzione di accontentare gente che li affama e li diffama da decenni e adesso si è messa pure a sterminarli. Trump ha abboccato alla panzana della guerra lampo e non sa come uscirne mentre i persiani non hanno nessuna fretta. Lo loro montagne sono farcite di bolidi inediti, droni inarrestabili e resilienza da vendere. Ma i falchi insistono, vogliono che Trump sguinzagli l’intero esercito americano contro Teheran fregandosene dei rischi da terza guerra mondiale e pure di quelli di un altro Vietnam. Per fortuna a Washington vola anche qualche rara colomba che sta supplicando Trump di dichiarare vittoria ad cazzum di canem e tornare ad occuparsi dei tendaggi del nuovo salone da ballo. Un bel casino davvero anche perché dopo ben due pugnalate alle spalle a trattative in corso, la parola del presidente americano vale molto meno di zero. Gli iraniani hanno dichiarato che la fine della guerra la vogliono decidere loro e che nulla potrà tornare come prima. Vogliono un nuovo status quo nella regione, con gli sceicchi del Golfo rimasti in mutande che la devono smettere di tramare coi sionisti alle loro spalle e se proprio vogliono dei guardiani per le loro sodome e gomorre, allora li dovranno pescare tra i Brics. Gli iraniani vogliono poi essere liberi di esistere e difendersi come più gli aggrada e l’unico interrogativo è cosa pretenderanno in Palestina. Se si acconteranno cioè di distruggere l’attuale regime sionista oppure se si spingeranno a pretendere la liberazione del popolo palestinese e fino a che punto. Stravolgimenti epocali che potrebbero portare ad una conferenza internazionale con Cina e Russia sedute a capotavola per sancire la nascita di una nuova era con epicentro molto più ad est. Stravolgimenti salutari. Con la fine ignominiosa di Trump e del sionismo e con clamorosi cambi di regime ma nel delirante Occidente in modo che il mondo possa tornare perlomeno al buonsenso.