Per sempre sì

(di Antonio Pitoni – lanotiziagiornale.it) – Certo, il livello è quello che è. E non fa eccezione neppure la premier Meloni, quella che passa per statista al cospetto di certi ministri del suo governo che continuano a collezionare gaffe e scivoloni come se non ci fosse un domani. Se del resto l’Armageddon escogitata dalla presidente del Consiglio per raddrizzare le sorti di un referendum dall’esito sempre più incerto è arruolare – come rivelato da Repubblica – il cantante Sal Da Vinci, vincitore dell’ultima edizione del Festival di Sanremo con Per sempre Sì, allora siamo messi davvero male.

Sempre meglio, d’altra parte, delle sparate di Nordio (tipo quella sul sistema “paramafioso” del Csm) e Tajani (che vorrebbe sottrarre la polizia giudiziaria al pm). Per non parlare della performance della capo di gabinetto del guardasigilli, Bartolozzi (“Votate Sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che è un plotone d’esecuzione”). Insomma, se gli argomenti sono questi, meno si parla del merito della riforma che demolisce il Csm e meglio è per il centrodestra. Deve esserselo detto pure il direttore de Il Giornale, Cerno, che ieri nella seconda puntata della sua striscia quotidiana su Rai2, ha deciso di seguire proprio lo spartito della canzone di Sal Da Vinci.

Prima per parlare di referendum e poi, ospite di BellaMa’, per esibirsi chitarra in mano nella cover del vincitore di Sanremo. Un propiziatorio Per sempre Sì in vista della consultazione del 22 e 23 marzo. Sempre che, dopo quello degli ascolti tutt’altro che entusiasmanti della prima puntata, gli elettori non rifilino un 2 di picche pure a Meloni.