(ANSA) – NEW YORK, 08 MAR – Dall’invasione di Panama per catturare Manuel Noriega all’evacuazione dell’ambasciata americana di Bengasi, passando per il raid in Siria che si è tradotto nella morte di Abu Bakr al-Baghdadi. La lista delle operazioni ad alto rischio e top-secret della Delta Force, l’unità di elite dell’esercito americano, è lunga nonostante la sua breve vita. E, se Donald Trump lo deciderà, potrebbe estendersi ulteriormente con l’ingresso in Iran per ‘pulire’ i siti nucleari.

Formata nel 1977 dal colonnello Charles Beckwith, che ne è stato il primo comandante, la Delta Force è nata per affrontare la crescente minaccia del terrorismo. Dopo aver lavorato fianco a fianco con la Sas britannica (Special Air Service), Beckwith ha spinto sul Pentagono per la creazione di una forza specializzata in grado di compiere raid di precisione.

Una volta superate le resistenze del Dipartimento delle Difesa, il colonnello si è messo subito a lavoro stilando il ‘Robert Redford Paper’, un documento di quattro pagine in cui spiegava quali sarebbero state le quattro fasi di selezione ed addestramento. Per renderla completamente operativa ci sono voluti alcuni anni, e alla fine la Delta Force è stata pronta giusto in tempo per la crisi degli ostaggi del 1979.

L’unità è suddivisa in diversi squadroni che la rendono flessibile e le consentono di dispiegare squadre specializzate in missioni ad alto rischio che vanno dall’azione diretta alla guerra cyber, dalla raccolta di intelligence al supporto strategico.

I componenti della Delta Force hanno a disposizione le armi più avanzate e affidabili, che consentono loro di agire in ogni situazione anche se non sempre con successo, come avvenuto a Mogadiscio nel 1993. Molte delle operazioni della divisione speciale, che opera sotto la direzione del Joint Special Operations Command, sono top-secret e solo alcune sono note al grande pubblico. Fra queste la cattura di El Chapo nel 2016, ma anche l’assalto a Saddam Hussein.