La frase del presidente degli Usa al Corriere sul tentativo di aiuto è un caso: “Affermazione grave e inquietante, quel conflitto è illegale”, dicono i dem

(ilfattoquotidiano.it) – Una frase, secca: “Cerca sempre di aiutare”. Il soggetto? Giorgia Meloni. E chi l’ha pronunciata? Donald Trump in una breve intervista al Corriere della Sera. Ma è stata sufficiente per innescare la reazione delle opposizioni. Perché arriva in un contesto in cui il presidente degli Stati Uniti, esprimendo apprezzamento per la premier, ha lodato la disponibilità dell’Italia a contribuire alla gestione della crisi in Medio Oriente scatenata dalla guerra in Iran voluta dagli Usa e da Israele.
“Amo l’Italia, penso che Giorgia sia una grande leader”, ha detto Trump. Interpellato sul possibile ruolo italiano nel conflitto e sulla decisione di inviare assetti navali per la difesa di Cipro, il presidente ha aggiunto: “Giorgia Meloni cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica”.
Questa la frase di fronte alla quale il Pd ha subito chiesto un chiarimento: “Nel contesto di una guerra illegale, che ha infiammato il Medio Oriente e scatenato il caos nel Mediterraneo, è un’affermazione grave e inquietante – ha detto il responsabile Esteri della segreteria dem, Peppe Provenzano – L’Italia deve lavorare per fermare una guerra contraria ai nostri principi e ai nostri interessi, non per ‘cercare di aiutare’”. Quindi la richiesta esplicita all’esecutivo: “Il Governo è in grado di smentire nella maniera più chiara queste dichiarazioni di Donald Trump? Gli italiani hanno diritto di sapere la verità”.
Trump, la crisi in Medio Oriente e Meloni: «L’Italia cerca sempre di offrire un aiuto». L’omaggio ai caduti Usa
Il presidente degli Stati Uniti, poco prima di accogliere in Delaware le salme dei sei soldati americani uccisi da un attacco iraniano in Kuwait, parla al «Corriere»: «Giorgia è un’ottima leader»

(di Viviana Mazza – corriere.it) – DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE NEW YORK – Il presidente Donald Trump, rispondendo a una telefonata del Corriere della Sera ieri pomeriggio, ha espresso un forte apprezzamento per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e anche per la sua disponibilità ad aiutare in questa guerra degli Stati Uniti e di Israele in Iran. «Amo l’Italia, penso che sia una grande leader», ha detto Trump della premier italiana. Gli abbiamo chiesto che cosa pensa dell’intervento e dell’aiuto possibile dell’Italia nella guerra, considerato il fatto che stiamo inviando assetti navali per la difesa di Cipro e se ai suoi occhi questo sia abbastanza. Giorgia Meloni «cerca sempre di aiutare, è un’ottima leader ed è una mia amica», replica il presidente, senza scendere nei dettagli.
Una rapida battuta al telefono dopo il summit dello «Scudo delle Americhe» a Mar-a-Lago in Florida con gli alleati dell’America Centrale e Latina, prima di prendere il volo per Dover, in Delaware, dove ha assistito ieri alla cerimonia dell’arrivo delle salme dei soldati americani uccisi in Medio Oriente.
Poco dopo, Trump ha pubblicato invece sul suo social Truth un messaggio molto critico nei confronti del premier britannico Keir Starmer: «Il Regno Unito, una volta un nostro Grande Alleato, forse il più Grande di tutti, finalmente sta prendendo in seria considerazione di mandare due portaerei in Medio Oriente. Va bene, primo ministro Starmer, non ci servono più. Ma ce ne ricorderemo, non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle Guerre dopo che abbiamo già vinto!».
Mercoledì la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha detto ai giornalisti che Trump si attende collaborazione da tutti i Paesi europei. «Il presidente si aspetta che tutti i nostri alleati europei, ovviamente, cooperino in questa missione attesa da tanto tempo non solo dagli Stati Uniti ma anche dall’Europa, per schiacciare il regime canaglia iraniano che non solo minaccia l’America ma minaccia anche i nostri alleati europei».
Donald Trump ha cambiato completamente il modo in cui un presidente degli Stati Uniti parla ai giornalisti. Da quando ha ordinato gli attacchi in Iran venerdì 27 febbraio, il presidente ha comunicato con post e video direttamente sul suo social network e ha risposto per tutta la settimana al suo cellulare a una serie di chiamate definite «esclusive», della durata di pochi minuti, con giornalisti di media americani che includono i siti Axios e Politico, la rivista The Atlantic, i quotidiani New York Times, Washington Post e New York Post, le tv Fox, Abc, Nbc, Cnn, il sito Washington Free Beacon, MS Now, la tv israeliana Channel 14 News. In un paio di casi ha parlato con giornali britannici (Daily Mail, Telegraph, Sun) e quella di ieri con il Corriere è la prima battuta al telefono con un giornale italiano. Una strategia mediatica deliberata e non convenzionale in un momento decisivo nel suo secondo mandato.
La missione italiana avviene in coordinamento con gli alleati europei, nell’ambito del cosiddetto «E4» (con Germania, Francia, Regno Unito), un meccanismo spinto dalla premier per affrontare questa fase di emergenza nel Mediterraneo. L’Italia ha mandato la fregata Martinengo a Cipro ha anche deciso l’invio di una batteria di difesa antimissili Samp/T agli Emirati e sistemi anti-droni a Kuwait e Qatar. Martedì scorso il presidente americano aveva ricevuto alla Casa Bianca un altro suo importante alleato europeo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ma durante quella visita ha usato invece toni molto critici nei confronti del premier spagnolo Pedro Sánchez, minacciando conseguenze commerciali per Madrid dopo che il suo governo aveva evitato l’uso per gli attacchi di due basi congiunte in territorio spagnolo e aveva fortemente criticato l’intervento. «La Spagna è stata terribile» ha detto Trump. «Taglieremo tutto il commercio con la Spagna, non vogliamo avere nulla a che fare con la Spagna».
Poi mercoledì nel briefing con i giornalisti alla Casa Bianca la portavoce Leavitt ha dichiarato: «Penso che la Spagna abbia ricevuto forte e chiaro il messaggio del presidente e da quello che so hanno accettato di cooperare con le forze militari americane». Madrid ha annunciato l’invio di una fregata a Cipro. Trump aveva già criticato Starmer sui giornali britannici, per non aver dato subito la disponibilità — per gli attacchi all’Iran — della base di Diego Garcia nell’arcipelago delle Chagos. Domenica Starmer ne ha poi offerto la disponibilità delle basi per scopi definiti «difensivi specifici e limitati», ma Trump era rimasto arrabbiato per l’esitazione dell’alleato. «Rovina i rapporti. Siamo molto sorpresi. Non è con un Winston Churchill che abbiamo a che fare».
E’ impressionante come il governo sia entrato così, de botto, in un cul de sac dal quale farà fatica ad uscire. E se perdono il referendum, impazziscono sul serio. Già Meloni è completamente scomparsa, al massimo si occupa di una madre con problemi psichiatrici.
E qui mi viene in mente Machiavelli e la fortuna del Principe. E’ decisamente venuta meno, ma Meloni non è riuscita (non ha voluto) nell’ultimo anno crearsi quella diga necessaria per arginare il cambiamento degli eventi esterni. Si è voluta stupidamente e testardamente legare mani e piedi a Trump, tanto da non potersi più liberare, dovendo ricorrere quindi a distrazioni che difficilmente potranno sortire alcun effetto.
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Sbraitate, sbraitate, ma cercate di essere cauti nell’uso delle parole. Fra qualche giorno verrà in Parlamento e, come al solito, vi tratterà da imbecilli.
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ormai non ragiona più, je va er sangue alla testa
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