(Tommaso Merlo) – Un gruppo di cristiani sionisti sono tornati alla Casa Bianca per pregare attorno al loro messia Donald J. Trump, un vecchio pederasta che li sta accontentando con l’ennesima crociata. Per loro quella in Iran non è una aggressione criminale ma un Armageddon, la battaglia finale tra il bene e il male citata nel libro dell’Apocalisse. Sono parole loro, non una barzelletta. E nello studio ovale hanno pregato affinché Dio illumini Trump nell’ardua jihad sionista che si appresta a combattere per salvare gli Stati Uniti e l’umanità intera. Parole davvero solenni mentre Trump con la testa abbassata e gli occhi socchiusi pensava al pannolone da cambiare. Già, se Trump soffre di demenza senile avanzata, certi invasati religiosi di demenza strutturale frutto di lavaggi di cervello infantili solidificati da decenni di ferreo bigottismo. Cristiani sionisti che sono peggio degli originali e che con una mano impugnano la Bibbia e con l’altra la mitragliatrice con cui in nome di Dio vogliono sterminare tutti i fantasmi che gli scorazzano nel cervelletto. Come se la Bibbia fosse un manifesto politico di matrice fascista che certifica la loro supremazia razziale ed ideologica, che giustifica accanimenti contro minoranze e diversità e che avvalora una guerra permanente che avendola dentro manifestano anche fuori. Presunti cristiani schierati fermamente con l’Erode dei nostri tempi che sterminati in massa i bambini di Gaza insiste ad imbrattare di sangue e dolore l’intera Terra Santa. Menomale che Gesù è risorto altrimenti si rivolterebbe nel santo sepolcro dalla mattina alla sera. Ed è proprio vero, più le persone pretendono di parlare in nome di Dio, più finiscono per agire contro gli uomini. Si autoconvincono di lottare contro il male senza rendersi conto di incarnarlo. Presunti cristiani che vorrebbero armare anche gli alunni delle elementari, che schifano i perdenti sui marciapiedi, che osannano la Gestapo per le strade e che credono fermamente nella guerra e quindi nella violenza a fini politici. Ma per loro Trump non è Gesù, è una sorta di San Giovanni Battista che annuncia l’arrivo dell’agnello. Sono parole loro, non una barzelletta. Ormai siamo ad un delirio tale che si sono ribellati anche i soldati dell’esercito americano perché da Washington è arrivato l’ordine di aizzare le truppe dicendo che la guerra in Iran è parte di un piano divino e che l’Armageddon porterà all’imminente ritorno di Gesù. E c’è da sperare per loro che non torni almeno per adesso, altrimenti distrugge la Casa Bianca in tre giorni e caccia tutti i lobbisti dal tempio e pure in malo modo. Sepolcri imbiancati che appaiono belli da fuori ma dentro sono pieni d’ogni immondizia. Se c’era una cosa che faceva imbestialire Gesù era proprio l’ipocrisia delle classi dirigenti del suo tempo e anche quella dei bigotti. E ne aveva ben donde visto che dopo due millenni sono ancora lì a manipolare le sue parole. Citano Gesù ogni due per tre ignorando in mala fede come il suo insegnamento si possa riassumere con una sola parola. Amore. Verso tutti e tutto e perfino i propri nemici. Altro che odio, altro che guerre, altro che palazzinaro col pannolone che sta trasformando il mondo nel cottolengo in cui dovrebbe essere ricoverato d’urgenza. Davvero, più che un problema politico l’Occidente ha un problema psichiatrico e non poteva produrre un presidente americano più rappresentativo di questa folle epoca. A furia di lavorare e consumare anche noi stessi abbiamo prodotto degli scribi e dei farisei che ci stanno portando all’autodistruzione planetaria a furia di ipocrisie, ignoranza, egoismi e faziosità viscerali. Il genocidio a Gaza è ancora in corso e già parte una nuova jihad sionista contro l’Iran che rischia di trascinarci tutti in un conflitto mondiale nucleare. E non ci sono dubbi, la gara in corso a chi è più terrorista la vince facile Israele coi suoi complici americani medaglia d’argento e noi servi europei sul terzo gradino del podio. Ma per scribi e farisei sono terroristi solo gli altri, solo i nemici che osano resistere alle nostre prepotenze e che hanno la colpa di essere diversi da noi. Ormai aggressori ed aggrediti variano a seconda di cosa conviene ai governanti di turno, con le istituzionali internazionali ridotte ad inutili soprammobili ed i giornali a carta igienica che però almeno ha una nobile funzione. Davvero un cottolengo 2.0 col messia Trump che soffre di incontinenza anche verbale che lo porta a rilasciare perle di continuo smentendo quelle del giorno prima. E secondo alcuni analisti militari se la potrebbe fare sotto anche davanti alla determinazione iraniana e con qualche pastiglia potrebbe accontentarsi di postare sui social di avere stravinto e di essere il migliore di sempre. Il tutto mentre i bigotti pregano per la jihad sionista ed i soldati americani per non finire al fronte per conto dell’immondo Erode dei nostri giorni. Già, meglio che Gesù non torni in questo periodaccio anche perché sentirebbe un sacco di bestemmie a furia di rincari della benzina e del carrello della spesa a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz. In compenso non sarebbe male se qualcuno si decidesse a seguire il suo insegnamento come aveva chiesto. E invece di terrorizzarci a vicenda, amarsi. E se fosse troppo, perlomeno ragionare e dialogare invece di spararsi addosso.