(di Michele Serra – repubblica.it) – Tra le imputazioni che il ministro della Guerra Hegseth muove al movimento degli scout americani, a parte la solita tiritera paranoica contro “le insidiose ideologie radicali woke”, ce n’è una che fa per metà sbellicare, per metà inorridire, così come capita sempre di fronte all’ottusità dei fanatici. L’accusa è di promuovere “religioni pagane incentrate sulla Terra”.

È abbastanza immaginabile la genesi di questo anatema: qualche genitore teocon (cristiano intollerante si capisce meglio), ascoltando i racconti della figlia o del figlio reduce dal campo scout, si sarà molto seccato scoprendo che il culto della natura, da sempre molto radicato nello scoutismo, non è adeguatamente inquadrato nella dovuta cornice biblica. E chissà mai che qualche accompagnatore, ispirato dalle “insidiose ideologie radicali”, abbia raccontato ai ragazzi che per i nativi americani natura e religione erano la stessa cosa (senza scomodare il “deus sive natura” di quel comunista di Spinoza); o che la spiritualità, nel mondo, ha molte forme, e si scrutano le stelle, a latitudini diverse, con la stessa devota meraviglia, e senza alcun bisogno che un prete o un ayatollah ci spieghi perché il cielo notturno è commovente.

Tanto basta per scatenare sospetti e proteste che, in quel bell’ambientino che è il Maga, prosperano come le mosche sul letame (ops, ho fatto un esempio che tradisce la mia devozione a Madre Terra). Così che, per bocca del ministro della Guerra – ruolo che sta al creato quanto un bazooka sta alle farfalle – gli scout vengono ammoniti a non bamboleggiare con queste stupidaggini new-age. Non dite a Hegseth che, a indagare meglio, magari si scopre perfino qualche scout ateo. Potrebbe decidere di farli arrestare tutti per attività antiamericane. Guardate che siamo a un passo.