
(di Michele Serra – repubblica.it) – Vorrei essere spagnolo. Il discorso di Pedro Sánchez — semplice, limpido: e la forma è sostanza — è il discorso di un leader europeo che ha preso atto delle condizioni del mondo presente, e dice a chiare lettere che non esiste più una coincidenza “occidentale” tra gli interessi americani e quelli europei: e non da oggi, almeno dai tempi della demente invasione dell’Iraq. E soprattutto — che sollievo! — Sánchez non si è limitato al necessario elenco delle divergenze di interesse. Ha usato, con forza e convinzione, le categorie del giusto e dell’ingiusto. Si è appellato a criteri etici quasi scomparsi dal linguaggio della politica internazionale, e cancellati brutalmente dallo scarno vocabolario di Donald Trump. “No alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi e la popolazione civile. No all’idea che il mondo possa risolvere i propri problemi solo attraverso i conflitti e le bombe. No alla ripetizione degli errori del passato… l’umanità può ancora lasciarsi alle spalle sia l’integralismo degli ayatollah sia la miseria della guerra”. Non è solo un appello alle pie speranze alle quali ci si aggrappa quando il terreno manca sotto i piedi. È la rivendicazione di una radicale differenza culturale e politica. Non è solo divergente l’azione politica, divergono i princìpi che la ispirano. Trump parla di guerra con tronfia considerazione della sua capacità di dare morte (e in questo, tiene bordone agli ayatollah). È un fondamentalista bellico. Lo è rivendicandolo, sbandierandolo.
Sánchez ha parlato anche agli altri leader europei, dicendo loro che non è più possibile rimandare il momento in cui l’Europa prenda atto di non essere dalla stessa parte di Trump. Che si è molto seccato, e minaccia sanzioni alla Spagna. Si dubita, per adesso, che decida di bombardarla.
Io vorrei essere italiano.
Come Conte che pensa e dice le stesse cose di Sanchez.
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E che purtroppo non è il Presidente del Consiglio!! Se ci fosse lui al posto di un inetta l’Italia davvero avrebbe potuto fare qualcosa di importante e di serio! Ma tant’è 😢…
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E.C. un’inetta
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Purtroppo dobbiamo ringraziare tutti gli astenuti puri e duri che alle ultime politiche hanno lasciato il campo a questo governo che sta occupando ogni ganglio del potere per imporre il suo comando.
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Serra torna pacifista , almeno per il momento. Mi colpisce il fatto che lui condivida del giudizio dello spagnolo il fatto che gli interessi Usa non coincidano con quelli di noi europei ,visto che questo è un fatto acclarato da decenni ma che nel caso del conflitto russo ucraino ci ha prodotto danni inestimabili ma di cui lui non ha tenuto conto quanto Biden e i suoi predecessori attuavano il colpo di stato a Kiev per puntare a destabilizzare non solo la Russia ma la nostra economia EU nonché il ruolo politico di essa.
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Sanchez è la prova provata (e splendida) che non è affatto vero quello che ripetono i menefreghisti e i filoastensionisti di casa nostra, ovvero quelli che tifano per lo status quo dichiarando di odiare lo status quo.
Non è affatto vero che qualunque governo sarebbe costretto a prostrarsi a 90 agli USA perché sono loro a comandare (ultimamente lo ripetono incessantemente soprattutto i fozzagioggia, per farsi mandar giù il sovranismo alla rovescia della loro prediletta).
Certo, nessuno potrebbe decidere di uscire (impunemente) dalla Nato, o di far sloggiare le basi americane sparpagliate in Italia; ma alzare la voce e negare la partecipazione ad azioni palesemente guerrafondaie si può, e senza temere bombardamenti (immediati); certo, c’è il rischio Mattei, o anche quello meno cruento di ritorsioni economiche; ma una posizione diversa da quella del sodomita passivo la si può anche provare a mantenere, e forse qualcuno la terrebbe se fosse al governo al posto della servetta.
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Battersi per fare sloggiare gli Usa dal nostro territorio è ormai un obiettivo vitale. Il primo e il più importante
Qualsiasi altra soluzione risulta come protesta per la catena al collo troppo corta.
Ma sempre catena al collo rimarrebbe.
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