(Tommaso Merlo) – L’aggressione illegale all’Iran potrebbe rappresentare la fine dell’impero americano e del sionismo. O perlomeno è questa la speranza del mondo intero. Girare pagina dopo decenni di guerre assurde e il ritorno al diritto internazionale e alla pace. Perfino i militari americani sono contro l’aggressione all’Iran, la definiscono una guerra per conto di Israele e sono imbestialiti perché avevano votato Trump proprio per non ripetere certi tragici errori. Ma si sa, il sistema è marcio. I politicanti promettono a vanvera per raccattare poltrone e poi ubbidiscono a chi comanda davvero dietro le quinte. Vale per la politica come per il compianto giornalismo. I media mainstream fanno propaganda per conto dei loro padroni, ma in rete gli esperti militari anche americani ritengono che la guerra all’Iran sia già persa. Perché la Casa Bianca non ha una strategia, mentre l’Iran prepara la sua minuziosamente da vent’anni. Perché gli americani combattono controvoglia per conto altrui, mentre per l’Iran è una questione di vita o di morte. Perché gli americani sono a corto di munizioni e di soldi mentre l’Iran ha un arsenale low cost infinito e la Cina alle sue spalle. Perché siamo nell’era del videogioco e l’Iran ha sviluppato missili balistici ed ipersonici che gli invasori si sognano. Perché con la chiusura dello Stretto di Hormuz la crisi diventerà globale come le pressioni su Trump per tagliar corto. Perché Teheran ha alle spalle il suo popolo, mentre Washington solo la lobby sionista. Ma la guerra è persa in partenza soprattutto perché il “cambio di regime” è una bufala epocale. Quello attraverso bombe dal cielo non esiste, mentre quello via terra è una illusione. Per arrivare a Teheran gli americani dovrebbero sconfiggere milioni di iraniani tra le loro montagne e anche se avessero la meglio, non risolverebbero nulla. Gli americani sono entrati a Baghdad ed hanno ammazzato Saddam ma dal giorno dopo gli iracheni hanno cominciato a ribellarsi fino a costringerli a scappare a gambe levate. E che dire dell’Afghanistan dove americani e servi europei al seguito sono scappati come ladri dopo vent’anni di occupazione rilasciando Kabul in mano ai Talebani. Puoi sottomettere uno stato con la forza, ma non un popolo che prima o poi torna sempre padrone a casa sua. E a maggior ragione un paese vasto, potente e dalla complessa cultura come quella persiana. E se gli americani corrompessero i Kurdi o chi per essi per fare il lavoro sporco, sarebbe ancora peggio. Il cambio di regime è una bufala, un’arma di distrazione di massa con cui hanno infinocchiato per decenni i telespettatori occidentali. Il vero obiettivo in Iran non è la fine del regime degli Ayatollah, ma la distruzione di quel paese. Devastare le sue infrastrutture, rovinare la sua economia e destabilizzare la sua società in modo da renderlo debole e quindi innocuo e quindi succube al dominio americano globale e a quello sionista nella regione. Punto. Se la Repubblica Islamica dell’Iran fosse una serva della Casa Bianca e disposta a chiudere occhi ed orecchi davanti alla pulizia etnica palestinese, l’Ayatollah sarebbe ricevuto a Washington coi tappeti rossi come fanno con tutti gli sceicchi corrotti e liberticidi degli emirati arabi. E non finisce qui. Perché perfino la distruzione di un paese è una bufala epocale. Paesi come il Libano sono massacrati dai sionisti da decenni, non solo li hanno invasi e bombardati infinite volte ma alle spalle li hanno ridotti sul lastrico finanziariamente e infiltrati politicamente. Eppure sono ancora lì che combattono in queste ore. E che dire dei palestinesi perseguitati e tenuti sotto assedio da decenni. Non solo non hanno ceduto di un millimetro, ma la loro resilienza si è rafforzata. Nemmeno un genocidio li ha piegati ed anzi, non sono mai stati politicamente così forti perché la loro causa si è diffusa nel mondo intero mentre Israele è considerato uno stato canaglia. È così. Decenni di operazioni occulte dello stato profondo, decenni di violenze e di crimini impuniti in tutto il Medioriente, hanno solo favorito il sorgere di una resistenza sempre più estremista allontanando l’unico modo per risolvere i problemi che è ragionare tra persone ben intenzionate e di buonsenso. La novità storica di questi mesi è che dopo decenni di dominio militare assoluto, americani e sionisti si trovano difronte una potenza militare come l’Iran che si sta preparando da decenni a questo conflitto specifico e che per ironia della sorte ha i popoli del mondo dalla sua parte ed alleati potentissimi alle sue spalle. Mentre la sostanza è sempre la solita, quella di una guerra invincibile dato che il cambio di regime ma anche la distruzione altrui sono delle bufale epocali. L’aggressione illegale all’Iran non la vogliono nemmeno gli americani e gli esperti la considerano una guerra già persa mentre il mondo intero spera nella fine dell’impero americano e del sionismo. In modo da ricominciare ad investire risorse ed energie per costruire un mondo migliore invece che per distruggerlo.