In una nota inviata a Presidente della Regione Campania e al sindaco di Napoli, il WWF chiede quale sarà il futuro dell’area dopo l’evento

La Coppa America a Napoli è il cavallo di Troia con cui realizzare a Bagnoli un porto turistico che era sempre stato escluso dalle pianificazioni precedenti. Un processo speculativo che toglie a Napoli la speranza della restituzione di un tratto di mare aperto alla pubblica fruizione balneare, rinunciando alla bonifica integrale dell’area. Il tutto senza trasparenza su alcune delle scelte future che vengono strumentalmente nascoste dal dibattito intorno alla Coppa America, la cui preparazione procede con modalità di necessità e urgenza come si trattasse di una calamità naturale. 

Il WWF riconosce certamente l’importanza dell’evento per la città di Napoli, non nega l’opportunità economica e promozionale per il territorio, né il fascino e la bellezza della manifestazione, ma afferma che andava gestita in modo tale da non mettere in discussione i termini e gli obiettivi dell’intervento di bonifica a Bagnoli, frutto di studi approfonditi, dibattiti e confronti partecipati, di scelte ponderate. Per questo il WWF, a firma del Presidente del WWF Italia Luciano di Tizio e del Delegato WWF per la Campania Raffaele Lauria, ha inviato una nota puntuale al Presidente della Regione Roberto Fico e al Sindaco di Napoli, nonché Commissario per gli interventi a Bagnoli. Nella nota, in particolare, il WWF chiede di conoscere quale sarà il futuro dell’area dopo la Coppa America e di sapere cosa si intenda mantenere dello spirito della vecchia progettazione, animato dall’interesse pubblico prevalente che vedeva una pianificazione integrata dell’area con puntualiripristini ambientali e naturalistici, sia per la parte a mare, che per la costa e la pianura in connessione coi nuclei abitati. “Un evento di prestigio non si può tradurre in un pretesto per imporre infrastrutture permanenti estranee alla pianificazione pubblica condivisa- afferma il Delegato WWF per la Campania Raffaele Lauria, che aggiunge: sollecitiamo un impegno formale per garantire che Bagnoli riceva una bonifica integrale e torni a essere un bene collettivo, tutelando il diritto dei cittadini a un litorale risanato e sottratto a logiche di esclusività.” 

Il WWF in passato è stato protagonista di una raccolta firme per chiedere e sostenere il ripristino delle spiagge di Bagnoli. La petizione intitolata “È meglio un porto per pochi o una spiaggia per tutti?” raccolse diverse migliaia di adesioni che chiedevano “di risarcire la Città di Napoli” attraverso la realizzazione di un “piano particolareggiato di tutta l’area” che potesse rendere a Bagnoli le “caratteristiche di pianura costiera (…) restituendo quel mare alla Città”. La petizione specificava con chiarezza che la presenza del “porto non avrebbe consentito la restituzione del mare ai napoletani tranne a quelli che potranno permettersi il posto barca”. 

La spiaggia pubblica e la “restituzione” del mare di Bagnoli alla città di Napoli ha costituito l’elemento caratterizzante della pianificazione sin prima della Coppa America, ha inoltre costituito il simbolo tangibile e innegabile della bonifica integrale sia a terra che a mare. Nella nota inviata al Presidente della Regione e al Sindaco di Napoli, il WWF ricorda che nel 2020 venne indetto il bando internazionale UrbaNAture, curato da INVITALIA, per progettare l’assetto dell’area di Bagnoli. Nessuno dei progetti primi classificati nel 2021 prevedeva il porto tra i due pontili che con la Coppa America si intende realizzare, e in modo diverso tutti ridisegnano il cosiddetto waterfront per garantirne la pubblica fruizione anche ai f ini della balneabilità In particolare, il progetto primo classificato prevedeva la realizzazione di tre ambiti strettamente connessi tra loro: “Il parco naturale che univa il mare alla collina in una logica di rete ecologica, il bosco produttivo con specie autoctone, il parco urbano a ridosso del quartiere”. Il WWF sottolinea poi come INVITALIA nel “Programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana” redatto nell’aprile 2019 prevedeva “il parco urbano con la spiaggia pubblica ed il lungo waterfront di circa 2 chilometri unitamente a tutti gli spazi verdi” che costituivano “circa l’80% delle aree d’intervento”. 

Le elaborazioni progettuali si basavano su puntuali studi di ISPRA e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che individuavano i quantitativi di materiale da rimuovere sia a terra che a mare. La possibilità della bonifica integrale non era mai stata esclusa, anzi addirittura quantificata nei volumi e nei costi. Il cambio di rotta è avvenuto con il decreto legge 60/2024 che ha disposto la soppressione dell’obbligo di ripristino della linea naturale di costa eha “anestetizzato” la procedura di valutazione ambientale strategica che garantiva la visione d’insieme dell’area di Bagnoli all’interno della Valutazione d’Impatto Ambientale per gli interventi di messa in sicurezza funzionali allo svolgimento della Coppa America. Il tutto accompagnato da un cambio radicale di strategia rispetto al danno ambientale certificato da innumerevoli analisi fatte dagli Enti preposti o disposte dalla Magistratura: con buona pace del principio di “chi inquina paga” di cui all’art. 191 del Trattato dell’Unione Europea. Il risanamento di Bagnoli sarà a carico pubblico senza possibilità di esercitare alcuna azione di danno nei confronti dei responsabili del disastro ambientale causato. 

Oggi il Commissario Straordinario autorizza opere sostanzialmente irreversibili, quali la realizzazione di scogliere a mare perimetrali o l’approfondimento dei fondali antistanti la colmata. Il WWF dà atto che sempre con decreti del Commissario Straordinario sono state predisposte misure di controllo e monitoraggio ambientale dei lavori, ma questi in quanto tali sono giustificati per un evento momentaneo e transitorio e non altrimenti si sarebbe potuto fare per la realizzazione di un porto diportistico permanente.

Com’è noto c’è differenza tra la bonifica integrale, inizialmente prevista per Bagnoli, e una messa in sicurezza, cioè l’intervento che oggi si sta realizzando. Se infatti la bonifica integrale elimina definitivamente la contaminazione, la messa in sicurezza la circoscrive al fine di prevenire rischi immediati, rischi rispetto all’uso che si vuole fare dell’area soggetta all’intervento. Quando nel 2012 si iniziò a ragionare per la prima volta della Coppa America a Napoli, l’area di Bagnoli fu esclusa proprio in ragione dell’esigenza di una bonifica integrale che era incompatibile con i tempi dell’evento. Gli inquinanti e i rischi per la salute non sono certo oggi cambiati; rimane quindi oggettivo il fatto che per cui una destinazione dell’area ad una fruizione continuativa (qualunque essa sia) vede certamente preferibile un intervento di bonifica integrale più che non una messa in sicurezza. 

In modo estremamente diretto, dunque, il WWF chiede di dire con chiarezza che cosa si voglia fare di Bagnoli dopo la Coppa America e quale si creda debba essere il percorso autorizzativo per realizzarlo; è di tutta evidenza, infatti, che le autorizzazioni e i pareri rilasciati per la Coppa America non possano essere automaticamente traslati per il mantenimento di un porto diportistico, la cui realizzazione imporrà inevitabilmente crescenti necessità di infrastrutture, servizi e viabilità.