“Giorgia Meloni possiede indubbiamente una personalità forte e carismatica. La proposta di trasformare l’Italia in una Repubblica presidenziale è una questione delicata che richiede un ampio dibattito. Vorrei ricordare che pure il presidenzialismo era già previsto nel Piano della P2”

(estr. di Giuseppe Pipitone – ilfattoquotidiano.it) – […] Vedere che l’Italia va a votare per approvare la separazione delle carriere in magistratura “farebbe felice” Licio Gelli. A sostenerlo non è un esponente dell’opposizione e neanche un componente del comitato per il No al referendum, ma Maurizio Gelli, quartogenito del capo della P2. Classe 1959, in passato processato per aver favorito la fuga del genitore (“Ma sono stato assolto”, sottolinea), da tempo Gelli junior ha lasciato l’Italia per il Nicaragua, dove ha scalato le gerarchie diplomatiche. Dopo i precedenti incarichi in Uruguay e Canada, il governo di Daniel Ortega l’ha nominato ambasciatore in Spagna, con accredito concorrente anche in Grecia, Francia, Andorra, Slovacchia e Regno Unito.
[…] Poche settimane fa, però, Managua ha cacciato l’ambasciatore spagnolo, considerandolo “persona non grata”. Per il principio di reciprocità diplomatica, dunque, pure Madrid ha espulso Gelli. “Sono state scritte cose imprecise su questa storia, pago responsabilità non mie”, sostiene lui, rispondendo dalla Francia alle domande del Fatto . Inevitabile interpellarlo sulla separazione delle carriere, già prevista nel Piano della Loggia P2.
Ambasciatore, col Sì al referendum si realizzano le idee portate avanti da suo padre?
Sì, questo vuol dire che sono attuali e continuano a influenzare il dibattito pubblico. La separazione delle carriere potrebbe aiutare a migliorare la funzionalità e l’efficienza del sistema giudiziario italiano.
È il suo parere o sarebbe pure quello di suo padre, morto nel 2015?
Mio padre aveva una mente acuta, con una grande visione della politica italiana: sono certo che avrebbe avuto un’opinione molto favorevole su questa riforma.
[…] In un’intervista al direttore Travaglio ai tempi della Bicamerale, suo padre disse che stavano copiando il suo Piano: “Dovrebbero darmi il copyright”. Sono parole ancora attuali?
Sì, mio padre sosteneva che la politica italiana spesso si appropriava delle sue idee. Mi chiedo cosa ne penserebbe un avvocato specializzato in proprietà intellettuale. La questione della separazione delle carriere non è un tema nuovo e il fatto che oggi sia al centro di un referendum rispecchia la lungimiranza di mio padre. Questo è un momento di rinnovamento che potenzialmente potrebbe portare a una nuova visione della magistratura in Italia.
“Io non conosco il piano della P2. Posso dire che se quella del signor Gelli era un’opinione giusta, non si vede perché non si dovrebbe seguire”. Lo ha dichiarato il ministro Nordio il 18 novembre: è d’accordo?
So bene che la figura di mio padre può suscitare sentimenti contrastanti, ma è fondamentale esaminare le sue proposte con un occhio critico. Non è un caso che la politica italiana negli ultimi anni abbia riscoperto molte delle sue idee: se possono portare miglioramenti alla società italiana, ben venga.
Che opinione ha di Nordio?
Sta affrontando sfide cruciali e il suo operato ha sollevato un dibattito molto stimolante. Le sue iniziative, come i test psicoattitudinali per i magistrati, dimostrano la volontà di attuare cambiamenti strutturali. È interessante notare come anche quest’idea dei test fosse già nel Piano di mio padre.
Tra le riforme ipotizzate dal governo Meloni c’è anche il premierato: che ne pensa?
Giorgia Meloni possiede indubbiamente una personalità forte e carismatica. Sono convinto che le politiche del governo, specialmente nell’ambito delle riforme istituzionali, avranno un impatto significativo. La proposta di trasformare l’Italia in una Repubblica presidenziale è una questione delicata che richiede un ampio dibattito. Vorrei ricordare che pure il presidenzialismo era già previsto nel Piano della P2.
L’ex Gran Maestro del Grande Oriente, Giuliano Di Bernardo, sostiene che gli elenchi della P2 erano incompleti: c’erano altri nomi?
Ovviamente ci saranno sempre misteri su questa storia, ma chi può dire se gli elenchi fossero davvero completi? Non certo Di Bernardo.
Un altro mistero è quello dell’archivio di suo padre in Uruguay: che fine ha fatto?
La ricerca del passato può essere complicata, purtroppo ci sono cose che restano irraggiungibili. Pochissime persone erano a conoscenza del vero archivio di mio padre.
Silvio Berlusconi era iscritto alla P2, come Fabrizio Cicchitto: li ha mai conosciuti?
Ho avuto l’opportunità di interagire con Berlusconi, il suo approccio alla politica è stato a volte polarizzante, ma indubbiamente affascinante. Quanto a Cicchitto, è un politico di grande esperienza e il suo punto di vista ha sempre suscitato interesse.
Tra le novità emerse dai processi, il ruolo di suo padre e della P2 nella strage di Bologna. Vuole dire qualcosa ai familiari delle vittime?
Non esistono parole in grado di attenuare il dolore delle famiglie. Non desidero addentrarmi nei dettagli, posso solo dire che mio padre ha sofferto enormemente a causa di alcune persone che lo hanno calunniato. È essenziale continuare a cercare la verità su un episodio oscuro della storia.
Verrà in Italia per votare?
Sì, se gli impegni me lo permetteranno.
Ambasciatore, lei è massone?
Preferisco non rispondere.
non ho nulla da “scrivere” preferisco….continuare ad occuparmi di altro….!!!
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Licio Gelli era un ex repubblichino e oggi al governo ci sono dei parafascisti che vogliono trasformare l’Italia proprio in una repubblichina. Per quanto riguarda i diritti d’autore sulle idee del caro babbo dell’intervistato con la feluca, le parole che si possono utilizzare per descrivere un piano eversivo non costituiscono opere letterarie ma più semplicemente atti giudiziari.
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Grazie tante ma c’eravamo arrivati anche da soli.
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