
(Tommaso Merlo) – Con tutti i soldi che guadagnano, ci si aspetterebbe che i politici almeno si informino prima di aprire bocca e darle fiato. Come nel caso del poliziotto infedele. Prima attendi i fatti e poi se proprio utile alla collettività, allora esterni. Così eviti di fare figuracce e di scatenare inutili cagnare. E a maggior ragione se hai un ruolo governativo perché rappresenti tutti i cittadini e non solo i tuoi follower. Ma la febbre tifoide ha infettato sia elettori che eletti e i politicanti si sono ridotti ad influencer che si precipitano scompostamente su ogni bolla mediatica. Un po’ perché in perenne crisi d’astinenza da potere ed attenzione, un po’ per manipolare i fatti in modo da portare acqua al proprio mulino partitico. Non analisi e ragionamento, ma flatulenza social. E dato che imperversa la campagna referendaria, ogni occasione è buona per gettare fango sulla magistratura e dimostrare che bisogna votare come vogliono loro in modo da metterla a cuccia. È così. Se gli conviene intervengono anche sulle beghe di cortile, altrimenti fanno spallucce. Perfino su eventi storici drammatici come il genocidio, passano dal silenzio assordante alle scoreggine propagandistiche filo sioniste arrivate ormai ben oltre i limiti del ridicolo. Nessuna analisi o ragionamento , nessuna visione e presa di posizione italiana, ma solo guinzaglio e museruola americani anche a costo di calpestare la nostra Costituzione e tutta l’eredità valoriale del dopoguerra. Siamo una portaerei americana di stanza nel Mediterraneo in attesa che il Pentagono ci annunci l’inizio della Terza Guerra Mondiale e in quale trincea ci dobbiamo infilare. Al momento il focolaio più attivo è quello iraniano, un conflitto assurdo e potenzialmente devastante perché lambisce la Cina. Sul trono dell’impero americano è arrivato un tipaccio inetto da far rimpiangere Caligola che ha trascinato il mondo nel caos, eppure la colonia italica continua ad inginocchiarsi ossequiosa a prescindere. Su Gaza faccia e pure cuore girati dall’altra parte, sull’Iran servile mutismo mentre sull’Ucraina logorroica propaganda Nato. Con politicanti e media mainstream che da quattro anni buttano benzina sul fuoco oltre che un sacco di soldi mentre da noi si trasportano i cuori col frigo termico da spiaggia e per una visita medica bisogna sperare di sopravvivere abbastanza a lungo oppure vendere i mobili di casa e ripiegare sul privato mentre dopo due gocce si allaga tutto. Sono quattro anni che a Roma echeggiano i deliri bellici dei tecnocrati europei col risultato che l’Ucraina è un immenso cimitero mentre noi comuni mortali paghiamo con astronomiche bollette il masochistico scontro con la Russia. Tutti a galleggiare in una crisi permanente che nessuno ha il coraggio di chiamare declino. Tantomeno a Roma dove imperversa la flatulenza social e nessuno muove un dito. Certo, atavica sudditanza al padrone straniero, campanilismo degenerato in consumismo anche di se stessi, incaprettamento del casinò finanziario globale, ma anche classi dirigenti che se davvero rispecchiano la società italiana, allora siamo messi davvero malissimo e l’unica salvezza è un ricambio integrale di dimensioni epocali. Tabula rasa e spazio ai giovani e ai ghettizzati dal sistema perché troppo liberi e di valore oppure a tutti coloro che volontariamente si sono tenuti lontani da certa cloaca partitocratica. Potere al primo partito politico italiano, quello dell’astensione per disperazione. È questa la vera priorità italiana, dalla febbre tifoide che ha infettato elettori ed eletti, bisogna tornare ad una democrazia sana con cittadini e loro rappresentanti che svolgono i rispettivi ruoli in modo perlomeno sensato. Non realtà virtuale ma quella fuori dalla finestra con concetti rivoluzionari come onestà anche intellettuale, modestia ed empatia soprattutto verso i più deboli. Non politica come egoistica carriera e privilegio, ma sacrificio disinteressato verso la collettività. Nessuno pretende che a Roma arrivino dei geni e degli illuminati, ma perlomeno persone serie e genuine e con un bagaglio anche personale adeguato al gravoso compito. Non influencer che si precipitano scompostamente su ogni bolla mediatica per raccattare like, ma persone che si precipitano sui problemi e non si muovono finché non li risolvono. Non servi di qualche indecente Caligola o peggio ancora di chi lo ricatta, ma persone al servizio esclusivo della propria comunità. Non flatulenze social ma analisi, ragionamenti e una visione di paese. Ma per fortuna le attuali classi dirigenti non rispecchiano l’intera società italiana e l’unica speranza è un ricambio generazionale integrale di dimensioni epocali. Tabula rasa e potere al primo partito politico italiano, quello dell’astensione per disperazione.
Solito delirio
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Non commento.
Noto che una certa parolina (Flat…) ricorre n-volte.
E allora, per ridurre l’intossicazione causata da alcuni politici nefasti cosa c’è di meglio di una bella passeggiata? 🙂
https://www.trekking.it/salute-e-benessere/fart-walk-peti/
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in effetti sta facce fanno venire voglia di
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