(Giancarlo Selmi) – Milioni di persone verranno chiamate al voto per opinare su tecnicismi che non conoscono. Molti di loro non hanno capito neppure che cosa, o su cosa, voteranno. Una cosa è certa, non voteranno su qualcosa che inciderà pragmaticamente sulle loro vite. E non migliorerà la giustizia. Vincesse il no o, malauguratamente, vincesse il sì, chi non arriva a fine mese continuerà a non arrivarci. Chi non ha i soldi per curarsi continuerà a non averli. Chi è precario o sottopagato continuerà a esserlo. I processi dureranno quanto durano adesso.

Eppure su questo referendum il governo ha chiamato le masse alle armi. Quelli non governativi e che voteranno NO, lo faranno, nella stragrande maggioranza, perché hanno a cuore la Costituzione e vorranno, con il loro voto, salvaguardarla da pericolose e potenzialmente liberticide fughe in avanti. Quelli che voteranno sì, compresi quelli appartenenti alle categorie suddette, insulteranno su fb e lo faranno perché la loro beniamina li ha arruolati e loro rispondono agli ordini.

È veramente triste dirlo, ma la pochezza dei contenuti a supporto del sì avrebbe dovuto già convincerne più d’uno. Meloni, in pratica, dice che la magistratura va ridimensionata perché non le permette di governare, Nordio il concetto lo ribadisce e lo amplifica. Se quanto dice Meloni fosse vero, parlando di ciò che va a finire materialmente nelle tasche degli italiani, oppure tolto dalle tasche degli italiani, sarebbe quindi colpa della magistratura la mancata rimozione delle accise? O l’aumento delle stesse per quasi 15 centesimi?

È colpa della magistratura l’assenza pressoché totale di politiche sociali e per la casa di questo governo? La contrazione del fondo per le non autosufficienze? 32 mesi di calo della produzione industriale ? L’aumento costante dei reati di strada? È colpa della magistratura il decreto sui Rave party mai utilizzato? Due decreti sicurezza che stanno dimostrando la loro completa inefficacia oltre che pericolosità? Gli agenti che gestivano a loro vantaggio le piazze di spaccio?

O l’aumento costante del costo del carrello della spesa? La precarietà e i bassi salari? Le pensioni da fame e l’allungamento della età pensionabile? Il crollo verticale della sanità pubblica, della scuola e di tutto quello che riguarda il welfare? A queste e ad altre cose Meloni doveva dare risposte, non lo ha fatto. Aveva un impegno con gli italiani e non lo ha rispettato. E di queste cose dovrebbe parlare, non di Sanremo e di uno pseudo comico a cui la rete ha detto ciò che pensava.

Meno ancora attaccare i magistrati, un giorno sì e l’altro pure, come fossero l’origine di tutti i mali, solo perché svolgono, nella grande maggioranza e con diligenza il loro dovere. Meloni governa da quasi quattro anni, la causa di ciò che non va non può essere altra persona che lei stessa. Se ne prenda la responsabilità. Quelli che per tifo voteranno sì, che controllassero il loro frigorifero e verificassero quanto sia più vuoto di prima. E, se ne fossero capaci intellettualmente, riflettessero.

Perché al suo svuotamento ha contribuito la loro paladina, non la sentenza di qualche magistrato.