
(Stefano Rossi) – Il 23 sera ho assistito alle dichiarazioni del Prof. Enrico Grosso, ordinario di diritto Costituzionale presso l’Università di Torino con il giornalista Italo Bocchino.
Dopo, per curiosità, sono andato a vedere il curriculum del professore (https://www.univda.it/wp-content/uploads/2019/07/CV-Prof.-Enrico-Grosso.pdf), e mi sono tornare in mente alcune domande che, improvvidamente, Bocchino faceva al costituzionalista, presidente del Comitato “Società civile per il NO”.
Discutevano se la magistratura fosse un contropotere o no, e Bocchino, che evidentemente non capiva il senso, controbatteva dicendo che non di potere si tratta ma di ordinamento.
Purtroppo, a molti, sfugge che la Costituzione è stata ideata per bilanciare poteri, e contropoteri, per evitare che possa prevalerne uno su tutti gli altri con istinti autoritari.
Quando si parla di contropotere, è noto a chi studia la materia, non ci si riferisce a un potere che contrasta gli altri poteri dello Stato, ma si tratta di un’espressione che riflette i pesi e contrappesi voluti dai Padri costituenti.
Ma sono finezze che possono sfuggire a chi è poco avvezzo con gli strumenti delle democrazie parlamentari.
Ma c’è un passaggio che meriterebbe attenzione e dibattiti di approfondimento.
La Gruber ricordava che, Fratelli d’Italia, ha diffuso sui social un post con la scritta “Questo è il vero Referendum anti casta Vota Si”. Spesso viene spiegato che i magistrati non pagano mai per gli errori commessi.
Bocchino rincarava la dose: “Nel 2025, 1582 casi disciplinari, 96,5% di archiviazione, solo il 3,5% di sanzioni disciplinari, quasi tutti per ammonimenti”. Lasciava intendere che la magistratura si autoassolve e che nessuno dei giudici paga per gli errori commessi.
Il Prof. Grosso gli ha dovuto spiegare che non si trattavano di procedimenti disciplinari, bensì di esposti, molti dei quali, in seguito, vengono abbandonati o archiviati, quindi sono dati fuorvianti che non spiegano nulla.
E proseguiva per far capire meglio al poveretto. Il presidente del CSM, avv. Fabio Pinelli, indipendente di area Lega, quindi, non certo vicino alle c.d. “toghe rosse”, ha detto che i procedimenti disciplinari funzionano e il 40% finiscono con delle condanne.
Dare in pasto all’opinione pubblica dati fuorvianti, dimostra solamente che, coloro che invocano di votare “sì” al Referendum, non hanno di meglio per spiegare le loro ragioni.
Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, scrivevano gli antichi.
E Bocchino si scavava la fossa con le sue mani.
Calcolatrice alla mano, insisteva dicendo che c’era qualcosa che non tornava con i numeri.
Ed ancora una volta il professore ha tentato di spiegare che, il lavoro del magistrato, non può essere misurato con il centimetro, che molti risarcimenti per ingiusta detenzione non sempre sono il frutto di un errore con dolo o colpa grave di un giudice, per quanto duro possa essere farlo capire a chi rimane invischiato nelle tele della giustizia.
Ed ecco la parte importante del discorso.
Concludeva il Prof. Grosso: “Guardi che è molto pericoloso ragionare così. Perché se noi dovessimo pensare che tutte le volte che un indagato viene arrestato e poi, all’esito del processo viene assolto, il magistrato deve pagare perché era stato arrestato, guardi che i magistrati non arresterebbero più nessuno”.
Purtroppo una certa politica populista, di becera propaganda troppo facilona, buona per arringare chi è totalmente fuori da ogni minima conoscenza della materia, ha diffuso l’idea, malsana e aberrante, che il magistrato, se sbaglia, deve pagare come l’idraulico, il medico, il falegname, dimenticando, per pura ignoranza, che il magistrato non fa un lavoro come l’idraulico, il medico, il falegname.
Tanto per fare un esempio, alle risultanze delle indagini, condotte in modo errato dalla polizia giudiziaria, o dai periti, o dalle testimonianze, il giudice, può essere indotto a prendere una decisone che solo dopo anni, si rivelerà sbagliata.
Ma l’errore chi l’ha commesso?
È un esempio che potrà capire solo chi ha voglia di capire.
Per gli altri, quelli che vogliono sbranare la “casta”, i “poteri occulti”, far pagare per tutti i mali del mondo la magistratura, sicuramente continueranno a non capire e votare con la panza, non con il cervello.
e molto spesso quando un problema è di lana caprina ,la politica si rivolge alla Magistratura per risolvere…perchè la Politica è incapace!
Comunque di incolti in questo governo ce ne sono molti…avevano poca scelta…purtroppo eeee…. bocchino lo dimostra!
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