“Il leader europei ammettano che Mosca non è una minaccia e tengano fede agli accordi”

(estr. di Salvatore Cannavò – ilfattoquotidiano.it) – […] Jeffrey Sachs, professore alla Columbia University, commentatore attento di quel che accade nell’Est Europa è convinto che le chiavi della pace risiedano in Europa. E a quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina offre un’analisi molto netta.
Qual è oggi la situazione reale in termini di posizioni geopolitiche tra Ucraina e Russia dopo quattro anni di guerra?
[…] La situazione è tale che a mio giudizio la Russia vincerà la guerra, nel senso che raggiungerà i suoi tre obiettivi: il controllo del territorio, l’impegno dell’Ucraina alla neutralità permanente e alla non adesione alla Nato, e l’assenza di truppe Nato di stanza in Ucraina dopo la cessazione dei combattimenti. La Russia controlla circa il 78% di Donetsk, il 100% di Lugansk, il 73% di Kherson e il 76% di Zaporizhzhia. Probabilmente conquisterà il resto di questi oblast. E se non ci sarà un accordo di pace, probabilmente continuerà a conquistare anche Odessa e forse altre parti dell’Ucraina.
E qual è invece, in termini geopolitici, lo “stato del mondo”, visto anche il ruolo di Donald Trump?
Trump è un destabilizzatore e un politico fallito, che sta perdendo il sostegno interno, attualmente intorno al 37% e in calo. La recente decisione sui dazi è importante. È una dimostrazione significativa dei limiti del suo potere. Trump non dovrebbe essere visto al di fuori degli Usa come un tiranno imponente e popolare, ma come un leader imprevedibile, instabile, impopolare e incompetente, il cui sostegno molto probabilmente continuerà a diminuire.
Lei ha insistito più volte sull’importanza di comprendere le vere cause della guerra: il timore della Russia per l’allargamento della Nato. Ritiene che questa preoccupazione sia il fattore principale da eliminare per raggiungere una possibile pace?
Per raggiungere la pace, le decisioni chiave sono chiarire la neutralità dell’Ucraina, risolvere le questioni territoriali e accettare che le truppe britanniche, francesi, tedesche o di altri paesi non debbano e non saranno di stanza in Ucraina dopo la guerra.
Ma quale alternativa aveva Zelensky quando la Russia decise l’invasione? Non doveva ovviamente resistere e difendere il proprio paese?
Avrebbe potuto e dovuto firmare l’accordo di pace che stava per essere siglato il 15 aprile 2022, basato sulla neutralità e sostanzialmente sull’accordo di Minsk II – molto migliore dei termini odierni – e che avrebbe forse risparmiato la morte o gravi ferite a 1-2 milioni di ucraini da allora. Biden ha rifiutato quella pace. Una vergogna, e l’Europa ha seguito l’esempio.
Cosa pensa delle elezioni in Ucraina: potrebbero essere un fattore di cambiamento?
Il punto principale è la pace, con o senza elezioni. La chiave è affrontare la realtà. Questo avrebbe dovuto essere fatto nel 2022 e in qualsiasi momento da allora. […]
Chi ha, davvero, le chiavi della pace?
Meloni, Merz e Macron. Dovrebbero dire la verità al popolo europeo: la Russia non invaderà l’Europa. La pace con la Russia attraverso la diplomazia è possibile. La responsabilità della Germania è la più alta. La Germania promise a Gorbaciov ed Eltsin (nel febbraio 1990) che la Nato non si sarebbe spostata verso Est. Poi Germania e Stati Uniti hanno tradito la promessa. La Germania ha stretto un accordo con Yanukovich il 21 febbraio 2014 per impedire un colpo di Stato e poi ha tradito l’accordo il giorno dopo accettando il colpo di Stato. Nel 2015 la Germania ha promesso che avrebbe applicato l’accordo Minsk II. Poi ha tradito e non ha applicato l’accordo Minsk II. Quindi Merz dovrebbe assumersi la responsabilità di contribuire a portare la pace tra l’Europa e la Russia. Il primo ministro Meloni dovrebbe sostenerlo.
Cosa pensa del Board of Peace?
È solo un progetto vanitoso di Trump, che non può alimentare nient’altro che l’ego di Trump.
Jeffrey Sachs è tornato tra noi. Quando serve mettere i puntini sulle “i” lo si scongela. In un paesucolo come il nostro, basta scrivere “professore alla Columbia University, commentatore attento di quel che accade nell’Est Europa”, e ci si mette subito sull’attenti.
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ma noi non ci faremo incantare,
avanti fino alla sconfitta della Russia e fino all’ultimo ukraino, con i soldi delle nostre pensioni e della nostra sanità, poi se ci scappa qualche cesso d’oro che vuoi che sia.
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E chi è Sachs ? Noi abbiamo Calenda .
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No caro. Noi abbiamo sia Calenda che Sachs. E te col bandierone in mano.
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Palle… dipende se Donaldo molla l’osso e condivide con gli affamati e scheletrici europei.Niente board of peace in Ukraina con Donaldo sovrano reale,troppa trippa per i gatti. A distanza di 4 anni sempre la solite melense caccole
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Voce pacata, concetti chiari
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Già che è svizzero e non il solito italiota,mi sta simpatico.😄
Ma azzardarmi a dare un giudizio su un paio di minuti estrapolati mi pare superficiale,da parte mia.
Aldilà delle legittime ma opposte visioni, personalmente trascendo sia dal prof Sachs che dal Lovisolo.
A mio parere,l’errore che entrambi fanno,è poggiare l’argomentazione su assiomi storico politici, che per 2000anni,ci hanno spiegato la storia, ma che negli ultimi 50(anni) hanno perso mordente e non reggono(da soli) se non amalgamati allo scheletro di analisi prettamente economica finanziaria…analisi che manca al 99% delle illustre voci che blaterano sui quotidiani.
Ma non gliene faccio una colpa: dopo aver dedicato una vita di studi proficui (sia dell’una che dell’altra sponda)è tremendamente difficile ammettere che le categorie di analisi da loro usate per decenni sono ormai quasi pressochè “spuntate” al giorno d’oggi.
Con questo,conoscendo il calibro di certi studiosi,sono certo che la “realtà vera” la conoscono benissimo…ma sono costretti dal loro curriculum e dal loro “nome” a dirla con i loro “abiti lavorativi” e non “nudi”:trattasi di NARRAZIONI ne buone ne cattive,in parte condivisibili in altra parte meno,da non adorare ne nemmeno da biasimare. Semplici narrazioni…che fanno fare tanti soldini se raccontate bene😄.
buona giornata
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Ma quante pine, che vengono prese da isteria e attacchi di panico, ogni volta che un Sachs (o un Zhok) buttano giù quattro parole (correlate da fatti, peraltro…)
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