(di Antonello Caporale – ilfattoquotidiano.it) – Sanremo è Sanremo e l’Ariston diviene l’arma di distrazione di massa che Ignazio (Benito) La Russa impugna da giorni e con una dovizia di attenzioni.

Palazzo Madama infatti invece che allarmarsi per l’ondata di scandali che sta piegando l’immagine delle forze dell’ordine proprio in tema di sicurezza, la bandiera assoluta del centrodestra, dirama note d’ordine a Carlo Conti, il poveretto che dovrebbe essere l’esecutore materiale dell’editto, perchè Andrea Pucci, comico rinunciatario del festival ma ormai ascritto allo schieramento conservatore, venga riassorbito nelle sue funzioni artistiche e trascinato sul palco del teatro così che nessun italiano perda la cifra del suo talento.

Nel tempo in cui il diritto si fa rovescio, La Russa straparla di Sanremo e l’opposizione invece che occuparsi di questa grave esondazione politica si attarda con Alessandro Zan (Pd) a giudicare il profilo artistico di Pucci, scambiando forse il palco dell’Ariston ancora per l’orto botanico della sinistra.

Non sappiamo perché La Russa disprezzi così tanto la buona educazione istituzionale, ma sappiamo che Giorgia Meloni, alla quale non fa difetto il discernimento della realtà dalla fantasia, si è volutamente attardata sulla notizia, infondata, che la voleva all’Ariston nella serata inaugurale, evitando con maestria di affrontare temi spinosi, per esempio la cronaca nera nella quale è sprofondata la polizia di Stato e un po’ la sua stessa maggioranza.

Il fatto è che Sanremo è da sempre il luogo eletto in cui il potere, sia di destra che di sinistra, tenta di esibirsi. Però è stonato. Amen.