La Corte suprema svuota magnificamente il piano di Trump sui dazi. Il presidente cercherà delle alternative. Ma la svolta è qui ed è evidente: i poteri neutri sono ancora forti e liquidarli resta un vaste programme

(Giuliano Ferrara – ilfoglio.it) – I poteri divisi di una società liberale, dove vige il rule of law, possono essere attaccati, si può cercare di svuotarli, perfino liquidarli nell’irrilevanza. Ma è un programma complicato da realizzare per chiunque, anche per una presidenza che ha messo in condizioni di non nuocere il Congresso degli Stati Uniti nelle grandi decisioni politiche e parlamentari. Il tremendo incubo degli osservatori politici a proposito della democrazia americana era fino a ieri l’occasione che permise a Trump di comporre, con il meccanismo della nomina di giudici di impianto conservatore, un organo supremo di controllo dell’esecutivo e del legislativo uniforme, univocamente pronto a trasformare le istituzioni in un’appendice del capo politico e del suo onnipotente mandato elettorale, la famosa dittatura della maggioranza.
La cosa pareva aggravata dal fatto che le nomine dei giudici, compresi i supremi, dipendono da presidente e maggioranza in Senato, hanno dunque una chiara e legittimata origine politica. Il punto di vista estremista, specie dopo il parziale rovesciamento della Roe vs Wade, la vecchia sentenza della Corte suprema sull’aborto come diritto alla privacy, ci ha ammannito la solita lezione pessimista, cupa e ingombrante, sulla Corte al guinzaglio del capo dell’esecutivo, sulla fine della democrazia plurale e bilanciata. Qui avevamo avvertito, quando fu confermata l’ultima nomina della conservatrice Amy Coney Barrett, che le maggioranze giuridiche, sia pure in un mondo conflittuale un po’ folle come quello trumpiano e nel suo disordine tendenzialmente anarchico, si formano sulla base di orientamenti che non si conformano in modo plumbeo e coatto all’opinione di chi comanda alla Casa Bianca. Infatti solo tre giudici supremi sono rimasti, con la loro opinione in dissenso, a difendere grintosamente il diritto avocato bruscamente dal presidente, ricorrendo a leggi emergenziali del passato, a imporre dazi nel commercio internazionale. Gli altri sei, una robusta maggioranza che decide in sentenza, compresa la Coney Barrett e Neil Gorsuch, conservatori nominati da Trump, si sono associati al chief justice, il centrista John Roberts, e ai tre giudici di impostazione liberal sopravvissuti in una posizione che è a vita, dunque per statuto e garanzie essenzialmente autonoma da ogni altro potere. E hanno creato una situazione di opposizione istituzionale e costituzionale di proporzioni storiche, facendo ballare non solo quasi un paio di centinaia di miliardi già incassati dal Tesoro Usa, e presumibilmente da rifondere, ma la stabilità di economia e politica e del loro rapporto nel paese più ricco e potente del mondo. Ora, anche seguendo i consigli dei dissenzienti, che hanno generosamente indicato al presidente altre vie possibili, piani B e C per reimporre la sua volontà, Trump potrà cercare di cavarsela altrimenti. Ma il danno è fatto. La riparazione del danno, anzi, comincia a essere compiuta. Notizia molto incoraggiante.
“Le democrazie sono più forti dei bulli”
detto dall’Elefantino che dovrebbe stare in galera per tradimento della repubblica italiana,
ammiratore dei nemici della Costituzione,
sottopancia del Ganassa,
cheerleader della ghenga criminale del Bu$h J@.
o gli si ride in faccia,
o gli si vomita sulle scarpe,
o lo si butta nel Tevere per vedere se come gli str0nzi, galleggia.
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DAZI RIEN VA PLUS?? – Viviana Vivarelli
Trump ha progettato di usare come arma per dominare il mondo la leva dei dazi. Non fai quello che voglio io? Ti metto un dazio così gli Americani non compreranno più le tue merci e queste verranno prodotte da fabbriche americane! Peccato che oggi qualunque oggetto, specie se tecnologico, sia formato con componenti che vengono da molti Paesi del mondo, per cui dovresti bloccare anche
quelli! Praticamente dovresti bloccare tutto il mondo o uscire dal mercato perché nemmeno le aziende americane riusciranno più a produrre qualcosa, E peccato che ai dazi americani il Paese colpito (ad esempio la Cina) potrebbe replicare con i controdazi bloccando i prodotti americani!
Ma non ci avevano detto che il neoliberismo si fondava sul libero mercato? E che l’opposto del libero mercato si ha dove lo Stato impone col protezionismo le proprie merci bloccando coi dazi quelle altrui? E dove si riduce al minimo l’intervento dello Stato e si eliminano le barriere doganali (dazi, quote) per favorire il commercio internazionale? così che ogni Paese si specializzerà nella produzione di beni che realizza con maggiore efficienza, col massimo vantaggio di tutti?
All’opposto il protezionismo è una politica economica volta a difendere la produzione nazionale dalla concorrenza estera attraverso interventi legislativi e fiscali, come barriere tariffarie, dazi (tasse) sulle merci importate per renderle meno competitive rispetto ai prodotti locali.
Insomma, fatemi capire: sono più di 120 anni che ce la menano col neoliberismo come toccasana del mercato, e ora viene avanti uno che si appella a uno Stato che va contro il mercato, dunque contro sé stesso?
Non solo Trump intende abbattere ogni regola neoliberista, ma alla fine si troverà contro il sistema mondiale, anche perché la sua instabilità mentale produce cambiamenti di decisione ogni giorno, anzi ogni minuto, come una trottola impazzita in una totale quanto imbecille inaffidabilità.
Ma ora cosa succede?
La Corte Suprema americana boccia i dazi punitivi di Trump perché ha oltrepassato i limiti della sua autorità.
Il suo potere assoluto è stato stoppato dal più alto Tribunale statunitense. Colpito in casa. E per di più da una Corte devo su 9 Giudici, 6 sono repubblicani!
Il massimo boss che l’America abbia mai avuto non può imporre i dazi come gli pare ma deve ubbidire alla legge federale che impone tariffe sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act del 1977.
La Costituzione degli Stati Uniti riserva al Congresso il potere di regolare il commercio. E il Congresso in questo momento è molto irritato con Trump, anche per il caso Epstein, e gli si sta rivoltando contro. Non solo i democratici ma persino una parte dei conservatori.
La politica commerciale a colpi di dazio del Monarca è stata bocciata con 170 pagine di spiegazione giuridica.
Ovviamente Trump si è incazzato moltissimo. Come osa l’Alta Corte bocciare le decisioni del Nuovo Monarca americano? È una vergogna! Oggi stesso firmerà un altro 10% in più su quelli che ha già messo, così chi osa contrastarlo impara!
Io non credo, anzi spero, che non gli vada bene.
Questo megalomane fuori di testa che mette le mani sul petrolio venezuelano, che minaccia di prendersi la Groenlandia, che tenta di annientare Cuba, che ha sempre finanziato la guerra ucraina e le guerre di Israele, che progetta, senza un minimo rimorso, una Nuova Trumpland costruita sui morti palestinesi come grande affare immobiliare privato, e che crede di essere il padrone del mondo quando parla e pensa come un bambino di sei anni capriccioso e per di più disabile mentale deve essere fermato da qualcuno. E magari deve essere internato come paziente pericoloso in qualche resort psichiatrico di lusso. Altro che strusciarsi a lui facendo risatine da idiota come fa la Meloni!!
Donald Trump è malato, è un pericolo per il mondo e spero solo che i file Epstein segnino la sua rovina!
L’esaltato mentecatto vede nemici dell’America in tutto l’orbe terracqueo ma il vero nemico del mondo è lui. E bisogna fermarlo prima che sia lui a rovinare il mondo!
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Quanto entusiasmo, quanta allegria ,quanti conti fatti senza l’ oste …Ma davvero il problema dei dazzi trumpiani è finito ? Io non ci credo affatto.
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