
(Dott. Paolo Caruso) – È legittimo? La Repubblica Italiana si regge dal 1947 su tre pilastri, necessari e indipendenti. Potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Allora ci si chiede come mai il potere esecutivo vuole delegittimare quello giudiziario? I Padri Costituenti, nel 1947, avevano bilanciato equilibrando pesi e contrappesi una Costituzione che garantisse la libertà e la democrazia ed evitasse una nuova dittatura. Per interferire e cambiare la Costituzione ci vorrebbero nuovi Costituenti di alto profilo, che allora furono estratti da tutto l’arco democratico. Oggi un governo che si ritiene maggioranza, ma che in effetti è solo rappresentativo di una parte del 50% di votanti, si arroga il diritto di interferire e modificare la Carta Costituzionale senza affrontare il dibattito e il voto parlamentare. Può bastare un Referendum a dichiarare legittima l’azione eversiva, e probabilmente anticostituzionale dell’attuale maggioranza? Assolutamente NO!!! L’ intervento del Presidente Mattarella, custode legittimo della Costituzione e suo estremo difensore, ci dimostra quanto concreto e pericoloso sia l’ assalto violento portato avanti dalle forze politiche di governo nei confronti della magistratura. Non passa giorno che la Premier Meloni, irrispettosa del ruolo che riveste, con fervore giacobino lancia strali contro i magistrati criticandone addirittura le sentenze, così da delegittimarli agli occhi dei cittadini. Guerra ideologica dalle conseguenze non dubitabili per la stessa democrazia, se i modelli sono Orban e Trump. Giorgia, la “rivoluzionaria della Garbatella”, che ha fatto suo il progetto di Licio Gelli e di Silvio Berlusconi, ha invertito la rotta della destra sociale e legalista che incarnò la politica italiana nel secondo novecento. “Sorella d’Italia” lontana anni luce da quegli ideali di legalità e giustizia che caratterizzarono la sua ascesa politica, oggi risulta fautrice di un lento e costante declino delle libertà nel nostro Paese con un passaggio progressivo da Democrazia a Democratura simil ungherese. Certamente il voler cambiare sette punti della Costituzione senza apportare concreti miglioramenti alla Giustizia lascia intendere che il referendum sia solo un atto punitivo nei confronti della Magistratura e la volontà di portarla sotto lo stretto controllo del governo. Ci auguriamo che il popolo italiano con il voto “NO” intervenga direttamente nell’interesse comune e della democrazia nella Repubblica italiana.
È nel panico e sta seguendo il copione che le scrivono Moantovano e Fazzolari: se ne accorgerà tardi quando avrà sbattuto violentemente contro il NO! Ma sarà troppo tardi fortunatamente per noi…
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Ottimo articolo dott. Paolo!
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Nonno me diceva sempre fin da quando ero piccino che i fascisti buoni sono solo quelli a pennolone🤔
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