
(Tommaso Merlo) – Quel pupazzo sionista di Donald Trump ha schierato un’immensa potenza di fuoco nel Golfo. A spese del contribuente americano, Netanyahu sta per coronare il suo sogno di distruggere anche l’Iran colpevole di essere avverso al progetto coloniale sionista in Palestina. Israele è un micro paese ed ha dovuto corrompere la superpotenza americana per coronare i suoi deliri ideologici. Vogliono la Grande Israele e dominare con la forza bruta l’intera regione nella totale impunità e calpestando tutto e tutti. Ma i terroristi sono gli altri, ci mancherebbe. Israele è una democrazia modello, un avamposto occidentale intento a difendersi dagli incivili e che dobbiamo quindi sostenere a prescindere. Barzellette che hanno determinato la storia degli ultimi decenni e sono alla base di questa nuova aggressione terroristica all’Iran. Quel pupazzo sionista di Donald Trump ha lanciato le solite false trattative. Praticamente pretende che l’Ayatollah gli dia le chiavi di casa e faccia sedere a capotavola il figlio dello Scià che scalpita a Washington. Peccato che la bomba atomica la detiene illegalmente Israele, non l’Iran. Ed è Israele che calpesta il diritto internazionale e bombarda di continuo altri paesi facendo stragi di civili, non l’Iran. Ma oramai quello che passa nella testa di Trump non lo sa neanche lui. I sionisti l’hanno comprato al chilogrammo e pare che Epstein abbia girato un’intera videoteca sulle sue porcherie rendendolo ricattabile fino al midollo spinale. E si è messa di mezzo pure la salute, con la demenza senile che galoppa al punto che ormai siamo alla circonvenzione d’incapace. Quello che passa nella testa di Netanyahu invece si sa benissimo, ridurre l’Iran come l’Iraq, la Libia e la Siria in modo poi da passare alla Turchia che i falchi di Tel Aviv hanno già messo nel mirino. L’ennesima conferma della strategia autodistruttiva dei sionisti. Sono oltre settant’anni che ammazzo innocenti, che rubano terre e radono al suolo paesi interi e sono più insicuri e malconci che mai. Non capiscono che la violenza non fa altro che ritorcersi contro chi la perpetua creando nemici sempre più minacciosi. Già, se gli ebrei israeliani non si libereranno del sionismo, rischiano davvero una brutta fine in Medioriente. Perché la protezione americana non è affatto eterna e perché più le ideologie sono fanatiche, più il loro destino è tragico. Secondo gli esperti del Pentagono l’invasione di terra dell’Iran non è fattibile a breve. Terreno troppo vasto e montagnoso e molti Marines potrebbero fare il gesto dell’ombrello davanti all’ennesima pagliacciata. L’aggressione terroristica si limiterebbe quindi ad attacchi aerei per distruggere le infrastrutture militari e civili e per decapitare Ayatollah e soci fomentando contemporaneamente le proteste attraverso gli infiltrati dei servizi. La solita operazione di “regime change” ma con delle complicazioni pericolose. L’Iran si prepara da decenni a questa guerra ed i cervelloni persiani pare abbiano prodotto un arsenale missilistico devastante che si è solo intravisto nella guerra dei 12 giorni. Le nuove tecnologie hanno ridotto il gap militare tra ricchi e poveri e trasformato il mondo in un sanguinario videogioco. Se i missili ipersonici iraniani affondassero le portaerei americane o radessero al suolo la Knesset, tremerebbe l’Impero aprendo scenari inquietanti. Con Israele che potrebbe ricorrere all’atomica per non sparire dalle mappe e l’Ayatollah che potrebbe rimuovere la fatwa e fare altrettanto visto che ti lasciano in pace solo se ce l’hai. Ma non solo. L’Iran è la terza riserva petrolifera al mondo nonché serbatoio cinese. Dopo il Venezuela, Pechino rischia di restare a secco e la pazienza ha un limite per tutti. Con Russia ed Iran hanno poi siglato una alleanza strategica e se il conflitto dovesse degenerare, la Cina potrebbe decidere con altri paesi Brics che è ora di smetterla coi deliri a matrice sionista e dare il colpo di grazia al disastroso impero americano. Quanto a noi larve europee, non ci resta che goderci il macabro spettacolo dal divano tra propaganda mainstream travestita da giornalismo e fregnacce dei politicanti di turno nella speranza che la situazione non degeneri. Rischiamo nuove ondate di rifugiati, di dover rompere i salvadanai se chiudono lo stretto di Hormuz e perfino che figli e nipoti ricevano strane letterine. Già, è l’inconsapevolezza il vero male dell’uomo e quindi del pianeta. In un mondo sano, gli iraniani sarebbero liberi di esprimere il governo che desiderano e gli oppositori di contestarlo mentre in Palestina arabi, cristiani ed ebrei conviverebbero in pace con pari diritti e doveri come cittadini di una stessa repubblica democratica. E noi occidentali ci occuperemmo di risolvere i nostri problemi e di rendere il mondo migliore invece di insanguinarlo rischiando un devastante conflitto mondiale.
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